Quello della Giana Erminio è il presidente più longevo nel calcio professionistico italiano

Bamonte

 

È presidente della Giana Erminio dal 1985 con una squadra che si barcamenava in Prima categoria. Trentadue anni dopo, Oreste Bamonte è ancora il timoniere ma con la Giana tra i professionisti in Lega Pro a stupire tutti quest’anno.

Mozzarella

Lui ha esportato la mozzarella al Nord, ma anche un modo intelligente di fare calcio; 80 anni, vive da mezzo secolo a Gorgonzola. Nella città che ha dato il nome al rinomato formaggio è approdato dalla natia Battipaglia e ha fatto fortuna in Lombardia fondando un’azienda leader nel settore caseario, il “Caseificio Salernitano”.

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Quella della Giana dBamonte 1ell’era Bamonte è una storia con un inizio alla “Sliding doors”, famoso film con Gwyneth Paltrow in cui si confrontavano due diversi destini della protagonista determinati dall’aver preso o non preso la metropolitana. Nel campionato di Prima categoria 1985-‘86, il primo completo con Bamonte presidente, la Giana dell’allenatore-giocatore Mazzoleni ebbe un lungo duello con la Vapriese con l’ultima partita a Vaprio d’Adda e Giana a +2 sulla Vapriese. Con il successo della Vapriese la vittoria in campionato si sarebbe decisa allo spareggio, invece la Giana vinse il campionato e tornò in Promozione, allora il massimo torneo regionale, dopo anni di mediocrità. Successivamente sono iniziati per la Giana tanti anni di Promozione, poi Eccellenza e alla fine la magnifica salita dalla Promozione alla Lega Pro.  Bamonte che ricopre la carica di presidente dal 30 marzo 1985 è il più longevo patron di una società di calcio professionistica, un anno in più dell’illustre collega proprietario del Milan, Silvio Berlusconi.

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Intervistato dalla redazione della “Gazzetta della Martesana”, ha dichiarato: “Sto vivendo questo momento in maniera meravigliosa. Non mi sono nemmeno accorto che sono passati più di trent’anni: mi sono divertito e mi diverto ancora. La Giana mi riempie di gioia e i risultati ci sono. Non possiamo guardare al futuro che con ottimismo. Mando avanti il club come se fosse la mia azienda e i giocatori sono i ‘lavoratori del pallone’. Ancora oggi lavoro ogni giorno con grande passione nel mio caseificio e allo stesso modo lo faccio con la Giana. E non mi sono affatto stancato”.


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