Archivio mensile:settembre 2017

Quando Marescalco segnò a Grobbelaar e Contratto e Colombo fermarono Kempes. Ricordi di fantastiche partite nel cortile

 

I ragazzi di oggi probabilmente si sfideranno in una gara a “Fifa” o in una a “Pes“, ma per le generazioni passate – come la mia – gli anni della fanciullezza sono sinonimo di ben altre “sfide”, quelle vere, giocate nei cortili: partite epiche.

Con pile di giubbotti a fare da palo, oppure delle bottiglie di plastica, nei casi più fortunati a delimitare la rete c’era un portone: questi sono i ricordi di chi ha giocato quelle “mitiche” sfide, con un numero di componenti variabile per ogni squadra. Quelle erano le partite giocate dal primo pomeriggio fino al calar dell’oscurità, e avevano un solo protagonista, oltre ai piccoli calciatori, e cioè il pallone.

È capitato che uno come me, infatuato della maglia grigia, volesse sempre essere “Cicciogol” Marescalco – il mio eroe di quei favolosi anni Ottanta – e che un mio compagno di giochi, altrettanto supertifoso del Liverpool, optasse per il portiere Bruce Grobbelaar.

E allora poteva anche capitare che in un inedito – e altrettanto meraviglioso – match tra Alessandria e Liverpool, Marescalco – che nella realtà era solito gonfiare le reti avversarie nei campionati italiani di Serie C – riuscisse addirittura a trafiggere Grobbelaar. Sì, proprio lui, il numero uno dei Reds, che in quella drammatica finale contro la Roma mostrava atteggiamenti da sbruffone, strizzando l’occhio ai fotografi appostati dietro la linea di fondo, mordendo le corde della rete come se fossero spaghetti, danzando sulla linea di porta. Se il … Leggi >

Ionut Pop e le intriganti storie dei portieri della Romania

 

Sicuramente avrà sentito parlare di questo portiere annegato a trentasei anni nel Danubio. Ci rimase male. Molto male. Aveva messo sei compagni in barriera e Pelè gli fece gol proprio da quella parte. Rivelino prese la rincorsa, e lui pensò che nelle partite precedenti le punizioni le aveva calciate lui. Pelé gli aveva lasciato il pallone anche un attimo prima, ma l’arbitro volle che il tiro fosse ripetuto.

Storica telefoto del gol di Pelè alla Romania ai Mondiali in Messico del 1970.

 

Stavolta successe che Rivelino allargò le gambe nel passare sulla palla, una finta, dietro c’era Pelé che partì, tirò e fece gol.

A lui, numero 21 della Romania. Stere. Stere Adamache. Mondiale del 1970 in Messico. In quella manifestazione fu il primo portiere in assoluto ad essere sostituito nella storia dei Mondiali.

Romeni con il sombrero a Mexico ’70. Partendo da sinistra: Cornel Dinu, Florea Dumitrache, il portiere Rica Raducanu e Mircea Lucescu.

 

Il portiere dell’Alessandria, Ionut Alin Pop, classe 1997, romeno di Oradea (sul confine con l’Ungheria) ha tanti sogni. Come lecito per un giovane.

Il gigantesco Raducanu.

 

La Romania – terra di campioni dal talento immenso e dalla sorprendente discontinuità (ma dove avrebbe potuto arrivare quella Nazionale di Gica Hagi, che fece fuori l’Argentina nel Mondiale americano del 1994?) – ha sempre avuto anche una buonissima tradizione di portieri. I giovani di oggi parlano di Ciprian Tatarusanu,  al Nantes, ma diventato famoso con la Fiorentina.… Leggi >

Da Recoba ad Aguilera fino a Cavani e al Chino Sosa, l’asse Italia-Montevideo

 

In principio fu Fedullo. Poi Schiaffino, Ghiggia, il Principe Fracescoli, Fonseca, Recoba, Montero e altri campioni divenuti protagonisti in Serie A. Ma anche brocchi e presunti geni incompresi, come Perdomo, oppure onesti e grintosi professionisti come Cristian “Chino” Sosa: il filo diretto che unisce l’Italia all’Uruguay testimoniato non solo dal calcio: il patriota Giuseppe Garibaldi protagonista della Battaglia di Sant’Antonio, episodio centrale nella guerra civile uruguaiana.

“Gli uruguaiani hanno imparato a giocare a calcio dagli operai inglesi che hanno costruito la ferrovia” aveva detto Pepe Mujica (foto sopra), il presidente guerrigliero prima del match con i ragazzi di Hodgson. Si sa come è andata a finire. Il legame tra l’Italia e Montevideo è ancora più stretto, ombelicale. L’emigrazione italiana verso l’Uruguay risale al ‘500 e con il Paese sudamericano condividiamo persino un eroe: Giuseppe Garibaldi, protagonista della guerra civile. Quasi la metà degli abitanti del paese ha un cognome di origine italiana e l’intreccio non ha risparmiato il ovviamente nemmeno il calcio.

Tutto ebbe inizio negli anni ’30, quando gli stranieri si chiamavano oriundi. Francisco Fedullo fu il primo giocatore uruguaiano a tornare nella terra dei padri. Giocò per nove anni nel Bologna e il giorno di San Valentino del 1932 esordì con la maglia dell’Italia. Il suo migliore amico era Raffaele Sansone, compaesano e compagno in rossoblu e in azzurro.

Poi fu la volta di Roberto Porta e di Ricardo Faccio, di Mascheroni, Puricelli e Michele Andreolo, che diventò campione del mondo in … Leggi >

Serie C, il riepilogo della quinta giornata nel Girone A

 

Nella quinta giornata di campionato, nel girone A di Serie C, il Livorno (foto sopra) vince il proprio incontro di campionato con la Pistoiese di misura, e grazie ai concomitanti risultati arrivati dagli altri campi si prende in solitaria la vetta della classifica.

Nella gara serale della domenica, infatti, i labronici di Sottil soffrono nel primo tempo la Pistoiese di Indiani, ma vanno al riposo comunque in vantaggio grazie a Valiani, bravo e fortunato nel trovarsi al posto giusto al momento giusto quando su un traversone dalle corsie laterali la respinta con i pugni dell’estremo difensore ospite Zaccagno incoccia proprio sulla sua figura, insaccandosi per l’1-0; pur se meritato, il successo del Livorno è certificato solamente al 93′ da Montini su calcio di rigore.

Perde terreno la Robur Siena, che pur mantenendo l’imbattibilità è inchiodata sullo 0-0 dall’Alessandria, incredibilmente nei bassifondi del campionato dopo aver disputato la finale play-off con il Parma nello scorso campionato. In terra toscana, la sfida tra Robur e i piemontesi è agonisticamente valida, ma non povera di emozioni. Se la Robur perde per strada due punti, tre sono quelli svaniti per la Viterbese Castrense, (foto sopra) di nuovo k.o. dopo aver perso nell’ultimo turno di campionato a Pisa: a sorprendere i laziali è la Giana Erminio. A Viterbo Cenciarelli porta subito in vantaggio i gialloblù, ma Bardelloni e Chiarello ribaltano il parziale già nella prima frazione. Nel secondo tempo Jefferson ristabilisce la paritàLeggi >

I Grigi visti da “La Nazione”. “Robur e Alessandria si dividono la posta in palio”

 

Finisce a reti bianche il big match della quinta giornata del girone A di serie C tra Robur Siena Alessandria. I bianconeri dopo due vittorie consecutive si accontentano del pareggio dopo una gara equilibrata ma che ai punti avrebbe visto vincere probabilmente i piemontesi, più pericolosi nella ripresa.

Nel primo tempo occasioni che si contano sulle dita di una mano, così come le parate dei portieri Pane ed Agazzi. Nella ripresa Stellini, tecnico dell’Alessandria, opta per inserire i tre ex bianconeri tenuti a sorpresa in panchina, ovvero Sestu, Gazzi e Gonzalez. È quest’ultimo ad impensierire Pane intorno alla mezzora, dopo aver servito un altro ex, ma decisamente più recente, Bunino, troppo impreciso al momento di concludere. Il Siena non è comunque stato a guardare visto che per lunghi tratti della sfida ha fatto la gara cozzando però con la rocciosa difesa alessandrina.

Di Neglia su punizione al quarto d’ora e di Marotta nel recupero le occasioni migliori per una Robur che comunque esce rinfrancata per la prestazione in vista della prossima difficile trasferta a Carrara.

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Tra Siena e Alessandria finisce 0-0

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