Archivio mensile:Ottobre 2017

I Grigi visti da “La Nazione”. “Alessandria-Pisa 0-2: funziona la cura Pazienza”

I nerazzurri espugnano il Moccagatta con una rete per tempo e senza mai rischiare. Si sblocca anche il bomber Eusepi e nel finale Negro centra il palo

Si chiam “cura Pazienza” o in qualunque altro modo. Sta di fatto che la scossa è arrivata: l’esonero di Gautieri e la scelta di affidare la panchina al giovanissimo tecnico della Berretti che, al “Moccagatta” ha fatto il suo esordio da professionista a 35 anni, ha prodotto l’effetto voluto dalla società. Così contro l’Alessandria, organico da “corazzata”e rendimento da grande delusa, il Pisa trova piglio e personalità da grande squadra, batte i grigi con una rete per tempo e  senza mai rischiare e sale al quarto posto, scavalcando la Viterbese, e mantenendosi a cinque lunghezze dalla vetta, occupata dal Siena.

Si aggiunga pure che si è sbloccato pure il bomber Eusepi e Negro è andato vicinissimo al gol (palo nel finale). Di più era difficile chiedere alla trasferta in terra piemontese.

Francesco Paletti

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 In chiusura di prima frazione arriva il vantaggio pisano con De Vitis, uno dei giocatori più importanti di questo inizio stagione per il Pisa. Nella ripresa arriva il raddoppio grazie a un grandissimo gol di Eusepi e la partita per i toscani si fa in discesa. I neroazzurri controllano con un’ottima difesa e portano a casa i tre  punti, rischiando addirittura di segnare il terzo gol nel finale con un palo di Negro.

In panchina resterà ancora Pazienza o la società annuncerà a breve il nuovo allenatore? Più che farina del mister, da soli tre giorni in panchina, c’è stata soprattutto la reazione da parte della squadra. Notte fonda per l’Alessandria, staccata a 5 punti dai playoff e addirittura a 16 punti dalla vetta. Il Pisa invece è quarto a 5 punti dal primo posto.

PRIMO TEMPO – I neroazzurri partono in avanti con Di Quinzio che prova il tiro da fuori al 5′, ma non trova la porta. Risponde al 7′ l’Alessandria con Bellomo con un tiro deviato in angolo da Petkovic. I grigi praticano più possesso palla, mentre la squadra di Pazienza si affida a un pressing alto e asfissiante. Guadagnano diversi calci d’angolo i padroni di casa, con i neroazzurri che ripartono in contropiede. Al 17′ situazione convulsa e pericolosa nell’area dell’Alessandria. Nel batti e ribatti la palla arriva a Mannini che in mezza rovesciata impegna Agazzi. Al 20′ Filippini ferma sulla linea un tiro con la testa un po’ per caso. Il terzino … Leggi >

Alessandria e Pisa sino ad oggi si sono incontrate trentadue volte

 

A partire dal 1921-’22 Grigi e nero-azzurri si sono incontrati 32 volte. Nel torneo degli “scissionisti” ci fu il primo confronto, vinto dai Grigi con doppietta di Gandini. Nell’estate del 1926 il Pisa e l’Alessandria giocarono le qualificazioni per l’unico posto disponibile in Prima Divisione. Al primo turno, sul neutro di Marassi, non ci fu storia: il punteggio rimase in bilico solo nel primo tempo, finito 2-1 per i Grigi che dilagarono nella ripresa chiudendo la gara sul 6-1.

Quando l’Alessandria scese in B nel 1937 ritrovò i toscani e la sfida divenne un classico tra i cadetti ripetendosi fino alla sospensione bellica con una prevalenza mandrogna anche se in questo periodo i pisani riuscirono a violare il “Littorio” vendicando le vittorie grigie all’Arena Garibaldi.

Di nuovo in Serie B, dopo la parentesi nella massima serie, il 31 ottobre 1948 le due squadre si ritrovano e al Moccagatta il Pisa a tre minuti dalla fine segna il gol del 2-1; subito dopo dalla scaletta degli spogliatoi sbuca uno spettatore che tenta di aggredire l’arbitro; viene fermato subito ma il direttore di gara sospende l’incontro. Per la pessima prestazione sul campo la giacchetta nera viene assediata negli spogliatoi. Risultato: 0-2 a tavolino ed una giornata di squalifica del terreno di gioco.

La rete dell’alessandrino Luigi Bassi al Pisa nel campionato di serie B 1948-’49. La gara al “Moccagatta” venne sospesa all’87’ sul risultato di 2-1 per i nerazzurri. Il Pisa vinse poi 2-0 Leggi >

«Caraballo, meglio perdello ’e trovallo»

 

Uruguay, estate 1982: Jorge Washington Larrosa Caraballo, soprannominato “El Caballero”, è un giovane centrocampista come ce ne sono tanti, cresciuto nel club di seconda divisione del Central di Montevideo, che è poi passato nelle file del ben più blasonato Danubio, anch’essa squadra della Capitale. Italia, estate 1982, il Patron del Pisa Calcio Romeo Anconetani è alla ricerca di rinforzi per il club di cui è Presidente. Pertanto, riaperte le frontiere al mercato estero da un paio d’anni, progetta l’acquisto di un talento uruguayano sconosciuto, da lanciare nella massima Serie. Sarà così che i destini dell’anonimo giocatore sudamericano e della squadra toscana si incroceranno inesorabilmente. Nell’organigramma societario nerazzurro era presente anche Adolfo Anconetani, figlio del Presidentissimo, vissuto sempre all’ombra dell’ingombrante figura paterna. Il caso volle che in quei giorni il padre, impegnato in altre attività, si vide costretto ad affidargli questo importante incarico: partire per l’Uruguay allo scopo di ingaggiare un giocatore di spessore.

Purtroppo Adolfo era uno sprovveduto che non aveva assolutamente la competenza calcistica del padre: infatti l’acquisto di Caraballo è l’unico della sua modesta carriera da dirigente a lui riconducibile, per sua stessa ammissione. Adolfo, giunto in Uruguay, pare che venne a sapere dell’esistenza di una giovane promessa, per l’appunto Caraballo, addirittura su semplice segnalazione di un tassista di Montevideo! L’affare (per chi, non si sa) fu presto concluso: l’indegno figlio di cotanto padre e il presunto campione sbarcarono quindi all’aeroporto di Pisa il 16 Luglio 1982, accolti da una marea di tifosi … Leggi >

Il Pisa: la leggenda Anconetani e perfino un cane come presidente

 

Arena Garibaldi, domenica, poco dopo l’ora di pranzo. In attesa che inizi la partita, ovvero la parte meno interessante della giornata allo stadio, i tifosi del Pisa ingannano il tempo cantando in coro. Il lettore filologo perdonerà se non riportiamo il testo della canzone; al di là del fatto che spesso i testi dei cori da stadio sono di valore letterario discutibile, ciò che succede immediatamente dopo è talmente sublime da obliterare qualunque altro particolare.

I tifosi del Pisa al “Comunale” di Torino nel 1982, nella trasferta dei nerazzurri contro i granata.

 

Capita infatti che il direttore del coro, un capo tifoso del Pisa noto come «Bavone», ravvisi una qualche mancanza di impeto nell’accompagnamento ritmico al canto, il quale (come in ogni composizione da stadio che si rispetti) è dato da battiti di mani. Dopo aver ottenuto l’attenzione dei coristi con un rutto più sonoro del solito, il direttore invita i professori d’orchestra a seguire la ritmica con una precisa indicazione tecnica («Ragazzi, battete tutti le mano») seguita, come di prammatica, da una robusta invocazione alla Madonna, visto che d’altronde è domenica. Dal foyer, uno degli strumentisti di ripieno fa notare al direttore una vistosa imperfezione nell’invito, dicendo a pieni decibel: «Bavone, è plurale». E Bavone, senza scomporsi, accetta l’annotazione e la trasmette al resto degli esecutori: «È vero. Avanti ragazzi, battete tutti le mane, forza!». E giù moccoli.

La voce stentorea da stadio – quella che riesce a sovrastare agilmente il rumore … Leggi >