Archivio mensile:agosto 2017

L’Orso va al mercato: obiettivo salvare il soldato Bellomo!

 

L’Alessandria ha ufficializzato l’arrivo di Nicola Bellomo, con il trequartista che ha firmato un contratto biennale con il club piemontese.

Finire nel mirino di Roma e Inter, per poi ritrovarsi quasi sempre a scaldare la panchina; il tempo che ti scorre davanti agli occhi, le occasioni che passano, ciò che poteva essere e (almeno fino ad ora) non è stato. Lui è Nicola Bellomo, (ex) grande talento del calcio italiano, affacciatosi alle luci della ribalta alcuni anni fa quando vestiva la casacca biancorossa del Bari, la squadra della sua città. Nato a Bari vecchia, come Cassano, 26 anni fa sembrava destinato a spiccare il volo verso una carriera ricca di soddisfazioni e invece adesso di lui si sono quasi perse le tracce…Perso, speriamo non definitivamente, come tantissimi ragazzi in questi anni; tra equivoci tattici tipici del nostro calcio e problemi caratteriali, di personalità forse.

Dopo le due ottime annate nel Bari di Torrente,  l’occasione della serie A con il Torino e con un tecnico da sempre molto bravo nel lanciare ragazzi giovani, anche con poca esperienza. L’apice in una sera di ottobre, quando proprio l’Inter (il club che più di tutti l’aveva cercato, salvo poi virare su Kovacic) assaggiò il suo piedino e fu raggiunta in pieno recupero nel rocambolesco 3-3 finale. Sembrava potesse essere l’inizio di qualcosa di importante dopo un inizio difficile, invece è stato forse l’inizio del declino per questo ragazzo pieno di talento e dalle ottime qualità; il Toro … Leggi >

Da sempre l’Atalanta è un serbatoio di campioni

 

No, nessun miracolo. «Solo» tradizione, pianificazione, allenatori e osservatori bravi. Sono quelli dell’Atalanta Bergamasca Calcio del presidente Antonio Percassi e dell’allenatore Gian Piero Gasperini che aveva ceduto all’Inter uno dei suoi gioielli 2016-‘17, il mediano Roberto Gagliardini (foto sopra, classe 1994); dopo aver venduto il difensore centrale Mattia Caldara (classe 1994) alla Juventus. Ma a Bergamo non hanno nemmeno il tempo di fregarsi le mani per la plusvalenza messa a segno, tante sono le richieste a livello internazionale per gli altri «under 23» in vetrina. Gente come il centrocampista ivoriano Frank Kessiè (classe 1996) ambito da mezza Europa, con Barcellona e Chelsea in testa, poi finito al Milan; il centravanti Andrea Petagna (classe 1995), il terzino destro Andrea Conti (classe 1994, anche lui al Milan). Questo senza dimenticare quell’Alberto Grassi (classe 1995) già ceduto al Napoli di Sarri e oggi dirottato in prestito alla Spal. Alla Dea, comunque, hanno avallato la cessione di Gagliardini a (brillante) campionato in corso, proprio perché un sostituto di alto livello è già stato individuato in casa. Si potrebbe trattare di Filippo Melegoni (1999), alla Dea fin dai Pulcini, che in questi mesi si è imposto a nemmeno 18 anni come il regista-leader della (fortissima) squadra Primavera di Valter Bonacina. Melegoni è l’ultimo erede della storia di una squadra da cui sono passati nei lustri fior di campioni. Alcuni scoperti e formati, altri rilanciati. E non si può che partire da loro per spiegarsi il successo attuale.

Jeppson e

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Dalla Lega pro alla Serie C

 

Dopo la revoca dello stato di agitazione proclamato in precedenza dall’Aic, è cominciato anche il campionato della terza serie professionistica di calcio, che torna alla storica denominazione dopo il cambio in Lega Pro del 2014 in occasione della riforma voluta dall’allora presidente Mario Macalli. L’assemblea di Lega, presieduta da Gabriele Gravina, ha deciso di restituire il suo nome originale di Serie C al torneo che, salvo altri colpi di scena o decisioni della giustizia sportiva, dopo che il Rende ha vinto il ricorso presentato al Coni e la riammissione della Vibonese da parte della Corte d’Appello Federale, è partito con 58 squadre partecipanti.

Come già nella passata stagione, a rotazione un girone giocherà per tre mesi di sabato (a cominciare è il gruppo C) e gli altri due di domenica. La regular season si chiuderà il 6 maggio, mentre per la prossima Final Four dopo Firenze la scelta è caduta su Pescara (dal 4 al 9 giugno), dove è stato anche presentato il campionato. L’altra novità rilevante è che non ci saranno retrocessioni dirette e verranno disputati per ogni girone gli spareggi play-out, che vedranno coinvolte le ultime quattro squadre classificate. Due le soste in programma: 7 gennaio e 14 gennaio, mentre i turni infrasettimanali saranno tre: 4 ottobre, 8 novembre e 21 marzo. in occasione delle festività natalizie la serie C scenderà in campo il 23 e il 30 dicembre.

La regione più rappresentata in Serie C è la ToscanaLeggi >

Quando l’Atalanta di Mondonico andò alla conquista dell’Europa

 

Non bisogna essere reazionari per accorgersi che la nostra amata Serie A non è più l’Nba del calcio che è stata nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Congiunture sfavorevoli, clamorosi errori strategici, scandali, meriti altrui: sono tante le ragioni che spiegano la perdita di quota del calcio italiano negli anni Duemila. Tra i molti effetti deleteri di questa decadenza, degno di nota è stato il proliferare improvviso della nostalgia, col web che è stato invaso da scriteriati paragoni tra onesti mestieranti della Serie A degli anni Ottanta-Novanta e fenomeni del calcio moderno.

Ecco, questo non sarà un articolo nostalgico. Non guarderemo ai bei tempi in cui da noi giocava Ciccio Palmieri e non quel brocco di Neymar, né sospireremo su quanto fosse bello ascoltare le partite alla radio invece che guardarsele in SuperHD sul proprio 62 pollici. Proveremo a raccontarvi una delle storie più interessanti relative al periodo più luminoso di sempre della Serie A, quello che va dalla riapertura delle frontiere allo scandalo di Calciopoli. Senza la pretesa di insegnare nulla o di ridimensionare le imprese dei campioni di oggi.

Abbiamo scelto un paradosso, quello dell’Atalanta 1987-‘88. Per evidenziare il predominio assoluto della Serie A degli anni Ottanta e Novanta, ci è parso iconico il ruolo della Dea, che non giocava in A ma in B, e fu comunque in grado di bussare alla sala del trono europeo giungendo alle semifinali della Coppa delle Coppe. Certo, quella fu un’annata anomala, terreno fertile per gli underdog, come dimostrano … Leggi >

Le ambiziose Alessandria e Lecce ci riprovano, ma intanto pareggiano nella prima giornata

 

Domenica scorsa è scattato il campionato di serie C, che torna alla storica denominazione e rinuncia a retrocessioni dirette: dopo il ripescaggio del Rende e la riammissione della Vibonese sono 58 i club in competizione, con i ritorni nei prof di Triestina, Monza e Ravenna e il debutto di Arzachena e Bisceglie. Piemontesi e salentini ritentano l’assalto alla B, ma Pisa, Vicenza e Trapani puntano al riscatto.

Arezzo-Arzachena 2-3.

 

Nel girone A una delle grandi favorite della vigilia è infatti proprio l’Alessandria, protagonista nelle ultime due stagioni, soprattutto l’ultima dove si è vista sfuggire la promozione in B all’ultima giornata nel testa a testa con la Cremonese e poi nella finale playoff con il Parma. Per i Grigi, affidati a Cristian Stellini, ex tecnico della primavera del Genoa nonché tattico della difesa alla Juve di Antonio Conte, esordio con pareggio in trasferta a Pontedera. Occhi puntati però anche sul Pisa, che dopo le vicissitudini societarie e la retrocessione dalla B con Rino Gattuso in panchina punta all’immediato rilancio. Sulla panchina nerazzurra siede adesso Carmine Gautieri che ha debutta in terra sarda contro l’Olbia (ieri in posticipo), perdendo per 1-0. Il Livorno, altra favorita della vigilia, è stato impegnato nel derby casalingo con il Gavorrano: i labronici, guidati da Andrea Sottil, reduce dall’esperienza a Siracusa, si sono imposti per 2-1.

Prima apparizione in assoluto tra i professionisti per l’Arzachena, subito impegnata in una trasferta non facile sul campo dell’Arezzo di Claudio Leggi >