Alla scoperta di Manuel De Luca, un “cigno” dedito al gioco di squadra

 

Il top del calcio non può attendere, almeno per Manuel De Luca, attaccante altoatesino che ha tanta voglia di arrivare nel calcio che conta. Anche lui, come il portiere Cucchietti (altro prodotto del vivaio granata) è arrivato ad Alessandria con la formula del prestito annuale.

Un primo approccio già c’è stato, visto che le qualità del ventenne altoatesino ma di padre del Sud, sono state messe “sotto chiave” dal Torino per i prossimi quattro anni; il talentuoso fromboliere aveva fatto un altro passo avanti debuttando da titolare lo escorso febbraio con la maglia neroazzurra del Renate nella sfida contro la Reggiana. Manuel De Luca non si era lasciato sfuggire l’opportunità di far brillare gli occhi agli addetti ai lavori, segnando il primo gol da professionista con uno stop perfetto di petto e destro al volo a infilare il portiere. Gol che non era bastato al Renate per vincere la gara (persa 2 a 1), però era servito a dar conferma a mister Cevoli sulle qualità del talento made in Alto Adige.

De Luca nel Renate.

 

“Il debutto è stato molto emozionante – aveva detto l’attaccante – perché fin da piccolo desideravo arrivare tra i professionisti e finalmente ce l’ho fatta. È chiaro che dovrò fare ancora tanta strada, però questo è già un buon punto di partenza. Il gol? Una gioia infinita… Voglio continuare su questa strada e togliermi tante soddisfazioni. A chi dedico il gol? Alla mia famiglia e al mio procuratore (Gianluca Mancini, ndr), sempre disponibili e vicini in ogni fase della mia carriera”.

De Luca era approdato al Renate direttamente dal mercato invernale, quando anche il Südtirol era in cerca di una prima punta.

“Ho fatto i primi sei mesi con il Torino, poi ho ritenuto che fosse arrivata l’ora di confrontarmi con il calcio professionistico ma giocando. Ho scelto la piazza del Renate perché il ds Magoni ha sempre avuto fiducia in me, sin dalla passata stagione quando indossavo la maglia della Primavera del Torino. Da lì ha cominciato a cercarmi con l’obiettivo di portarmi a Renate. Perchè non ho scelto l’Alto Adige? Nessuno della società mi ha cercato. Ho scelto il Renate perché ha dimostrato un forte e vero interesse ne miei confronti”.

Con il Südtirol.

 

E tra le dediche, Manuel De Luca ne aveva sottoscritta una molto sentita: Devo tanto anche a mister Sinisa Mihajlovic, allenatore che mi ha sempre insegnato tanto, dicendomi sempre la verità e nei giusti modi. Mi ha fatto capire tante cose, ha avuto tanta fiducia in me e di questo gli sono grato. Ha apprezzato il mio impegno dimostrato nei 5cinque mesi di lavoro con lui, regalandomi la possibilità del debutto in Coppa contro la Juventus”.

De Luca è cresciuto in quel di Vadena, a qualche chilometro da Bolzano, un luogo dove la lingua tedesca domina incontrastata la cultura. Il calcio è sempre stato un chiodo fisso in famiglia: oltre a Manuel anche la sorella è giocatrice. Manuel ha iniziato la sua carriera nel Voran Laives, club dilettantistico ma comunque abbastanza conosciuto per la discreta qualità della cantera. Passa davvero poco tempo e arriva la chiamata del Südtirol, che tessera immediatamente il ragazzo per le proprie giovanili. Il primissimo exploit arriva con i Giovanissimi Nazionali, sotto la gestione di Giampaolo Morabito: De Luca termina il campionato con 25 presenze e 16 gol, attirando l’attenzione di parecchi addetti ai lavori e nonostante il campionato non proprio esaltante della squadra tirolese.

Con la maglia dell’Inter.

 

Il potenziale c’è, il rendimento pure: De Luca si conquista meritatamente la chiamata della Nazionale azzurra Under 15 e, poco tempo dopo, anche quella dell’Under 16. Dopo un torneo in Scozia, ecco spuntare i primi top club. La prima società a puntare su Manuel è la Juventus, che offre un periodo di prova alla famiglia del ragazzo. Alla fine tuttavia, e anche un po’ a sorpresa, la spunterà l’Inter, che preleva il giovane calciatore in prestito con diritto di riscatto (anche abbastanza alto) e lo inserisce negli Allievi Nazionali Lega Pro del tecnico francese Benoit Cauet. La stagione è ottima: 17 presenze e 12 gol. Dalle parti del centro sportivo dedicato al compianto presidente Giacinto Facchetti sono tutti entusiasti delle qualità di De Luca. L’Inter tuttavia, a fine stagione, cerca di abbassare le pretese del Südtirol sul costo del cartellino e dopo qualche giorno di screzio tra dirigenti non arriva nessun accordo.

Dunque nessun riscatto e addio ai colori nerazzurri. Manuel torna al Südtirol, ma le offerte sembrano quasi piovere, anche dai campionati esteri: Inghilterra, Germania, poi il Parma ed infine proprio il Toro. Alla prima stagione con la maglia granata (2014) arriveranno 13 presenze e 4 reti. Il patron Urbano Cairo non ci pensa su due volte e paga immediatamente il riscatto di 120mila euro. Come ripagare una spesa del genere? vi chiederete. Sfiorare i 30 gol con la Beretti penso sia una risposta più che soddisfacente. I radar di Sinisa Mihajlovic sono accesi, seguono assiduamente questo gigantesco ragazzo classe ’98 che tanto ricorda, per movenze e stile di gioco, un certo Cristiano Lucarelli, che di gol ne ha segnati davvero tantissimi nell’arco di tutta la sua carriera.

Con il portiere della Juventus Szczęsny nel derby di Coppa Italia.

 

Manuel De Luca ha tutte le principali caratteristiche della punta centrale di ruolo. Nato come centrocampista, è stato poi spostato nel reparto offensivo con il passare degli anni. Addirittura, ai tempi del Südtirol, come raccontato dal padre, veniva soprannominato “il cigno” per la sua capacità di giocare con eleganza e sfoggiando grandi doti tecniche nonostante l’impressionante mole fisica.

Forte nel gioco aereo, è molto bravo anche nella fase di protezione della sfera spalle alla porta e possiede, inoltre, anche ottime capacità balistiche, di coordinazione. Molti addetti ai lavori lo hanno paragonato ad attaccanti del calibro di Luca Toni e Cristiano Lucarelli, che di gol in carriera ne hanno segnati davvero tantissimi.

La sua qualità più apprezzabile tuttavia (parere dei tecnici che lo hanno allenato) è il grande spirito di abnegazione: De Luca è il tipico attaccante dedito al gioco di squadra, ai ripiegamenti difensivi ed è sempre bravo nell’abbassare il suo raggio d’azione per essere partecipe alla manovra collettiva imbastita dai compagni di squadra. Infatti se dovessimo scegliere un termine di paragone più “contemporaneo” e che ben si abbina alle sue ottime qualità, potremmo dire il croato Mario Mandzukic, che sull’altra sponda del torinese, quella bianconera, ha conquistato tutti con il suo spirito combattivo e la sua freddezza davanti alla porta.

Mario Bocchio

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