Così come Colombo per i Grigi, Udovicich è la bandiera del Novara

 

È lui il simbolo storico del Novara: Giovanni Udovicich, per tutti “Nini”, recordman di presenze in azzurro (516 tra B e C), con 19 campionati disputati consecutivamente dal 1958 al 1976, quando gli Azzurroscudati erano lontani dalla Serie A.

Novara-Juventus 2-2, Coppa Italia 1970-’71, un contrasto tra Udovicich e Anastasi.

 

Un “pennellone” lungo lungo e sgraziato nei movimenti, ma un “muro” difensivo invalicabile, stopper senza fronzoli ma corretto: contro di lui non videro palla anche alcuni tra gli attaccanti più famosi anche della Serie A, quando, magari in Coppa Italia, affrontavano il Novara: da Graziani a Pulici, da Pruzzo ad Anastasi.

Era, anche per la sua caratteristica pelata, una delle figurine più conosciute dell’Album Panini. Udovicich incominciò a giocare nel Novara (lui, profugo dall’Istria arrivato in città nel 1946, a sei anni), quando il ricordo della Serie A era fresco: “Gli Azzurri erano retrocessi due anni prima – ricorda – e c’era la sensazione che si potesse salire in breve tempo. E invece…”. Invece è stato necessario attendere 55 anni per festeggiare il ritorno fra le grandi: ”Chissà, forse per questo è stata un gioia così grande, intensa. Non pensavo più di poter rivedere il mio Novara in Serie A. Non riesco ancora a crederci”. Dice bene, Udovicich: “mio” Novara perchè lui ha sempre rifiutato offerte da società più prestigiose pur di restare in azzurro. A lui si erano interessati il Bologna e la Roma che fecero la corte per mesi. “Nini” non volle saperne, per lui non era in discussione la fedeltà al Novara. Ma erano altri tempi, la parola “bandiera” aveva un altro significato. Dopo avere smesso di giocare, Udovicich è uscito dal mondo del calcio e ha lavorato in banca.

     Foto sotto il titolo: stacco aereo di  Udovicich nella partita di Coppa Italia Milan-Novara del 1971.