Anche l’ Alessandria piange Mister Oscar Piantoni

 

Oscar Piantoni, il tecnico originario di Gandino, è deceduto nel pomeriggio di oggi all’ospedale di Bergamo dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. Personaggio dall’estrema schiettezza e dal cuore generoso, molto ironico anche con la stampa e stimatissimo dai giocatori, la sua scomparsa lascia un grande vuoto abchen nell’ambiente calcistico alessandrino. Classe 1949, Piantoni ha allenato diverse squadre: tra le altre Alzano, Alessandria, Monza, Valenzana, Calcio Caravaggese, PergoCrema e AlzanoCene. Il periodo più luminoso della sua carriera tra Albinese e AlbinoLeffe (salto in C1 e grandi stagioni). Aveva collaborato nell’esperienza romena con Walter Zenga (al National Bucarest), a cui era legatissimo, e sempre in Romania aveva guidato l’Oradea. Negli ultimi anni la sua passione per il calcio non era scemata, tanto che non era difficile trovarlo sui campi alla ricerca di nuovi talenti.


Piantoni arrivò ad Alessandria nella stagione 2001-’02, con presidente Antonio Boiardi.
All’ultima gara del girone di andata i Grigi erano in testa al girone A della C2, in città regnavano fiducia e serenità.
Il girone di ritorno cominciò nel modo migliore per i Grigi con la facile vittoria sul Legnano, che determinò un vantaggio di ben otto punti sull’immediata inseguitrice, il Prato.
La progettualità di Boiardi e del suo staff si concentrò anche sul settore giovanile e sul marketing. In quei giorni, prima il team manager Cesare Miraglia e poi il diesse Lamanna presero le distanze da Boiardi ed uscirono dai ruoli tecnici e dirigenziali. Legatissimo ai due, Piantoni temette che qualcosa si potesse sgrtetolare in campo e fuori e il fatto avvenne puntualmente.

La “rosa” dei Grigi con Piantoni allenatore.


Il vantaggio sul Prato svanì nel giro di cinque domeniche. In questa situazione non aiutò l’avvento di Massimo Londrosi, prescelto dalla società come nuovo direttore sportivo.
Dopo la dura sconfitta a Pavia, Boiardi e Londrosi individuarono in Piantoni l’unico responsabile del disastro delle ultime partite e lo sostituirono con Sergio Caligaris, che portò la squadra ai playoff, in un clima un po’ surreale, tra sussurri e grida che anticiparono una crisi societaria che nell’estate ebbe poi risvolti tra il tragico e il farsesco.

Mario Bocchio