Archivio mensile:Aprile 2017

I Grigi visti dal “Giornale di Monza”. “Il Renate impatta contro la corazzata Alessandria”

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Al Renate restano gli applausi, l’Alessandria si prende i punti. Con una grande prova i brianzoli hanno saputo mettere in difficoltà una delle grandi del girone A di Lega Pro, finendo però battuti 1-0  (rete di Gonzalez a metà secondo tempo).

La partita

Partita equilibrata e tesa quella giocata al glorioso stadio “Moccagatta”: la squadra di Luciano Foschi, nonostante tante assenze regge benissimo il confronto con la seconda forza del campionato. Le occasioni da gol, però, latitano e la differenza la fa un lampo di Pablo Gonzalez, navigato attaccante argentino che ha giocato anche in serie A e che non lascia scampo a Cincilla. Il Renate prova a reagire ma la difesa dell’Alessandria non corre rischi particolari.

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Mister Bepi Pillon bagna il suo esordio in grigionero con una vittoria di misura sul Renate (1-0 il finale). Il primo tempo è un monologo alessandrino: Gonzalez, Bocalon, Marras e Iocolano mettono costantemente sotto assedio la difesa nerazzura che, con fatica, regge l’urto.

Gli highlights della partita (clicca qui)

La ripresa inizia con la traversa colpita da Celjak che, su traversone di Iocolano, di testa centra il legno: i grigi continuano a spingere e al 66′ trovano il vantaggio con Gonzalez che, su appoggio di Evacuo, con un preciso diagonale trafigge Cincilla.

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Le pantere non riescono a graffiare e incassano così la seconda sconfitta consecutiva. L’Alessandria, invece, con questa vittoria rimane in scia alla Cremonese: il divario tra le due squadre resta dunque solo di un punto.

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Le fotografie sono di LaPresse.

In sala stampa

Il tabellino

Alessandria-Renate 1-0 (0-0)

Alessandria: Vannucchi; Celjak, Sosa, Piccolo, Barlocco; Marras, Cazzola, Branca, Iocolano (dal 75′ Nicco); Gonzalez (dall’84’ Rosso), Bocalon (dal 60′ Evacuo). A disposizione: La Gorga, Manfrin, Mezavilla, Piana, Nicco, Fischnaller, Gozzi, Nava. All.: Giuseppe Pillon

Renate: Cincilla; Mora, Di Gennaro,Savi (dal 75′ Makinen), Schettino; Dragoni (dall’82’ Giorgi), Pavan, Palma; Anghileri, Florian (dal 62′ Santi), Scaccabarozzi. A disposizione: Merelli, Graziano, Malgrati, Vannucci, Bizzotto. All.:  Luciano Foschi

Arbitro: Piscopo di Imperia

Reti: 66′ Gonzalez (A)

Ammoniti: Schettino (R), Sosa (A), Scaccabarozzi (R), Branca (A), Fischnaller (A, dalla panchina).

Espulso l’allenatore Foschi all’86’ per proteste.

Angoli: 8-3

Recupero: pt 1′, st 6′

Lega Pro girone A: risultati e classifica

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Una lunga carriera vissuta alla sua maniera. All’insegna del Braglia-pensiero

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Piero Braglia al di là degli elenchi di squadre allenate e dei tabellini che si susseguono in questi casi a destra ed a manca.

Italo Aromolo su Leccezionale.it ha avuto modo di presentarlo nello stile e nel carattere, quelle qualità che per un leader vincente devono sempre prescindere dalle competenze tecnico-tattiche. Braglia sbarca sulla panchina dell’alessandria dopo una lunga carriera vissuta alla sua maniera, col coltello tra i denti e il sangue negli occhi. Non è un diplomatico e nemmeno un eccentrico: se lo si dovesse categorizzare in una specie di allenatore, non si farebbe peccato a inserirlo in quella dei “sanguigni”. E tutta un’aneddotica sulla sua storia lo conferma.

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Piero Braglia vive le partite con il trascinamento emotivo di un tifoso, anche più. La sua squadra del cuore è quella che allena e la difende oltre le righe, perché mal tollera le ingiustizie e non nasconde quello che pensa. Così, quando alla guida della Juve Stabia si vide negati due rigori solari contro il Lanciano, protestò veementemente con l’arbitro e si guadagnò quasi due mesi di squalifica per ingiurie e spintonamenti nei suoi confronti. Nel video relativo a quella partita (clicca qui), si noti con quale fermezza si dirige fino a centrocampo per affrontare il direttore di gara e chiedere spiegazioni: i suoi collaboratori quasi fanno fatica a trattenerlo.

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Solo un carattere forte e ruggente può avere certi slanci di agonismo, quell’ardore che si spera riesca a trasmettere … Leggi >

Quest’anno Alessandria e Renate si trovano di fronte per la sesta stagione consecutiva

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L’ Associazione Calcio Renate 1947 nasce nell’immediato dopoguerra e svolge per alcune stagioni attività nelle categorie inferiori. Negli anni Cinquanta vive una crisi societaria alla quale segue un periodo di inattività e poi qualche anno in cui la società, che nel frattempo si è ricostituita, si limita a curare il settore giovanile. Nel 1958-’59, stagione di grandi cambiamenti organizzativi per il mondo del calcio, il Renate rientra nei ranghi con l’ammissione alla Seconda categoria. Questa e la Prima sono i campionati naturali per i nerazzurri (divise con questi colori perché i primi fondatori erano accaniti tifosi interisti) che vi militano fino al 1996 quando approdano in Promozione. Salgono in Eccellenza nel 1999 e addirittura in serie D nel 2005. Nell’estate del 2010 il Renate, quinto nel suo girone e vincitore dei playoff di gruppo, viene ripescato in Lega Pro a completamento degli organici.

renate-5Il Renate nel campionato 1998-’99.

 

La squadra è costretta a trovarsi uno stadio nuovo perché il “Mario Riboldi” di Renate non ha le caratteristiche per ospitare gare di Lega Pro. La scelta cade sul “Città di Meda” ad una ventina di chilometri da Renate, da allora campo ufficiale della squadra.

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Quest’anno Alessandria e Renate si trovano di fronte per la sesta stagione consecutiva: la prima partita giocata risale al 4 settembre 2011 in Seconda divisione: vinsero i Grigi per 2-1 con Cuneaz e Degano che rimontarono il gol iniziale di Gaeta con l’avversaria ridotta in 10 per un’espulsione.

Nella stagione successiva i Leggi >

La primavera è una stagione indigesta per Mister Braglia

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Sicuramente a Mister Piero Braglia da Grosseto, finirà per non piacere mai più la celebre canzone “Maledetta primavera” di Loretta Goggi. Perchè la trova troppo realistica.

La primavera infatti non gli porta bene, visto  che per la seconda volta consecutiva la propria squadra crolla nel momento in cui la stagione diventa decisiva. Lo scorso anno – come ha fatto notare Tuttomercatowebcon il Lecce ad aprile arrivò una serie negativa, a seguito di diciotto risultati utili consecutivi, che fece perdere il primo posto ai salentini, a favore del Benevento, che chiusero al terzo posto venendo poi eliminati in semifinale dal Foggia. Un risultato finale che portò alla separazione fra le parti al termine della stagione.

Braglia a Lecce

Quest’anno Braglia è riuscito a fare ancora peggio con l’Alessandria riuscendo a gettare alle ortiche un campionato che pareva vinto già a dicembre. Nelle ultime settimane la squadra grigia ha infatti dilapidato un patrimonio di dieci punti sulla Cremonese con un ultimo turno che ha visto il sorpasso in vetta. Una vero e proprio disastro che ha costretto la società, che vuole fortemente la serie B dopo aver fallito l’obiettivo già nelle ultime due stagioni, a decidere per l’esonero del tecnico per provare a salvare la stagione e tentare un controsorpasso che si preannuncia difficile. Per Braglia un’altra batosta da cui sarà difficile rialzarsi nonostante l’esperienza e il carattere che da sempre contraddistinguono uno dei tecnici più vincenti della Lega Pro.

Mario Bocchio

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