Archivio mensile:Giugno 2018

Con Speciale Mondiali il calcio segna la nostra storia. Cinque trasmissioni di Rvs e Museo Grigio

 

Arriva puntuale ogni quattro anni questa strana sospensione del tempo, il Campionato mondiale di calcio, a ritmare le nostre esistenze. Anche quelle di chi detesta e dribbla il football.

Radio Voce Spazio e Museo Grigio propongono Speciale Mondiali, cinque trasmissioni in versione radiofonica e web tv, ogni venerdì a partire da domani 15 luglio e sino al 13 luglio, dalle ore 20 alle 21,30 (fm 93,8 e in diretta su www.radiovocespazio.it).

Héctor Castro “El Manco”, Uruguay 1930.

 

A condurre le serate Mario Bocchio con la consulenza di Sergio Giovanelli e la presenza anche di Silvio Bolloli; in regia Mauro Bavastri, mentre il supporto tecnico della struttura di Rvs è coordinato da Federico Pieri. Ogni volta in studio e in collegamento giornalisti e scrittori di fama internazionale, ex campioni italiani e stranieri e personaggi legati alla storia dei Paesi che in tutti questi anni sono stati protagonisti dei Mondiali. Durante le trasmissioni spazio anche all’enogastronomia con la degustazione di vini e di piatti scelti: insomma, un vero e proprio salotto.

Mario Pizziolo, Luis Monti and Luigi Bertolini, il celebre “Testa fasciata”.

 

“Un salotto dove la forza dei Mondiali in fondo è proprio questa – spiega Bocchiol’essere il segnalibro non ufficiale delle nostre vite. A distanza di anni infatti il puro evento sportivo scolora, anche se alcune partite entrano di diritto nella leggenda dello sport. Rimangono invece ancorate nella memoria le emozioni, il come eravamo in quel mese in cui il Leggi >

I Grigi a D’Agostino, il vice-Pirlo che poteva andare al Real Madrid

 

Adesso è ufficiale: Gaetano D’Agostino è il nuovo allenatore dell’Alessandria. A comunicarlo è stato lo stesso club con una nota.

“Chiusa la mia carriera con il calcio giocato al termine della stagione 2015-‘16, ho deciso di intraprendere subito il percorso di allenatore con l’Anzio in Serie D per poi passare nel professionismo nell’estate 2017 diventando il nuovo tecnico della Virtus Francavilla” così si legge sul sito ufficiale di D’Agostino

Proprio sotto la guida di D’Agostino, il club brindisino ha conquistato, per il secondo anno consecutivo, la qualificazione ai playoff per la promozione in Serie B, terminando il campionato al nono posto.

Al primo turno ha superato, in partita unica disputata in trasferta, il Monopoli (per 1-0). Al secondo turno, al termine di un match unico disputato in trasferta, è stato eliminato dalla Juve Stabia che ha vinto per 4-3.

Molto importante è la carriera da giocatore di D’Agostino e vasta la rassegna stampa.

Ama raccontare sempre di quando era alla Roma. Arrivava al campo di allenamento insieme a Lanzaro, Amelia e un altro paio di ragazzi sempre mezz’ora prima, prendevano tutti palloni. Poi li gonfiavano e facevanoun po’ di tecnica individuale con Galbiati, il vice di Capello. Infine si allenavano con la squadra, ma alla fine dovevano riprendere i palloni, pulirli, sciacquarli e rimetterli dentro la sacca. Ogni giorno. Dovevano capire come si stava in uno spogliatoio.

Fame, ambizione e determinazione: sono sempre stati questi i suoi punti fermi, sin dall’inizio della carriera, nella sua Palermo, … Leggi >

Clamoroso (ma non troppo) al Cibali: Catania fuori! Impresa del Cosenza

 

Una partita decisa al 94′, l’altra addirittura ai calci di rigore. Sono serviti i titoli di coda per decretare le due finaliste dei playoff di Serie C, che sabato prossimo a Pescara si giocheranno il quarto pass per la Serie B. Saranno Siena e Cosenza a contendersi l’ultimo atto. La prima, dopo 120′ eterni (e terminati in nove contro undici) e successivi rigori, ha eliminato il Catania, che aveva rimontato il gol di svantaggio rimediato all’andata. I calabresi, dal canto loro, hanno spento nel recupero le speranze del Südtirol, grazie all’apporto del subentrato Baclet, decisivo con un gol segnato e un’autorete propiziata. In finale ci arrivano due squadre dal percorso opposto: la seconda del girone A contro la quinta del girone C. Una entrata nell’ultima fase dei playoff, l’altra reduce da un cammino lunghissimo, composto di cinque turni e sette partite.

Paradiso e inferno, andata e ritorno. Il Siena gela il Catania e ai calci di rigore si prende la finale playoff (foto sopra). Un altro epilogo rocambolesco, dopo la vittoria al 100′ contro la Reggiana. Perché il Siena questa finale l’ha tenuta in mano per buona parte, forte dell’1-0 dell’andata e del gol nel primo tempo di Santini. Poi, i bianconeri hanno rischiato clamorosamente di crollare, colpiti dalla rimonta firmata Curiale e Lodi, due che erano in panchina al Franchi, e dalle ingenue espulsioni di Iapichino e Rondanini. Ma nel momento di massima sofferenza i ragazzi di Michele Mignani hanno stretto i denti, salvati … Leggi >

Semifinali: perdono Cosenza e Catania. Al ritorno partite “di fuoco”

 

Una serata piuttosto amara per le due squadre del Girone C impegnate nelle rispettive semifinali dei playoff di Serie C. Sia Cosenza e Catania infatti sono state sconfitte per 1-0, i calabresi a Bolzano col Sudtirol, gli etnei a Siena con la Robur. E c’è anche parecchio da recriminare per entrambe.

Il Cosenza infatti è andato a sbattere contro un grandissimo Offredi (foto sopra), che ha parato di tutto e di più, specialmente nel secondo tempo. Poi ha subìto la rete di Michael Cia in pieno recupero. Sul centrocampista biancorosso Saracco era stato strepitoso sul primo tentativo, ma nulla ha potuto sulla ribattuta.

Anche il Catania poteva sperare in un risultato migliore. Il match del “Franchi” è infatti stato davvero molto equilibrato (foto sopra), sostanzialmente avaro di occasioni. Ma i bianconeri sono riusciti a sfruttare l’unica vera indecisione della retroguardia siciliana e Alessandro Marotta ha punito con un colpo di testa.

C’è chiaramente ancora speranza per entrambe le squadre. Ricordiamo il regolamento: in caso di equilibro sulle reti complessive dei due match (non sussiste la regola dei gol siglati in trasferta), si andrà ai supplementari, quindi in caso di ulteriore parità, calci di rigore. Cosenza e Catania quindi nei prossimi novanta minuti devono per forza vincere, almeno con una rete di scarto. Niente è ancora perduto.

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“Di Alessandria conservo tantissimi ricordi belli, ma anche l’amarezza di aver stretto la mano a tanti con la doppia faccia”

 

È stata la Lazio la squadra che l’ha fatto conoscere al grande calcio. Da giocatore, il suo compito consisteva nell’impedire agli altri di giocare bene. Professione difensore, difensore vecchia scuola: poca grazia e tanta sostanza. Angelo Adamo Gregucci non era un campione, ma raccoglieva la stima di tanti. Anche del commissario tecnico della Nazionale Azeglio Vicini, che nell’autunno del 1990 lo convocò per un doppio impegno di qualificazione agli Europei. Gregucci piaceva perché era un giocatore utilissimo. In campo e nello spogliatoio. Da allenatore, la sua attitudine a fare gruppo è diventata priorità, il primo passo per raggiungere traguardi importanti. Alla guida dell’Alessandria, città che lo aveva accolto giovanissimo per insegnargli il calcio vero, ha fatto ballare una città intera, portandola alla semifinale della TimCup contro il Milan.

“Ho cercato di esaltare le qualità dei ragazzi che avevo a disposizione, dicendo loro che dovevamo mettere la dedizione al lavoro e lo spirito di appartenenza davanti a tutto. Ho ricordato loro che il calcio è soprattutto un gioco, un modo per divertirsi e per divertire. La partite non si vincono mai grazie al modulo, ma all’impegno di tutti a remare nella stessa direzione”.

“Voglio uomini veri, prima che calciatori .– ci ha spiegato la sua filosofia – Per esperienza, posso dire che le grandi squadre non si costruiscono soltanto comprando calciatori ricchi di talento. Servono giocatori che sappiano assumersi le responsabilità, che vanno affrontate e superate con maturità e intelligenza. Ne sono certo: oggi gli stupidi Leggi >