Archivio mensile:Settembre 2017

Tra Siena e Alessandria finisce 0-0

 

Quinta giornata di campionato al Rastrello. Il Siena ospita l’Alessandria: bianconeri primi in classifica, piemontesi in crisi con appena due punti racimolati.

La cronaca

Il primo tempo

Siena in maglia bianconera, Alessandria in completa tenuta

Ha inizio l’incontro con pallone calciato dai padroni di casa

3 minuto: fermato in posizione irregolare Fischaller dopo un passaggio di Bellomo

8′: lancio in profondità di Gerli in direzione di Vassallo, chiuso in tackle da Gozzi

13′: tiro dai 20 metri di Bellomo che non inquadra lo specchio della porta

18′: spiovente di Brumat nel mezzo facile preda di Agazzi

23′: tentativo dalla distanza di Bellomo che termina ampiamente sul fondo

27′: ripartenza bianconera con Cristiani che si guadagna un calcio d’angolo

28′: dalla battuta di Guberti la sfera arriva a Gerli che non crea problemi all’estremo difensore piemontese

30′: cross basso di Neglia per l’accorrente Marotta che viene anticipato dall’uscita di Agazzi

34′: colpo di testa dell’ex Bunino respinto da Pane

39′: appoggio di Gerli per Vassallo che innesca Neglia che non riesce a controllare la sfera

41′: destro velleitario di Bunino che non trova fortuna

45′: senza nessun minuto di recupero squadre a riposo. Parziale: Siena-Alessandria 0-0

Secondo tempo

Si riparte. Stessi effettivi sul rettangolo di gioco per le due formazioni

48 minuto: fendente di Branca smanacciato da Pane

51′: proteste senesi per un fallo su capitan Marotta all’interno dei 16 metri: lascia proseguire il direttore di gara

55′: fallo di Piccolo su Guberti e calcio di punizione dai … Leggi >

Quando un autogol ti cambia la vita: Paolo Negro a “L’Orso in diretta”

 

“Canteremo tutti insieme Paolo Negro gol Negro gol Negro gol Paolo Negro gol!”,  Ci sono errori che ti porti dietro per sempreL’autogol segnato dal difensore della Lazio Paolo Negro nella sua porta contro la Roma  il 17 dicembre del 2000 è uno di questi. Al 70′ succede l’imprevedibile: Cafu crossa dalla destra,Batistuta non ce la fa a raggiungere il pallone, Zanetti si fionda e lo colpisce di testa, Peruzzi devia, Nesta cerca di allontanare in rovesciata, ma la palla sbatte sul corpo dell’incolpevole Negro e finisce in rete.

A distanza di diciassette anni  non mancano le commemorazoni e gli sfottò. Su Facebook i gruppi non si contano da “Ci hai regalato quell’immensa gioia al derby, grazie Paolo Negro!” a “Quelli che l’autogoal de Paolo Negro è stato mejo de n’amplesso”. Suo malgrado Negro è diventato un idolo della curva sud.
Un autogol diventato storico perchè segnato in un derby, perchè decisivo per la vittoria della Roma (la partità finì 0-1 ndr), perché arrivato l’anno dello scudetto dei giallorossi.

Proprio Negro è stato ospite – venerdì 22 settembre – a “L’Orso in diretta”, la trasmissione di Museo Grigio in onda su Radio Voce Spazio.

Nonostante il fattaccio, il legame tra Paolo Negro e i tifosi della Lazio è rimasto fortissimo. Tredici anni insieme, gli ultimi da capitano, rovinati forse solo dai bruschi rapporti con Claudio Lotito che lo costringono all’addio. L’ultimo giorno gli viene anche negato il giro di campo per salutare la … Leggi >

Quella volta che i Grigi giocarono a Barcellona

 

“La Stampa” del 30 luglio 1923 in un breve trafiletto annunciava una tournée dei Grigi in Spagna.

“I Grigi in Spagna. Prossimamente la squadra dell’Alessandria si recherà in spagna per disputare una serie di partite. Il primo incontro si effettuerà con il Club Deportivo Europa (due partite) poi affronterà i campioni del Valencia e molto probabilmente anche il Bilbao“.

Il Club Deportivo Europa, inedite cartoline dell’epoca.

 

Questa breve notizia era confortata da alcune foto, provenienti dall’archivio Elvio Banchero con la scritta apposta a matita “15 Agosto 1923, Barcellona”. Troppi pochi elementi per riportare “a futura memoria una memoria, persa o dimenticata, poiché nei giorni successivi nessuna testata italiana citava i fatti di quella escursione in terra iberica e la carenza, nel periodo, di ebdomadari alessandrini rendeva ancor più difficile la documentazione. Eppure nel 1923 un “viaggetto” in Spagna di una squadra, non era cosa che si potesse ignorare. L’analisi delle fotografie quindi ha costituito il primo punto d’appoggio per le nostre ricerche. La data ed il luogo indicati ci avevano fatto pensare ad un incontro con la squadra blaugrana, ma il giornale non citava nulla che ci potesse indurre ad una conferma. Guardando attentamente le maglie degli avversari catalani abbiamo scoperto che in realtà si trattava del Club Deportivo Europa, come peraltro riferiva “La Stampa”, formazione dello storico quartiere “Gracia” di Barcellona e vincitrice in quell’anno della Coppa di Catalogna. Già un passo avanti, ma sempre millimetrico rispetto alle finalità … Leggi >

Giosa e una bella storia di calcio. Tutta da raccontare e da ricordare

 

Antonio Giosa come un poeta. Ho messo un bel punto e sono andato a capo.

Basterebbe anche così. Trovare le parole per descrivere quello che considero un capolavoro assoluto – un semplice gesto – non è affatto facile.

La partita Alessandria-Livorno è appena terminata con la confitta dei Grigi per 3-0. I tifosi presenti allo stadio “Piola” di Vercelli sono inferociti, inveiscono e ci scappano anche insulti pesanti e minacce. La squadra va sotto la curva per un chiarimento: un gesto distensivo. Subito dopo, Giosa accarezza teneramente un bambino in campo come raccattapalle. Gli sorride. Ho visto il bambino felice.

Pensate a quanta difficoltà si ha nel raccontare i propri sentimenti per la persona amata, nel momento in cui si vive forte il momento dell’innamoramento, avete presente? Ecco tutto questo non è nemmeno comparabile all’impatto emotivo che ha avuto quel gesto su di me.

È come se Giosa improvvisamente si fosse strasformato in un Osvaldo Soriano che racconta un calcio ormai perduto, un calcio fatto di uomini e di cuore, uno sport duro e ingiusto, disseminato di episodi eccezionali e di coraggio fuori dal comune.

Qualcuno pensa che il calcio sia solo uno sport, il difensore in maglia grigia, ci regala invece un ritratto di vita.

Accade raramente, mai con tanta intensità come per questo episodio, che non voglia voltare ancora la pagina, mi fermo li a pensare: se finisce…poi con cosa mi commuoverò?…

Vorrei che viaggi tra le parole come questi durassero il più a lungo possibileLeggi >

Antonio Giosa: “Non è una sconfitta che deve minare le nostre certezze”

 

“Non è una sconfitta che deve minare le nostre certezze”. Queste le parole di Antonio Giosa, intervenuto ieri a “L’Orso in diretta” – la trasmissione di Museo Grigio in onda su Radio Voce Spazio – riferendosi alla sconfitta di venerdì sera contro il Livorno.

Con onestà, sincerità e senza mezzi termini l’esperto difensore ha analizzato il 3-0 rimediato al “Piola” di Vercelli: “È stato un brutto stop. Una partita in cui c’è davvero poco da salvare. Complimenti al Livorno, ma noi giriamo subito pagina e per fortuna giochiamo già un’altra partita importante contro il Siena. Bisogna guardare avanti in maniera positiva. Se ci hanno bucati in ogni tentativo vuol dire indubbiamente che c’è stato qualche problema in difesa. Bravi loro e male noi, ma rimaniamo ottimisti”.

Giosa, infine, pensa positivo: ”Ho sempre ritenuto quest’Alessandria una squadra forte. Il risultato è quello che è, la sconfitta è sempre la sconfitta. Ci siamo confrontati tra di noi ed è ovvio che ci sia rabbia. Domenica abbiamo un’altra partita che vale tre punti. Ci dispiace perché non abbiamo offerto una prestazione all’altezza ma si riparte, questo gruppo ha un’ottima cultura del lavoro. Piedi per terra e pedalare”.

Mario Bocchio

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