Blondett, abile a giocare in diversi ruoli

Edoardo Blondett nella Reggina

Edoardo Blondett si ricongiunge a Matteo Rubin e Simone Corazza. I tre si ritroveranno all’Alessandria, visto che anche il difensore è passato ufficialmente ai Grigi. Altro colpo per il club del presidente Luca Di Masi, che ha superato l’agguerrita concorrenza di tante società.

Con Simone Patacchiola ai tempi della Sampdoria

Per il calciatore, infatti, si erano fatte avanti, tra le altre, Perugia, Catania e Catanzaro. Di seguito il comunicato ufficiale apparso sul sito dell’Alessandria.

“Al termine di trattative serrate, superando l’agguerrita concorrenza di altre società, Edoardo Blondett si lega ai Grigi con un contratto biennale. Difensore duttile, classe 1992, 209 presenze in carriera, ha conquistato la B nella scorsa stagione con la maglia della Reggina. Benvenuto in Grigio Edoardo!”

Nel Cosenza

La vicenda legata a  Blondett ha tenuto bango a lungo in casa Reggina, che aveva fatto sapere al difensore di non considerarlo per la B. “Non so cosa gli passi nella testa – aveva spiegato il ds Massimo TaibiLa Sicilia – Ci vuole coraggio a rifiutare certi club”. Classe 1992, nato a Genova, Blondett è cresciuto nella Sampdoria per poi vsterire anche le maglie di Valenzana, Portogruaro, Cosenza, Catania e Casertana. Blondett è uno specialista dei campionati di Serie C ad alto livello. Prima di vincere il campionato con la Reggina ci era andato vicino, ad esempio, già a Catania.

Nella Casertana

Cosenza per cinque stagioni dal 2013 al 2018, poi Reggina nello scorso torneo. I Grigi hanno vinto la concorrenza soprattutto del Catanzaro. Le sue qualità piacevano e piacciono a un altro ex Cosenza (ed ex Alessandria), il direttore sportivo Massimo Cerri, che lo voleva portare in giallorosso. Il duttile centrale amaranto, utilizzato anche da esterno in alcuni frangenti della scorsa stagione, ha attirato l’attenzione del ds grigio Fabio Artico, che apprezza la sua capacità di saper giocare in diversi ruoli.

A Catania

Aneddoti, ricordi, curiosità e quant’altro svelati da Edoardo Blondett ai microfoni di Piacere Calcio Catania, format televisivo in onda su Ultima Tv, ai tempi della militanza con gli Etnei. “Da bambino ho iniziato in mezzo alla strada e nei parchi il mio rapporto con il pallone. Ci ritrovavamo tutti in una piccola arena in terra battuta. La gioia più grande te la dava quel momento lì, oppure io in casa che giocavo con mio padre che chiamavo ‘capitan uncino’ per i piedi storti. Già da piccolo sono entrato nel settore giovanile della Sampdoria. Ho vestito la maglia della mia città con le giovanili, per me significava già tanto. Un onore infinito. Nazionale Under 20? Ricordo in quel periodo Di Biagio allenatore, mi ha insegnato tanto anche per quel poco che sono stato azzurro. Ho grande rispetto e stima nei suoi confronti. Poi sono successe un pò di cose. Prima un infortunio che non mi permise di fare il passo avanti. Quando sembravo vicino all’esplosione, mi sono fermato. Poi, rimboccandomi le maniche, sono ripartito da zero mettendomi sotto. Adesso un pochino raccolgo i frutti”.

Anno 2012, nella Nazionale U20 con il con il “Gallo” Belotti

“Ho avuto nel secondo anno di Primavera, anche quello un momento topico, un incidente stradale dove mi hanno tirato via per i capelli. Ho rischiato tanto, andando in arresto per emorragia interna. Volevano pure tagliarmi una parte di polmone. Ho lavorato tantissimo, adesso ricordo col sorriso quel periodo perchè è acqua passata. Mi reputo molto fortunato, la vita mi ha dato una seconda occasione nel calcio. Quando superai il momento di difficoltà, in una gara del torneo di Viareggio Zaza segnò dedicandomi il gol con un’immagine sotto la maglia di un nostro abbraccio.

Mi fece tanto piacere. Il ritorno in campo è stato veramente emozionante, non riuscirei ad utilizzare le parole giuste per descrivere le emozioni provate. Noi difensori viviamo per non prendere gol. Questo aspetto assume la stessa importanza di un gol realizzato. Ricordo contro il Catania che feci un salvataggio sulla linea sotto la Curva Sud, mi pare su una conclusione di Calil. Un salvataggio importante. In Serie C, senza prova tv, spesso si vivono mille cose. A volte si gioca psicologicamente, infastidendo l’avversario. La testa, oltre al fisico ed alla tattica conta tantissimo. Ricordo che con Russotto ci ho sempre litigato quando eravamo avversari, venendo anche alle mani una volta. Lo odiavo. Quando ci siamo ritrovati, abbiamo rivissuto l’esperienza ridendoci sopra. Andrea è un ragazzo d’oro. Cosa dico ai tifosi del Catania? Che non molliamo perchè ce la faremo”.