Gonzalez contro Calaiò. Uno dei due però questa sera resterà con l’amaro in bocca

sabato, 17 Giugno 2017

Il corsivo di Mario Bocchio

 

L’Alessandria ha coltivato il sogno di vincere il campionato per tante giornate, salvo poi doverci rinunciare. Però la stagione dei Grigi non è ancora finita e oggi ci sarà una finalissima da giocare, dopo averla conquistata grazie soprattutto al lavoro dei nuovi allenatore e diesse, Pillon e Sensibile. Perché, ne siamo pur certi anche se in fondo il pallone è rotondo e riserva sempre delle sorprese, con Braglia e Magalini non saremmo sicuramente giunti a questo punto.

Quella contro il Parma sarà una partita difficile, intensa ed emozionante, ma che potrebbe eliminare definitivamente quella punta di delusione, di rammarico e di frustrazione che da oltre quarant’anni persiste nella testa e nei cuori del popolo grigio.

Forse in finale non sono andate le due squadre che hanno giocato meglio in semifinale, ma sicuramente sono arrivate all’atto conclusivo della Lega Pro le due formazioni più attese, assieme al Lecce: Alessandria e Parma. Due squadre costruite per essere promosse, che hanno un organico di altissimo livello, con diversi giocatori di categoria superiore e che hanno chiuso il proprio girone al secondo posto anche se in maniera diversa. Se i Grigi infatti hanno dilapidato un patrimonio facendosi rimontare dalla Cremonese e buttando al vento una promozione diretta che sembrava ormai certa a dieci giornate dalla fine, i ducali non sono mai stati primi e hanno sempre dovuto inseguire le avversarie del girone, come il super Venezia,  senza comunque mai scivolare troppo in basso.

Per quanto si è visto nelle due semifinali, l’atto finale si preannuncia poco spettacolare e molto tattico con l’incognita del grande caldo – si giocherà infatti nel forno di Campo di Marte alle 18 – che potrebbe incidere parecchio sulle squadre dopo una stagione così lunga e snervante. A fare la differenza potrebbero così essere i campioni con Pablo Gonzalez, che mercoledì sera contro la Reggiana ha mostrato di essere un giocatore illegale (come ammesso anche dal tecnico della Reggiana Menichini) per la categoria, da una parte ed Emanuele Calaiò, piuttosto in ombra contro il Pordenone, dall’altra. Due attaccanti scesi in Lega Pro non per restarci, ma per trascinare le rispettive squadre verso la serie B. Uno dei due però questa sera resterà con l’amaro in bocca e il rimpianto di non essere riuscito a centrare l’obiettivo prefissato.

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