Archivio mensile:Giugno 2017

Dopo un necessario periodo di tristezza e di “lutto” dobbiamo ritrovare quell’amore che vive dentro di noi

 

Chi nella vita ha sofferto per amore lo sa. Riprendersi anche da una grande delusione sportiva – come è stata la mancata promozione in serie B dei Grigi dopo aver dilapidato un ingente patrimonio di punti – può essere un percorso duro e difficile, ma ricominciare ad amare e ad amarsi non è una missione impossibile.

Quando una storia d’amore finisce sono molte le variabili che entrano in gioco e le domande a cui a volte non si riesce a trovare risposta. Entrano in gioco sentimenti, emozioni ma anche questioni pratiche. La fine di una storia d’amore talvolta può portare a cambiare completamente vita, a trasferirsi altrove (in questo caso a non andare più allo stadio), a perdere più o meno volutamente delle amicizie e dei punti di riferimento.

Allora, perché non cogliere questa occasione, seppur molto difficile – dopo la sconfitta con il Parma, ultima chanche perduta – per ricominciare tutto da capo? Quando una storia d’amore finisce con discussioni e litigi (come è avvenuto tra i tifosi e la squadra) la situazione diventa ancora più tragica. Il distacco può essere netto oppure si possono manifestare degli strascichi.

Chi ha avuto una grande delusione d’amore, però, deve rimettersi in gioco e sentirsi pronto a ricominciare. Non è detto che si debba correre subito alla ricerca dell’anima gemella, anzi. Per ricominciare tutto da capo meglio ripartire da sè stessi.

Provate a pensare, innanzitutto, che quando una storia finisce non significa che noi come persone … Leggi >

Bisogna rimettere a posto i cocci e ripartire. Con o senza Gonzalez?

 

Il termine “delusione” parlando del mancato salto dell’Alessandria in serie B ci sembra addirittura riduttivo.

E ora? Come si prospetta il futuro? È troppo presto per dirlo, bisogna almeno lasciare passare l’amarezza e la rabbia, che quest’anno hanno un retrogusto molto persistente.

Rimettere a posto i cocci: questa dovrà essere la prima cosa da fare. Il piglio del direttore sportivo Pasquale Sensibile, subito dopo la finale persa contro il Parma, ha fatto chiaramente intendere che per lui è finito il tempo di fare da traghettatore.

Da quando è arrivato, ha sicuramente avuto tutto il tempo necessario per cercare di capire, e da adesso in avanti ci sarà solo da ricostruire invertendo dl tutto la rotta.

A lui toccherà contribuire in maniera determinante alla scelta del tecnico: riconfermare Pillon o puntare su altre opzioni?

Poi ci sarà da gestire il mercato: molti degli attuali giocatori sembrano essere al capolinea, nonostante diversi abbiano contratti rinnovati da poco o ancora spalmati su più anni.

Il patron Di Masi sinora ha speso tante risorse e non ha ottenuto la tanto sospirata promozione: Sensibile gli ha fatto chiaramente intendere che bisognerà cambiare metodo nel costruire – e poi gestire – la “rosa”. Speriamo che la sua determinazione, che ci ha impressionato in positivo, non si limiti solo ad una bella apparenza.

Altro fronte su cui si dovrà poi lavorare, sarà quello di ricucire il rapporto con i tifosi, visto che la squadra da tempo ha … Leggi >

Nevio Scala: “Il calcio non è mai stata la mia unica ragione di vita, per questo non posso fare a meno d coltivare la terra”

 

“Auguro all’Alessandria di approdare in serie B, un palcoscenico che sicuramente gli appartiene più della Lega Pro”.

Così ha esordito Nevio Scala, lunedì 19 giugno, intervenendo in diretta alla trasmissione di Museo Grigio “L’Orso in diretta”.

“Del Parma non voglio assolutamente parlare, visto com’è andata per quanto mi riguarda. Sono amareggiato e profondamente deluso”.

Scala è un uomo di calcio: oltre 250 presenze in serie A da giocatore e 20 anni da allenatore, in Italia e all’estero. Ma, a differenza di molti suoi colleghi, il suo sogno, quello vero, non è mai stato cucirsi lo scudetto sul petto, alzare al cielo una Coppa dei Campioni o vincere un Mondiale. No, il sogno di Scala è sempre stato quello di fare l’agricoltore e lavorare la terra nel suo paese d’origine, Lozzo Atestino, ai piedi dei Colli Euganei.

“Il calcio è stato il mio lavoro e mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi, ma la mia vita è la terra”. Questo non gli ha impedito di entrare nella storia del pallone, non tanto come giocatore (uno scudetto, una Coppa delle Coppe e una Coppa Campioni è, comunque, il suo prestigioso palmares), quanto come principale artefice di quel miracolo sportivo che è stato il Parma di metà anni Novanta, portato dalla serie B fino ai vertici del calcio italiano ed europeo. Una storia insolita, ma proprio per questo ricca di fascino.

Mister Scala, dai campi di calcio a quelli di terra, che rappresentano oggi Leggi >

Parma-Alessandria passerà alla storia come il Bignami di una stagione maledetta e assurda

Il corsivo di Mario Bocchio

 

Dopo l’illusione, ci siamo ritrovati in quel dramma che è stato il “degno” epilogo di una stagione che ha dell’incredibile.

Maledetta! Ingenerosa verso un popolo, quello grigio, che da quasi mezzo secolo soffre, spera e trangugia bocconi amari.

Parma-Alessandria non poteva che finire così. Soprattutto perché se l’Alessandria non ha praticamente mai tirato verso la porta avversaria, come avrebbe potuto vincere?

Quel goffo errore di Gonzalez ha chiuso il sipario.

L’Alessandria non avrebbe dovuto nemmeno disputare i playoff, ma approdare direttamente in serie B. Crolli spaventosi hanno tramutato le certezze dapprima in speranze quindi in shock. Quei dieci punti di vantaggio sulla seconda, buttati alle ortiche (per non dire in m….) in un girone di ritorno da incubo, hanno confezionato il suicidio perfetto.

Ricercare le cause solamente in un semplice crollo mentale, ci pare troppo sbrigativo.

Ecco quello che ha scritto sul suo profilo Fb Riccardo Cazzola: “È dura, davvero dura accettare… purtroppo nel calcio come nella vita non basta a volte dare tutto te stesso, probabilmente era scritto così e probabilmente il perchè non troverà mai una risposta… un anno da ricordare si è trasformato in quello che purtroppo sarà impossibile cancellare”.

L’Alessandria è stata più volte descritta come una squadra stellare, in realtà alla lunga ha sofferto grandi squilibri al suo interno. La coppia Gonzalez-Bocalon ha messo a segno complessivamente ben 44 reti, dimostrando di essere certamente da categoria superiore, ma tutto il suo lavoro è … Leggi >

I Grigi visti da “SkySport”. “Il Parma batte l’Alessandria 2-0 e torna in Serie B”

 

Il Parma va in B, è finito il sogno dell’Alessandria. I gialloblu tornano nel calcio che conta dopo un purgatorio durato due anni battendo nella finale dei playoff di Lega Pro i Grigi di Pillon. Con un caldo torrido si è giocato al Franchi di Firenze una partita maschia. L’ha spuntata l’esperienza e la maggiore lucidità del Parma che, con un gol per tempo, ha conquistato l’ultimo posto valido per la serie B.

Quanto alle scelte dei due allenatori, Pillon ha preferito sostituire lo squalificato Bocalon con Fischnaller scegliendo, poi, Barlocco sulla corsia di sinistra a Manfrin. Per D’Aversa spazio a centrocampo al recuperato Scozzarella con Scavone a supporto. In avanti Calaiò, Baraye e Nocciolini. Partenza lanciata per l’Alessandria che crea con Gonzalez la prima palla gol del match ma l’argentino sbaglia clamorosamente l’assist che avrebbe mandato Fischnaller a tu per tu con Frattali. Scampata la paura, il Parma risponde e si affida al suo uomo di maggiore qualità: Calaiò elude l’intervento di Gozzi mette al centro un pallone d’oro per Scavone che deve solo spingere, di testa, in rete.

L’Alessandria subisce il colpo, soffre la pressione del Parma e non riesce a creare gioco. Le occasioni mancano, anzi è il Parma a rendersi pericoloso dalle parti di Vannucchi che con un paio di interventi sventa il raddoppio gialloblù. Il time-out di metà primo tempo indica, soprattutto, le estreme condizioni meteo in cui si è giocato. La prima frazione termina senza ulteriori sussulti.

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