Archivio mensile:Aprile 2018

1973, il cammino trionfale dei Grigi in Coppa Italia

 

Nel 1972 la Lega Calcio Semiprofessionisti decise di introdurre la Coppa di categoria, sulla falsariga di quanto già accadeva tra i Dilettanti. Il neonato torneo aveva la duplice funzione di introdurra un nuovo elemento di competizione e di fornire alle squadre appuntamenti estivi ufficiali validi per perfezionare la preparazione in vista del campionato.   In effetti la formula, che inizialmente ammetteva al torneo le squadre di Serie C, quelle retrocesse nella stagione precedente e le migliori della D, contemplava una prima fase da svolgersi nel periodo pre-campionato composta da gironi eliminatori di quattro squadre ciascuno. Le vincenti passavano al tabellone ad eliminazione diretta.  I gironi (ed anche gli accoppiamenti successivi) erano formati con criteri di viciniorità per cui i derby si sprecavano.

Alla prima edizione del torneo l’Alessandria venne inserita nel girone con Ma.Co.Bi Asti, Savona e Derthona; la prima, appartenente a quel Cavallo che sarebbe poi diventato presidente dei Grigi, militava in Serie D, le altre due in C.

Esordio assoluto il 23 agosto 1972 al Moccagatta con l’Asti: finì 3-1 con doppietta di Angelo Mammì (foto a fianco, primo marcatore grigio nella competizione) e gol di Lorenzetti. La disparità di forze tra grigi ed avversarie era netto: non ci furono problemi a vincere il girone con quattro vittorie e due pareggi. Solo il Derthona (lo farà praticamente sempre in tutta storia di Coppa) darà filo da torcere all’Alessandria imponendole due pareggi.

Ottavi di finale: arriva la Pro Vercelli che viene demolita Leggi >

Quando i Grigi vinsero la Coppa Italia: cronaca di una finale entrata nella storia

 

La Coppa Italia Semipro (poi Coppa Italia di Serie C, poi di Lega Pro ed oggi ancora di Serie C è la nostra classica ciliegina sulla torta, l’unico vero trofeo che conta vinto dall’Alessandria. Fu istituita, per la prima volta, durante la stagione 1972-‘73 (dopo aver sentito il parere di tutte le società) e vide ai nastri di partenza la partecipazione delle sessanta squadre di Serie C con l’aggiunta delle seconde e delle terze classificate nei gironi di Serie D dell’annata precedente. A contendere la Coppa all’Avellino furono proprio i Grigi di Mister Pippo Marchioro (giunti terzi in campionato, alle spalle di Parma e Udinese) che, dopo aver fatto loro il girone con Savona, Dertona e Asti MaCoBi, si guadagnarono la finale dopo aver eliminato la Pro Vercelli, lo Spezia e il Modena.

Sergio Favot in panchina con l’allenatore Pippo Marchioro, Carlo Sacco, Gigi Manueli e Sergio Vigano.

 

L’Avellino, nel suo cammino verso la finale, eliminò la Salernitana e il Matera, piazzandosi primo nel proprio girone poi, via via, vennero superate la Juve Stabia, il Lecce negli ottavi, il Cosenza nei quarti e il Giulianova in semifinale.

Il biglietto della finalissima tra Alessandria e Avellino.

 

Lo stadio Flaminio di Roma.

 

Giuseppe “Peppetto” Lorenzetti, scuola Lazio, era un numero 10, una classica mezzala di punta, un giocatore di grandissima qualità. Basti pensare a cosa c’era scritto su uno striscione a lui dedicato che campeggiava sugli spalti del Moccagatta: Rivera + Benetti = Lorenzetti. Nella tifoseria … Leggi >

Serie C, il riepilogo della trentaseiesima giornata nel Girone A

 

La finale di Coppa Italia tra Viterbese ed Alessandria regala un posto in più per i playoff nel girone A. E attualmente ci sono 5 squadre in lotta per gli ultimi tre posti. La seconda (una tra Siena e Livorno, uscito vittorioso per 3-2 dalla sfida in Sardegna contro l’Arzachena, foto sopra ), il Pisa, la Carrarese, l’Alessandria, la Viterbese ed il Monza sono già sicure di partecipare agli spareggi, mentre il Piacenza è davvero ad un passo dall’aritmetica.

Per gli altri tre posti (indicativamente dal nono all’undicesimo posto) se la giocano Lucchese (44 punti), Pistoiese (43), Olbia (43), Pontedera (43) e Giana Erminio (42). Sta peggio di tutte la Lucchese, per un semplice motivo: nel prossimo turno i rossoneri riposano e hanno solo tre punti ancora in palio, nell’ultima con la Pro Piacenza al Porta Elisa.

Robur Siena-Cuneo 1-0.

 

Calendario complicato per l’Olbia che prima ospita la Viterbese e poi chiude a Monza. Per la Pistoiese impegno interno con l’Alessandria e poi trasferta contro un Gavorrano che getterà in campo il cuore per evitare i playout. Pontedera chiamato a fare punti contro il Prato al “Mannucci” e poi in trasferta a Viterbo. La Giana, invece, proverà a colmare il gap di punti contro il Gavorrano in casa e poi ad Arzachena. La lotta playoff si incrocia in maniera drammatica con quella per mantenere la categoria.

Il cambio in panchina non ha risolto i problemi in casa Pro Piacenza. La macchina rossonera si è impantanata sul più … Leggi >

L’urlo di Marconi, una magia destinata ad entrare nella nostra storia

 

L’urlo di Michele Marconi a Viterbo, davanti alla telecamera, dopo aver segnato il gol che ha deciso la finale d’andata della Coppa Italia di Serie C, è destinato ad entrare di diritto nella storia dell’Alessandria.

In pochi credevano che i Grigi sarebbero risorti così. Avevamo già vissuto l’incubo della mancata promozione lo scorso campionato. Poi la disastrosa  prima parte dell’attuale torneo. Con la Coppa Italia è tornato un fascio di luce purissima. Quell’urlo nella telecamera ha detto all’intera Italia che l’Orso c’è  ancora, è sempre lui, ci ama e ci odia per le tante cattiverie dette e pensate.

Il celebre urlo davanti alla telecamera di Maradona ai Mondiali del 1994 in Usa, dopo il suo gol in Argentina-Grecia 4-0.

 

Marconi ha compiuto un gesto che solo i calciatori di grande esperienza e intelligenza possono pensare di mettere in atto. Ha sfruttato la diretta nazionale sul nostro canale di Stato anche per diffondere e amplificare il marchio Alessandria con relativo sponsor.

Ma a noi però piace sottolineare che con quell’urlo, in quel preciso momento, ha voluto mettere da parte il destino della maglia grigia, sin qui maledetto, per dirci che dopo una lunga notte può finalmente sorgere la luce.

 

 … Leggi >

Gavorrano-Alessandria 0-1: i maremmani sprecano due rigori. Bellazzini decide il match dopo un rimpallo

 

Gavorrano sprecone, Alessandria che passa allo “Zecchini”  di Grosseto col minimo sforzo. La formazione di Favarin fallisce due calci di rigore e si fa sorprendere da Bellazzini al 15′ della ripresa che, dopo un rimpallo, batte Falcone.

Gara condizionata dal forte caldo, ma che ha visto un Gavorrano poco convinto di fare risultato e troppo morbido in occasione del gol che ha deciso l’incontro.

In sala stampa

 

Il tabellino

Gavorrano-Alessandria 0-1 (0-0)

Il tabellino

GAVORRANO 3-5-2: Falcone; Machetti, Mori, Ropolo; Gemignani, Remedi, Vitiello (25’st Conti), Damonte, Favale (40’st Malotti); Brega (40’st Merini), Moscati (25’st Barbuti). A disposizione: Pagnini, Luciani, Bruni, Borghini, Maistro, Papini, Reymond, Pennino. All. Favarin

ALESSANDRIA 4-2-3-1: Pop; Sciacca, Lovric (26’st Piccolo), Blanchard, Barlocco; Ranieri, Gatto (26’st Nicco); Kadi (26’st Celjak), Bellazzini (31’st Usel), Fischnaller; Chinellato (43’st Sestu). A disposizione: Ragni, Marconi, Piccolo, Giosa, Gjura, Gonzalez, La Fauci. All. Marcolini

Arbitro: De Angeli di Abbiategrasso

Marcatore: 15’st Bellazzini

Note: spettatori 235. Ammoniti Bellazzini, Lovric, Vitiello, Nicco, Conti. Recupero 0 e 5

 

www.lanazione.it (edizione Grosseto)Leggi >