La sfida con la Cremonese e quella finale che a Livorno brucia ancora

Simone-Guarnei-gol-

 

Il “Curi” di Perugia  sembrava il “Picchi” di Livorno: ventimila livornesi in festa aspettavano il fischio d’inizio della finale playoff contro la Cremonese. Nel vedere gli spalti presi d’assalto venne spontaneo pensare: “Questa l’abbiamo già vinta…”. Invece…  Era il 14 giugno 1998. Il giorno in cui s’abbassò il sipario di una stagione allucinante, prima nata con nove vittorie iniziali consecutive, poi naufragata nelle aule dei tribunali sportivi e non. Gli amaranto di Paolo Stringara avrebbero meritato di terminare al primo posto ma alla fine della fiera si ritrovarono terzi, dietro la Cremonese. Perché al Livorno prima tolsero quattro punti per la famosa vicenda del “caso Franco”, cioè della tentata corruzione dell’arbitro Ferrarini – vicenda mai chiarita -, successivamente arrivò l’aggressione di Siena.

97-98 una formazione di StringaraUna formazione del Livorno nella stagione 1997-’98.

 

Ha scritto Sandro Lulli su “Il Tirreno”:  “Ma si andò tutti a Perugia convinti di farcela perché la squadra guidata da Paolo Stringara era davvero forte. Questa la formazione della finale: Boccafogli, Ogliari, Geraldi (85′ Cordone), Vincioni, Merlo (76′ Stancanelli), De Vincenzo, Desideri, Nardini, Bonaldi, Scalzo, Di Pietro (46′ Scichilone). La vera fregatura finale fu il sorteggio: ci toccò l’arbitro Marco Gabriele di Frosinone. Che poi nel 2004 restò implicato nello scandalo del calcioscommesse. Nel 2006 il fischietto venne assolto, ma comunque dismesso dall’Aia. Gabriele ne combinò di tutti i colori: una rete annullata a Geraldi, due rigori negati (uno clamoroso su Bonaldi), se poi aggiungiano anche una traversa di Di Vincenzo il quadro della malasorte è completo. E la Cremonese, alla quale sarebbe bastato anche un pareggio, passò al 118′ dei supplementari con Guarneri”.

cremonese97-98Un undici della Cremonese in quel torneo di serie C1.

 

Fuori dallo stadio si scatenò l’inferno. Ancora Lulli: “Le forze dell’ordine persero la testa in maniera immotivata. Vedemmo scene che al solo pensiero ci fanno ancora inorridire in cui restarono coinvolti livornesi che avevano il solo torto si camminare verso le proprie auto, oppure verso i pullman”.

Mario Bocchio

Nella foto dopo il titolo: Simone Guarneri, l’eroe di Perugia.

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