L’ex grigio Contratto annullò anche Diego Maradona

 

A “L Orso in diretta” – venerdì 20 ottobre – in occasione della presentazione della partita Alessandria-Pisa, è intervenuto l’ex difensore grigio Renzo Contratto.

 

Un rude mastino difensivo, confinato al ruolo di terzino destro dall’album Panini e marcatore assiduo dell’attaccante più pericoloso nella vita di tutti i giorni, protagonista dell’epopea continentale di una provinciale appena riemersa dal baratro. Una favola, oppure una storia di ordinaria realtà del pallone alla periferia dell’impero. La sintesi e il senso della carriera di Renzo Contratto, ex grigio, campione del calcio ancora artigianale e foriero di sogni di straordinaria quotidianità in un’epoca che agli occhi dei pischelli da tribuna d’oggidì sembrerà remotissima: quella dei mitici anni Settanta e Ottanta e della loro appendice nella decade immediatamente successiva, quando ancora le sbornie da antenne satellitari erano allo stadio di ipotesi lontana. Oggi il piemontese dai riccioli d’oro si avvicina alle cinquantotto candeline, e lo fa con la consapevolezza di uno che, dopo anni e anni di gavetta, nonostante abbondanti assaggi di calcio di livello medio-alto trovò la propria dimensione soltanto nella provincia ruspante.

Derby a Casale. Contratto – in maglia grigia –  sulla fascia con sullo sfondo uno dei primi striscioni degli Ultras.

 

Lindo ed educatissimo, quanto ruvido e “cattivo” sul campo con i suoi tackle poco disponibili a fare sconti, esterno basso nato a Borgaro Torinese il 5 dicembre 1959. Un breve ma formativo apprendistato con Mantova, Alessandria e Pisa, e dal 1980 al 1988 la vita professionale di Contratto, un cognome una garanzia, si tinse del viola della Fiorentina. Dove fece in tempo ad assistere alla parabola discendente di Giancarlo Antognoni e al percorso inverso di un talento in sboccio chiamato Roberto Baggio. Prima di tuffarsi, appunto, nell’avventura atalantina, sotto maestri come Emiliando Mondonico e gli staffettisti Piero Frosio-Bruno Giorgi nell’ultima stagione di permanenza sotto la Maresana. Solo calcistica, per inciso, dal momento che il generoso difensore di gamba lesta e polmoni capacissimi a Bergamo avrebbe deciso di passare il resto dei suoi giorni. Da procuratore e agente Fifa, guarda con il sottile piacere del rimpianto alla sua vicenda da artista del marcamento a uomo, conclusa – non senza la soddisfazione di 6 partite nella Nazionale Under 21 – nel 1993 con la maglia dell’Udinese.

Mario Bocchio

Nella foto sotto il titolo: Maradona in Napoli-Fiorentina di serie A, stagione 1985-’86, contrastato da Renzo Contratto.

Ascolta anche