Benvenuto calciomercato, benvenuto Bar Sport!

Il corsivo di Mario Bocchio

 

Mi sono interrogato spesso su come il calcio ci porti ad assumere comportamenti consapevolmente assurdi: come inventare squadre di fantasia.  Succede ogni volta che si deve parlare di mercato.

Quello invernale, che una volta veniva definito di riparazione, è certamente più complicato di quello estivo. Per logiche e meccanismi.

Continuiamo a sostenere che quella dell’Alessandria di puntare sui giovani sia una scelta giusta. Ma però mai come oggi servono innesti quadrati, capaci di reggere l’urto della categoria. Se guardiamo al girone d’andata dei Grigi, il dato che non ci sono state vittorie casalinghe rappresenta un record negativo, ma statisticamente non siamo davanti alle peggiori stagioni. Ciò non toglie che questa squadra ha certamente bisogno di qualche correttivo. Ed è proprio la capacità di effettuare le giuste scelte in base al budget a disposizione, la partita che si deve dimostrare di saper vincere.

Ogni volta mi diletto a sentire discutere di calcio, i social diventano una sorta di romanzo di possibili formazioni. Una sorta di Bar Sport. Dove tutti si sentono presidenti, direttori sportivi e allenatori. Oggi è il tempo dei social. Dove con il culo comodamente appoggiato ad una sedia, ti metti davanti al monitor e con la tastiera sei un leone che ruggisce.

Un articolo del New York Times descriveva il calciomercato come la cornucopia originale di tutte le fake news: esistono centinaia (migliaia?) di siti che macinano centinaia di migliaia di clic (o utenti unici, basta guardare i dati Audiweb) ogni giorno semplicemente scrivendo notizie false. Ci sono anche decine di quotidiani che lo fanno, e che in questo modo vendono centinaia di migliaia di copie. Mi sono spesso chiesto come devono lavorare le redazioni “calcistiche” nei mesi del calciomercato: certamente c’è uno sparuto gruppo di addetti ai lavori che, incessantemente, fa del giornalismo investigativo: fonti anonime, giornate passate al telefono, e via dicendo. Ma deve esserci anche chi fa a meno di questi accorgimenti professionali. Mi ha, ad esempio, sempre fatto insospettire, nello stanco e stretto vocabolario giornalistese, la parola “suggestione”: solitamente accompagna le notizie di calciomercato più strambe e instabili.

In un certo senso piuttosto romantico, la fine delle vacanze estive coincide, giorno più, giorno meno, con la fine del calciomercato. La fine del mese di gennaio, oggi con la fine del mercato invernale e la fine degli intrighi e delle invenzioni. Si torna in ufficio, a scuola, in officina, si torna in campo. Le centinaia di migliaia di righe spese nelle settimane precedenti per delineare ambizioni e progetti delle squadre spariscono, e le ipotesi devono lasciare il campo alla realtà. Per alcuni sarà piacevolmente sorprendente, per pochi sarà la conferma di alcune certezze, per molti sarà deludente. Probabilmente è anche per questo che il calciomercato affascina così tanti: è assenza di calcio, è assenza di realtà.