Il pianeta del tifo grigio: a colloquio con i Supporters 1999

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I Supporters nascono nel 1999, anno particolare per la Gradinata grigia, in quanto proprio l’anno prima gli Ultras Grigi hanno deciso di farsi da parte.

Quale clima trovaste nel momento del vostro ingresso come gruppo in Gradinata Nord? Cosa vi spinse a prendere la decisione di creare una nuova realtà di curva? E quanti eravate a dar vita al nuovo gruppo?

“Fondammo il gruppo con l’intento di rianimare per quanto possibile il tifo organizzato stremato dai dissidi con l’allora presidente Amisano e dalla cocente retrocessione in C2 patita nella stagione precedente ai play-out contro la Pistoiese. Quel poco tifoso che ancora c’era era vivo grazie agli Head Out che erano l’unico gruppo ancora attivo ed esistente in Nord in quella stagione. Cercammo per quanto possibile di ricreare le condizioni perché il famoso ‘cuore pulsante’ della città tornasse tale organizzando trasferte, coreografie e prendendo in gestione la storica sede del ‘Club Forza Grigi’ in via Cavour. Ci teniamo a precisare che la stragrande maggioranza dei fondatori del gruppo nel febbraio del 1999 seguivano la squadra già da parecchi anni pur non militando specificatamente in nessun gruppo”.

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Quali furono le difficoltà più grosse che incontraste nei primi tempi?

“Poco entusiasmo, diffidenza iniziale da parte dei ‘vecchi’ e scarso incoraggiamento da parte di coloro che ancora seguivano la squadra. La costanza e la testardaggine ci hanno permesso di superare tutto e ci fa piacere che oggi molti ci assegnino il merito di aver tenuto in piedi una Gradinata che avrebbe rischiato seriamente di ‘morire’ (come capitato ad altre piazze anche vicine geograficamente ad Alessandria nel momento in cui si sciolse il gruppo trainante)”.

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Tifo e politica: qual è la vostra posizione a riguardo?

“All’interno del gruppo ci sono idee diverse ma la politica in gradinata a noi non piace, non ha senso allo stadio”.

Come viveste il tracollo dell’U.S. Alessandria e il seguente fallimento? Quanto fu dura rimanere distanti dal “Mocca” per un intero anno?

“Il fallimento del 2003 fu vissuto come una vera e propria tragedia sportiva, una vicenda che ci ha privato di qualcosa di molto importante della nostra vita. Nonostante sia stato durissimo stare senza calcio per un anno, è motivo di grande orgoglio per noi essere riusciti assieme al resto della Gradinata a non fare andare nessuno allo stadio a vedere la ‘Nuova Alessandria”’ poche tifoserie (forse nessuna) hanno avuto il coraggio di fare altrettanto in questi momenti”.

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Eccellenza e serie D: che ricordi avete (a livello di tifo) dei quattro anni che il nostro sodalizio passò nel calcio non professionistico?

“A livello di Nord e soprattutto di trasferte, il ricordo è ottimo: ci si divertiva, si era in tantissimi ovunque e in quegli anni tanti ragazzi si sono avvicinati alle sorti dei grigi e sono tutt’ora presenti e attivi all’interno della Nord; paradossalmente ripartire dall’Eccellenza ha rispolverato una passione che negli ultimi anni precedenti al fallimento era venuta a mancare in molti. Tanti ragazzi in quel periodo si sono avvicinati soprattutto per il fatto che ci si poteva ancora divertire allo stadio non essendoci divieti e restrizioni al nostro modo di vivere lo stadio. Quel percorso iniziato nel 2004 sta ancora dando i suoi frutti in Gradinata”.

Il ritorno tra i professionisti: i primi due anni (passati tra C2 e C1) fecero rinascere l’amore per il calcio in tutta la città, risvegliando amori ormai assopiti da anni. Quanto fu difficile, per un gruppo che porta in balconata un lanciacori, trasformare questo “amore” in “calore” e riportare il livello del tifo su standard più elevati?

“Alessandria è una delle pochissime piazze di un certo livello in cui le disposizioni contenute nel famigerato decreto ‘anti-tifo’ del 2007 sono state applicate in modo rigido e completo: l’assenza da circa dieci anni di tamburi e megafoni ci ha molto penalizzati, soprattutto in quegli anni laddove vi fu l’abbattimento della vecchia Nord e la sostituzione con quella attuale. Ma siamo abituati da sempre a sopperire ai divieti e alle disposizioni cervellotiche con passione, entusiasmo ed inventiva”.

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Con l’inizio del campionato 2009-’10 entrò in vigore la Tessera del Tifoso. Quale posizione prendeste come gruppo a riguardo di questa nuova normativa?

“Come gruppo prendemmo la decisione di dire NO alla Tessera del Tifoso, in quanto pienamente in contrasto con il nostro modo di vedere il tifo ed il tifoso. L’introduzione della Supporters Card (molto meno liberticida della T.d.T. ) ci indusse, come tutti gli altri gruppi della Nord, a lasciare libertà di scelta ai membri del nostro gruppo: ad oggi ci sono esponenti che hanno sottoscritto la Card ed altri che in tutta libertà non l’hanno sottoscritta”.

Era post-Tessera: nel 2014/2015 una buona parte della Gradinata Nord decise di ricominciare a viaggiare. S’iniziarono nuovamente a riempire i settori ospiti dei vari stadi di quella che nel frattempo era diventata Lega Pro con numeri di domenica in domenica sempre maggiori. Per chi come voi ha vissuto tutte e due le ere (pre e post Tessera), quali differenze avete riscontrato tra questi due periodi?

“Non abbiamo visto alcuna differenza sostanziale nella passione e nei numeri portati in trasferta dalla tifoseria alessandrina. (apparte le poche occasioni in cui siamo riusciti a vedere le partite fuori dagli stadi, ad esempio la mitica trasferta in Sicilia a Milazzo dove assistemmo alla partita dalla famosa Grotta di Polifemo) si sono avvicinate nuove leve molto giovani e al tempo stesso coloro che hanno deciso di chiudere definitivamente con le trasferte per via di tutti questi sistemi di repressione”.

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Nel 2014 avete festeggiato i primi quindici anni del vostro gruppo e ora, con il 2017 che incombe, vi avvicinate sempre di più ai venti. Qual è il segreto per far durare così tanto un gruppo? Quanto vi ha aiutato (e continua a farlo tutt’ora) il ricambio generazionale?

“Non vi sono segreti o ricette particolari per la longevità di un gruppo: non bisogna mai mollare nei momenti difficili (ad esempio, quando arrivano Daspo a ragazzi del gruppo) ma soprattutto mantenere lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare sia nelle stagioni calcistiche prive di successi sia nelle stagioni esaltanti. Purtroppo l’età avanza per tutti (così come gli impegni familiari, professionali, etc) e da più di tre anni abbiamo iniziato un processo di ricambio generazionale che sta portando i suoi risultati: abbiamo al nostro interno giovani leve che ai tempi della fondazione del gruppo erano neonati. Questo ci fa ben sperare per il futuro del gruppo perché riteniamo che la nostra storia debba continuare ancora per molto”.

Ultima domanda: con gli altri gruppi presenti in Nord, com’è il rapporto? Credete nella collaborazione tra le varie anime della Gradinata o preferite l’ “ognuno per la sua strada”?

“Il rapporto con gli altri gruppi è molto buono: quando vi sono stati problemi, essi sono sempre stati affrontati con maturità e mentalità”.

Davide Ravan

 Info

Per contattare il gruppo: info@supporters.al.it