Archivio mensile:aprile 2017

Cremonese ko a Livorno. L’ Alessandria manca il sorpasso

LivornoCremonese

 

Una sconfitta che per il momento non costa il primo posto. Tutto sommato è andata bene alla Cremonese capolista del girone A, nonostante la sconfitta per 1-0 a Livorno con un gol di Maritato. L’Alessandria, che inseguiva ad 1 punto di distanza, sbaglia quello che a questo punto era un vero match point, pareggiano 1-1 in casa della Lupa Roma penultima. C’è l’aggancio in vetta, ma gli scontri diretti sorridono alla squadra di Tesser, a cui basterà battere il fanalino di coda Racing Roma nell’ultima giornata, in casa, per festeggiare la serie B. La squadra di Pillon ospiterà invece il Pontedera sperando in un altro passo falso degli avversari.

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L’impresa del Livorno vale il terzo posto ai toscani, che superano i corregionali dell’Arezzo, fermati sullo 0-0 sul campo della Viterbese. Pro Piacenza e Lucchese entrano in zona playoff grazie alle vittorie su Tuttocuoio (2-1) e Carrarese (2-0). Opportunità che manca invece il Renate, sconfitto 0-2 dal Como e scivolato all’11mo posto. In zona salvezza l’Olbia batte 1-0 la Robur Siena con un gol nel finale di Ogunseye e rimane a pari punti con il Prato che tiene il passo e vince (1-0) contro la Giana Erminio. Solo una delle due troverà la salvezza diretta. Racing Roma e Pistoiese si dividono la posta in palio in un emozionante 2-2; Pari 1-1 tra Pontedera e Piacenza, con i toscani che festeggiano la salvezza diretta e gli emiliani sicuri dei playoff.

MBoc

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I Grigi al “Galli” di Tivoli vengono fermati dalla Lupa Roma (1-1 il finale), non approfittando dello stop della Cremonese a Livorno. La partenza dei Grigi è ottima: al 9′ Evacuo finalizza un calcio di rigore conquistato da Iocolano, mentre pochi minuti più tardi Gonzalez sfiora il raddoppio.

Gli highlights della partita (clicca qui)

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Al 36′, però, i locali si risvegliano e pareggiano con Gigli che insacca dopo la torre di Mazzarani. Nel secondo tempo entrambe le squadre premono sull’acceleratore alla ricerca della rete: l’occasione più importante capita sulla testa di Celjak che colpisce la traversa.

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La squadra di Di Michele viene raggiunta in classifica dai cugini della Racing Roma, mentre l’Alessandria aggancia la Cremonese ma rimane seconda a causa degli scontri diretti.

MBoc

In sala stampa

Il tabellino

Lupa Roma-Alessandria 1-1 (1-1)

Lupa Roma: Bremec (85’ st Brunelli), Rosato, Sfanò, Gigli, Cafiero, Mazzarani (80’ st Celli), La Camera, Corvesi, Garufi, Mastropietro (71’ st Baldassin), Iadaresta. All. Di Michele. A disp.: Brunelli, Celli, Valotti, Proia, Fofana, D’Agostino, Aloi, Baldassin, Scicchitano, Antonelli, Cavagna, Svidercoschi. All.: Di Michele

Alessandria: Vannucchi, Celjiak, Sosa, Piccolo, Barlocco (76’ st Bocalon), Marras, Cazzolla, (73’ st Nicco), Branca, Iocolano (68’ st Rosso), Gonzalez, Evacuo. All. Pillon. A disp.: La Gorga, Manfrin, Meavilla, Piana, Rosso, Nicco, Fischnaller, Gozzi, Bocalon. All.: Pillon

Ammoniti: Celijak, Barlocco, Cazzola (A).

Reti: rig. Evacuo 9’ (A); Gigli 36’ (LR)

Arbitro: Dionisi, L’Aquila.

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 Lega Pro girone A: risultati e classifica (clicca qui)

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Zero calcoli. Solo vincere!

Il corsivo di Mario Bocchio

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Odio fare calcoli o pronostici. Tanto meno analizzare tabelle e grafici.

In ambito sportivo non mi è mai piaciuto perseguire il pensiero olimpico di De Coubertin a cui bastava partecipare. A me di partecipare senza vincere non importa nulla. E se alla fine non si vince, che si dica “Ci ha provato!”.

Per cui sospinto da quanto si legge in giro sul web, non ho resistito alla tentazione e voglio condividere con voi il mio pensiero. Probabilmente da qualche altra parte si saranno fatti gli stessi ragionamenti, ma poco importa. Il piacere di condividerli con voi è prioritario.

La lotta per la promozione diretta in serie B è ancora apertissima. E per dare seguito a quanto ho sempre dichiarato nelle ultime settimane, ribadisco che sin quando la matematica non ci condanna la speranza è sempre viva. Oggi più che mai! Ma per tenere viva la speranza non basta quanto visto sabato scorsocontro il Renate. Bisogna che :

L’Alessandria DEVE giocare per vincere le prossime ultime due gare.

L’Alessandria NON DEVE guardare a cosa succede sugli altri campi.

L’Alessandria DEVE essere artefice del suo destino.

L’Alessandria DEVE dimostrare di averne merito.

Perché non ha senso giocare tanto per farlo o stare in attesa di cosa faranno Livorno e Cremonese. E poi quest’Alessandria – società e squadra – lo deve sè stessa e a tutti i suoi TIFOSI. Unici, inimitabili. Per cuore e passione.… Leggi >

Sassaroli: dall Oratorio di Don Bosco al Prenestino al “Mocca”. Passando per la solita Lazio

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Lupa Roma-Alessandria: non puoi non pensare a Gianni Sassaroli, centravanti di scuola Lazio, che indossò anche la maglia grigia, per due stagioni nella squadra guidata prima da Sergio Manente e poi da Mario David (e Mario Pietruzzi) finita due volte al secondo posto dietro la Reggiana e il Lecco.SassaroliBettini

Di ruolo attaccante, Gianni Sassaroli nacque a Monteroberto di Jesi, in provincia di Ancona, il 24 luglio 1946.

Trasferitosi con la famiglia a Roma all’età di due anni, cominciò a tirare i primi calci nell’Oratorio di Don Bosco al Prenestino. A sedici anni passò al Bettini Quadraro (foto a fianco) dove venne invitato a fare un provino con la Lazio. Venne visionato da Enrique Domingo Flamini, che ne intuì le ottime qualità, ma gli impose di dimagrire di almeno sei chili. Il ragazzo si sottopose ad una dieta ferrea e venne trasferito nella squadra Primavera di Francesco Antonazzi.

Squadra1967Una Lazio del 1967-’68 – Sassaroli è l’ultimo in piedi a destra.

 

Dopo un anno in prestito all’Avellino, in cui segnò solo cinque reti e non venne mai pagato, tornò nella stagione 1966-‘67. Sassaroli1Fece il suo esordio in serie A il 13 novembre 1966 nell’incontro Lazio-Spal terminata 1-1, segnando il gol del momentaneo vantaggio biancoceleste (foto a fianco). In una stagione culminata con la retrocessione della Lazio in serie B, collezionò complessivamente quattro presenze e due gol (il secondo nella vittoria casalinga sul Foggia per 2 a 1). Gianni_SassaroliL’anno successivo, in … Leggi >

La sfida con la Cremonese e quella finale che a Livorno brucia ancora

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Il “Curi” di Perugia  sembrava il “Picchi” di Livorno: ventimila livornesi in festa aspettavano il fischio d’inizio della finale playoff contro la Cremonese. Nel vedere gli spalti presi d’assalto venne spontaneo pensare: “Questa l’abbiamo già vinta…”. Invece…  Era il 14 giugno 1998. Il giorno in cui s’abbassò il sipario di una stagione allucinante, prima nata con nove vittorie iniziali consecutive, poi naufragata nelle aule dei tribunali sportivi e non. Gli amaranto di Paolo Stringara avrebbero meritato di terminare al primo posto ma alla fine della fiera si ritrovarono terzi, dietro la Cremonese. Perché al Livorno prima tolsero quattro punti per la famosa vicenda del “caso Franco”, cioè della tentata corruzione dell’arbitro Ferrarini – vicenda mai chiarita -, successivamente arrivò l’aggressione di Siena.

97-98 una formazione di StringaraUna formazione del Livorno nella stagione 1997-’98.

 

Ha scritto Sandro Lulli su “Il Tirreno”:  “Ma si andò tutti a Perugia convinti di farcela perché la squadra guidata da Paolo Stringara era davvero forte. Questa la formazione della finale: Boccafogli, Ogliari, Geraldi (85′ Cordone), Vincioni, Merlo (76′ Stancanelli), De Vincenzo, Desideri, Nardini, Bonaldi, Scalzo, Di Pietro (46′ Scichilone). La vera fregatura finale fu il sorteggio: ci toccò l’arbitro Marco Gabriele di Frosinone. Che poi nel 2004 restò implicato nello scandalo del calcioscommesse. Nel 2006 il fischietto venne assolto, ma comunque dismesso dall’Aia. Gabriele ne combinò di tutti i colori: una rete annullata a Geraldi, due rigori negati (uno clamoroso su Bonaldi), se poi aggiungiano anche una traversa di Di Leggi >