Il corsivo di Mario Bocchio
Un finale di campionato strano quello dei Grigi: tra prestazioni altalenanti e polemiche, la squadra si porta a 70 punti, a quattro gare dal termine.
Lassù, però, c’è la Cremonese che corre alla velocità della luce, ha solo più un punto in meno in classifica e sembra un caterpillar come sistema di gioco, condizione atletica e psicologica.
Nel pomeriggio in cui abbiamo ospitato il Prato, i Grigi sono stati accolti ancora una volta da un grande tifo. La sfida è stata putroppo uno spaccato del girone di ritorno, con la solita Alessandria, quella che riesce a trovare gli spazi per colpire e quella che si rovina con le proprie mani e finisce per subire più del dovuto. È però una squadra che con i suoi pregi ed i suoi difetti è ancora prima in classiifica.
Carrara aveva fornito una buona occasione per ripartire: l’Alessandria deve riprendere a vincere per tenere sempre alto il morale e per rinvigorire l’autostima. Sono rimaste appena quattro giornate e scenderà in campo per due volte in casa con Renate e Pontedera e due fuori con Viterbese e Lupa Roma.
A questo punto quello che conta di più è la condizione mentale e fisica, senza pensare ad altro. La serie B può ancora essere agguantata dalla porta principale, e non dalla finestra, e sarebbe un vero peccato non provarci fino alla fine, fino all’ultimo secondo, dell’ultimo minuto, dell’ultima giornata di campionato.
Una domanda però ci accompagnerà fino alla fine, perché siamo certi che le critiche non si fermeranno: “Saranno uno stimolo in più oppure diventeranno una zavorra?”.
La società prosegue giustamente dritta con il suo allenatore, crede in lui e nel progetto redatto ad inizio stagione.
Tutto questo mentre continua una sorta di silenzio stampa, o meglio una blindatura fatta di poche comunicazionicon l’esterno e di allenamenti a porte chiuse: un atteggiamento difficile da comprendere che certamente non aiuta a fare chiarezza e a distendere gli animi… ma se nella stanza dei bottoni sono convinti che questa sia la via che porta alla serie B proseguano dritti, perché ad Alessandria nonostante tutto, c’è un bisogno immenso di fuggire via da questa categoria. Alessandria ha bisogno di risultati che cancellino le delusioni di quasi mezzo secolo.
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