Archivio mensile:Maggio 2020

Si è chiuso il campionato di Serie C

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli

Il campionato di Serie C si è concluso. Questo il verdetto dell’assemblea delle società di Lega Pro. Si è conclusa la stagione regolare. Con tre promozioni in Serie B che nessuno ha messo in dubbio: Monza, Vicenza e Reggina. E la quarta promossa, quella per decidere la quale si era addirittura parlato di un sorteggio tra le formazioni ammissibili ai play-off? Varrebbe il merito sportivo, con il Carpi a bruciare la concorrenza grazie al quoziente-punti. Su questo punto tuttavia non c’è stata unanimità.
 Per un’eventuale B doppia o una Serie C d’elite c’è ancora tempo per discutere.

“Oggi abbiamo compiuto e scritto una bellissima pagina di Lega Pro. Malgrado il Paese sia nel pieno della sofferenza e nonostante le difficoltà che ogni club sta vivendo, ci siamo confrontati con grande responsabilità, mettendoci in ascolto e dimostrando rispetto per l’altro”. Queste le parole di Ghirelli.

I sessanta club della serie C

I presidenti si sono detti favorevoli allo stop del campionato, al blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi, alle promozioni in serie B delle prime tre squadre, al merito sportivo come parametro per far salire la quarta squadra. Come ha sottolineato la nota diffusa dalla Lega Pro, le proposte riflettono pienamente la specificità della Serie C, con il suo impianto sociale unico ed originale, e la sua coerenza con le scelte fatte quel 21 febbraio, quando le partite furono interrotte, nel rispetto di quanti stavano soffrendo sotto i colpi del … Leggi >

Mirko Ferretti, una vita da secondo

Amilcare Ferretti detto Mirko

Mirko Ferretti, alessandrino classe 1935, è un uomo di calcio. Ha giocato nelle massime categorie (come già il padre negli anni ’30 e ’40) indossando le maglie del Como, del Catania, della Fiorentina, del Torino. Indossò la Maglia Grigia nella sfortunata stagione 1966-’67, culminata con la retrocessione in serie C.

Fu un mediano degli anni ’60, quando le carriere finivano presto, Mirko divenne allenatore, e come secondo di Gigi Radice si sedette sulle panchine del Toro, del Bologna e del Milan. In seguito rimase nell’ambiente granata, tra i giovani, come guida ed esempio di uomo-squadra.

Alessandra Demichelis e Michele Ruggiero narrano la persona, il calciatore, l’allenatore. Un ritratto a tutto tondo, da leggere come un romanzo, da vivere come una partita.

In questi giorni di lockdown ciè tornato utile “Una vita da secondo. Storia di Mirko Ferretti, l’allenatore nell’ombra” edito da ArabaFenice. Lettura interessante, il racconto di un uomo che ha attraversato la storia italiana.

Sulle figurine

Da sempre orgogliosamente di sinistra.Negli anni ’50 e ’60 Torino (ma non solo) era divisa in comunisti e non-comunisti. A Torino c’era una squadra come la Juve “amministrata” dalla Fiat, ed era difficile che lì ci fosse un giocatore “di sinistra”, perlomeno non dichiaratamente, magari in maniera nascosta. Ferretti s’inseriva in un calcio che cominciava a trasformarsi – si pensi all’estro e alla personalità di Meroni – e che darà vita al sindacato dei calciatori.

Nei Grigi, è il terzo
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