Archivio mensile:Giugno 2017

Italo Cucci: “Al grande calcio italiano manca quel romanticismo unico della maglia grigia”

Ogni appassionato del pallone conserva dentro di sé un bagaglio di ricordi legati ad un’azione solitaria, una goffaggine atletica, una prodezza balistica. Emozioni molte volte legate a ricordi dei tempi d’infanzia quando, all’interno di un immaginario rettangolo di periferia con gli zainetti a far da perimetro, nel cuore di ognuno di noi batteva forte la speranza di calcare un giorno prati ben più verdi e illuminati. L’impegno adoperato durante le partitelle solitarie del dopo-scuola, nella vita reale non lo avremmo mai più riutilizzato: vincere la “battaglia delle cinque del pomeriggio” era motivo di vanto per tutta la giornata successiva, quando tutto si annullava con la puntuale rivincita della rivincita. Neppure la solitudine dei campetti frenava l’entusiasmo, grazie alla spinta delle migliaia di tifosi incitanti che idealizzavamo nella nostra testa e che ci accompagnavano in ogni nostro tocco di palla.

“Anche di queste memorie ci si deve nutrire oggi, dove le gesta dei professionisti del calcio servono soltanto da contorno e da riferimento temporale”. Ne è convinto il noto giornalista e scrittore Italo Cucci, intervenuto a “L’Orso in diretta”, la trasmissione radiofonica di Museo Grigio.

Dopo la sua attenta analisi su come l’Alessandria abbia potuto non essere promossa in serie B, Cucci ha sentenziato: “Al grande calcio italiano manca quel romanticismo unico della maglia grigia, che ci riporta a quel calcio piemontese di Vittorio Pozzo che non è solo Juventus o Torino, che non deve essere solo Juventus o Torino. Ci riporta a quella lontana fonderia che Leggi >

Il presidente della Lega Pro Gravina: “L’Alessandria è una società sana e importante, saprà sicuramente trovare la sua rivincita”

 

Tutte le società di Lega Pro (compresa l’ Alessandria) stanno aspettando che venga emanato il comunicato riguardante le regole sul tesseramento dei calciatori over e under per la prossima stagione. Lo scorso anno il numero era fissato in sedici a cui si potevano aggiungere due “calciatori bandiera”. Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, in un’ intervista radiofonica a “L’Orso in diretta” – la trasmissione di Museo Grigio – ha fatto capire che qualcosa cambierà.

“Le novità in arrivo su questo fronte sono: le squadre della futura Serie C non potranno avere a disposizione più di quattordici Over. Inoltre calciatori Over saranno tutti quelli nati fino al 31 dicembre 1994, mentre quelli nati dal 1 gennaio 1995 verranno considerati Under e per loro non c’è un numero massimo come per gli Over. Sarà dunque una Serie C che premia sempre di più la linea verde”.

Presidente, perché il ritorno alla denominazione Serie C?

“Siamo nati come Serie C e, in particolare, siamo identificati da tifosi ed appassionati con il nome originario, che è identità”.

Si sono appena conclusi i playoff con la Final Four.

“I playoff hanno segnato un successo certificato da tantissimi osservatori. La Final Four è stata anche motivo di riflessione sul calcio italiano, permettendo alla Lega Pro di ribadire il suo ruolo centrale all’interno del sistema federale. Alla finale erano presenti più di cento giornalisti, non solo italiani: tra le testate accreditate vi era anche Al Jazeera, punto di riferimento nel mondo arabo. Inoltre Leggi >

Pillon: “Da quando sono arrivato l’autostima è cresciuta, ma non è bastato”

 

Giuseppe “Bepi” Pillon è intervenuto telefonicamente a “L’Orso in diretta” –  la trasmissione radiofonica di Museo Grigio – dopo la non riconferma alla guida dei Grigi.

Il suo contratto, dopo che ad aprile era subentrato a Piero Braglia, è in scadenza il prossimo 30 giugno e l’eventuale riconferma sarebbe stata possibile solo con la promozione in B. Condicio sine qua non.

“Mi dispiace tantissimo di non aver centrato l’obiettivo. Sabato poi non è stata una giornata piacevole anche a livello personale, visto che non sono potuto andare al matrimonio di mio figlio”.

Cosa ha provato quando le hanno comunicato che non sarebbe più stato alla guida dei Grigi?

“Se dicessi che non sono amareggiato non sarei sincero, ma conosco il calcio e so come funziona. Presidente e diesse hanno voluto rasettare tutto e posso capire”.

Dal suo arrivo, cos’è cambiato?

“È stata dura ritrovare continuità nelle prestazioni. Alla fine i giocatori sono ritornati ad essere consapevoli dei loro mezzi, l’autostima è cresciuta, sino al punto che siamo ritornati protagonisti nei playoff. Sono certo che se avessimo affrontato la finale con il Parma dopo una settimana, la gara sarebbe stata diversa”.

L’idea di chiamarla ad Alessandria ha una spiegazione logica?

“Credo sia stata la scelta più veloce. Bisognava capire come mai la squadra aveva avuto un simile tracollo”.

Perché dunque lo ha avuto?

“Questa squadra ha sofferto di evidenti limiti di personalità”.

Crede ci fossero problemi tra la squadra e Braglia?

“Non credo assolutamente a queste voci Leggi >

Quale Alessandria sarà? Lunedì incominceremo a scoprirlo

 

Si dovrebbe solo più attendere l’annuncio ufficiale per il nuovo allenatore dei Grigi, scelto nella figura di Cristian Stellini

Esattamente un anno fa, dopo la sconfitta nel primo turno dei playoff a Foggia, ci fu un lungo silenzio (errore) da parte del presidente Luca Di Masi, che poi chiamò uno per uno tutti i giornalisti per smentire categoricamente la vociferata volontà di ridimensionamento o di smobilitazione.

Questa volta si è deciso diversamente. Lunedì, quando saranno nove giorni dalla vittoria del Parma nella finalissima di Firenze, il patròn ha convocato una conferenza stampa per – come diffuso dalla società – illustrare le linee guida in occasione della prossima stagione.

Ancora una volta incompiuta: così può essere definita la stagione dell’Alessandria, che ha vissuto due fasi e due percorsi ben distinti. Esaltante quella del girone d’andata, deludentissimo – al limite dell’umiliazione – il successivo cammino, soprattutto per l’epilogo amaro della mancata promozione diretta in serie B. Peccato, perché ci eravamo illusi un po’ tutti e la società aveva fatto credere che l’agognata promozione in serie B sarebbe arrivata. Invece, in campionato i segnali di qualche crepa c’erano già stati anche quando si vinceva, ed erano proprio gli stessi segnali che si sarebbero riproposti successivamente in maniera letale. Ormai alla fine, si era imputata la disfatta a un allenatore tutto particolare come Piero Braglia, ma chi ne ha preso il posto – Bepi Pillon – ha fatto davvero bene nei playoff, salvo poi crollare Leggi >

Parma-Alessandria si può parlare di “effetto Pasadena. Il flop della final four

 

Oltre al ritorno del Parma nel calcio professionistico, la vittoria degli emiliani per 2-0 contro l’Alessandria nell’ultimo atto dei playoff ha anche archiviato la prima edizione della nuova formula degli spareggi di quella che dal prossimo anno tornerà a chiamarsi Serie C (per fortuna). Un format più ombre che luci. Interessante e condivisibile l’articolo di Tommaso Nelli su www.iogiocopulito.it. Non tanto per il numero delle partecipanti – ventotto, dalla seconda alla decima di ognuno dei tre gironi di Lega Pro più la vincitrice della Coppa Italia di categoria – e per la sua articolazione comunque foriera d’interrogativi (per esempio: perché nella prima fase, in gara secca, ha giocato in casa la squadra meglio piazzata nel girone che, proprio per questo requisito, in caso di parità al novantesimo, già beneficiava del passaggio del turno?), quanto per il suo ultimo capitolo: la final four. Tenutasi, per l’occasione, al “Franchi” di Firenze. Una scelta che si è rivelata criticabile per più di una ragione.

In primis, per la sede. Città meravigliosa per l’arte e dalla storia calcistica importante, la culla del Rinascimento mal si prestava a ospitare un evento del genere perché a giugno diventa famosa anche per il gran caldo. Sia nelle ore serali delle semifinali sia, a maggior ragione, in quelle tardo pomeridiane della finale. Un clima sfavorevole per il bel gioco, mostrato a sprazzi solo dal Pordenone, tanto che per Parma-Alessandria si può parlare di “effetto Pasadena, ricordando la finale … Leggi >