Archivio mensile:Gennaio 2017

A “L’Orso in diretta” con “Nanu” Galderisi a parlare non solo di Grigi

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Se Giuseppe Galderisi avesse oggi quindici anni, potrebbe solo sognare quello che gli è accaduto nel 1977: arrivare alla Juventus a nemmeno quindici anni ed entrare a far parte del vivaio bianconero. Due anni e mezzo dopo esordiva il 9 novembre entrando al 60′ di uno scialbo 0-0 tra Perugia e Juventus.

Oggi una storia come quella di Beppe Galderisi sarebbe solo un’utopia: rimbalzato dagli Allievi alle squadre di Eccellenza o di serie D, nella speranza di essere quello che farà il salto di qualità fino in serie A.n_juventus_altri-5041344

Per giunta Giuseppe non era neanche alto, quindi fuori dai target odierni che vogliono il calciatore alto, ad iniziare dal metro e ottanta in su.

Oggi “Nanu” Galderisi allena la Lucchese, perciò lo abbiamo avuto ospite nella nostra trasmissione “L’Orso in diretta”, alla vigilia della sfida del “Moccagatta” contro il Grigi.

Una carriera importante – tre scudetti vinti: due con la Juventus e uno, quello storico, con il Verona nel 1985 – per un giocatore che ha avuto come allenatori gente come Trapattoni: “Mi dava certi calcioni dietro la schiena, perché mettevo le braccia sul tavolo quando mangiavamo”. A Verona Osvaldo Bagnoli: “Non parlava molto, ma sapeva leggere le partite come pochi”.

Quegli insegnamenti li ha portati con sé nella carriera da allenatore: “Prima o poi devo fare il salto di qualità, non ho voglia di vivacchiare”.

Galderisi_golStorie di vita e di passione dietro ad un pallone, raccontate con … Leggi >

I Grigi visti dalla “Gazzetta Lucchese”. “I rossoneri hanno fatto, almeno per un tempo e mezzo, la parte del leone”

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Cosa si può dire a questi ragazzi? Si può dire solo bravi, perché ad Alessandria hanno fatto, almeno per un tempo e mezzo, la parte del leone contro la prima in classifica, mettendo alle corde la formazione di Braglia che è parsa nervosa e a tratti, imballata.

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La Lucchese, arrivata in Piemonte con tante defezioni e senza un vero centravanti, è stata spavalda, spumeggiante e caparbia.

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Mister Galderisi ha schierato Fanucchi come finto nove e Gargiulo come una dei rifinitori e proprio da questo giovane è arrivata la soprpresa più bella della giornata. È entrato in campo senza paura ed ha sfoggiato tutto il suo reportorio fatto di tecnica, corsa e fisicità. Dall’altra parte De Feo, almeno nel primo tempo, è stato imprendibile ma quello che ci è piaciuto di più è stato lo spirito della squadra, che è rimasta compatta e vogliosa di lottare su tutti i palloni. Il gol di De Feo ha poi dato consapevolezza alla Lucchese che ha anche sfiorato il 2 a 0 con Gargiulo e bisogna dire che nella prima frazione c’è stata una sola squadra in campo, anche i tifosi dell’Alessandria hanno ammirato esterrefatti la formazione di Galderisi.

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Nell’intervallo il tecnico dei grigi, l’ex Braglia, ha scosso sicuramente i suoi e l’atteggiamento dei padroni di casa è cambiato. La Lucchese ha abbassato il baricentro con Espeche e Nolè che hanno pensato più a difendere che a proporre quel gioco che fino a quel momento aveva tenuto in scacco gli … Leggi >

Grigi, anno nuovo e medesime abitudini

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L’Alessandria supera in rimonta la Lucchese salendo a quota 53 punti e prolungando la propria imbattibilità casalinga.

Gli highlights della partita (clicca qui)

image002Il vantaggio dei rossoneri con De Feo.

 

Al Moccagatta i rossoneri approfittano nella prima frazione di un’Alessandria irriconoscibile passando in vantaggio al 21′ con De Feo e rischiando anche di dilagare, ma nella ripresa l’Orso Grigio digrigna i denti e in virtù della doppietta di Gonzalez prima aggancia e poi sorpassa i rossoneri.

image006Il pareggio di Gonzalez.

image008Il penalty, sempre realizzato dal “Cartero”, che ha regalato ai Grigi i tre punti.

 

La squadra di Braglia, dunque, riscatta immediatamente il ko di Livorno rimediato prima della pausa invernale, mentre i toscani restano bloccati a quota 32 punti.

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Le due curve

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In sala stampa

Il tabellino

Alessandria: Vannucchi, Celjak, Cazzola (dal 37′ Mezavilla), Iocolano, Piccolo, Marras (dal 50′ Sestu – dall’86’ Sosa), Gonzalez (C), Barlocco, Gozzi, Branca, Bocalon. A disposizione: La Gorga, Manfrin, Piana, Nicco, Marconi, Fischnaller, Nava. All.: Piero Braglia

Lucchese: Nobile, Maini, Capuano, Merlonghi, Fanucchi, Nolé (C), espeche, Gargiulo, Cecchini, De Feo, Dermaku.
A disposizione: Di Masi, Bagatini, Mingazzini, Ballardini, Bragadin, Zecchinato, De Martino. All.: Giuseppe Galderisi

Arbitro: Alessandro Prontera di Bologna

Reti: 28′ De Feo (L), 61′ e 72′ Gonzalez (A)

Ammoniti: 5′ Cazzola (A), 44′ Gargiulo (L), 45′ Mezavilla (A), 62′ Branca (A), 71′ Fanucchi (L) e Nolé (L), 76′ Bocalon (A).

Calci d’angolo: 9-2

Recupero: 2′ nel primo tempo; 3′ nel secondo tempo.

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Calciomercato: ecco Rosso, il folletto granata che esordì in serie A contro il Milan

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Nuova opportunità anche per il giovane Simone Rosso, che dopo il brillante finale della scorsa stagione è stato confermato al Brescia, che tuttavia non ha insistito su di lui. Il Toro ha allora sciolto il prestito con la società lombarda girando il proprio talento all’Alessandria, in LegaPro, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto.

C’è chi cresce sognando la maglia dei grandi, allenandosi giorno dopo giorno sul campetto accanto e cercando di carpire i segreti per diventare calciatori “veri” . E poi c’è Simone Rosso. Il folletto granata cresciuto con la maglia del Toro cucita addosso, che dopo undici anni di giovanili è riuscito a coronare il suo sogno: esordire in serie A.

La sua carriera da calciatore prende vita al minuto 71 della partita contro il Milan nel maggio del 2015, una gara che sembra predestinata per i giovani granata. Se all’andata il tecnico Ventura fece esordire il ’96 Facundo Lescano, un girone più tardi è toccato a Rosso: un attaccante esterno che fa della rapidità il suo punto di forza, bravo nell’uno contro uno e soprattutto dotato di un buon piede destro . A passargli la mano contro i rossoneri era stato Joseph Martinez, ma il “Folletto” – così come era soprannominato il granata – ha dovuto sudarsi a lungo il debutto.

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Ventura aveva già messo gli occhi sul classe 1995  quando il suo Toro si preparava per la trasferta di Copenaghen in Europa League. Allora … Leggi >

Favot «Io, portiere di riserva ricordato per non aver praticamente mai giocato»

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Una volta il secondo portiere sapeva che, se tutto andava come doveva andare, non avrebbe visto mai il campo di gioco, non avrebbe mai sfiorato per un solo istante la porta custodita saldamente dal numero.aless 7879

“Ma noi avevamo una passione particolare, struggente, commovente per lui. Sì, per lui: il numero 12, il portiere di riserva. Non giocava (quasi) mai, sulla panchina coltivava inutili speranze e aumentava di peso. Era un’ombra discreta e diligente. Lo potevi trovare in un angolino dell’album Panini e nella foto ufficiale. Durante la stagione, no. Le luci della ribalta toccavano al titolare” ha scritto Darwin Pastorin.

Eppure, erano e sono figure mitiche. Di un calcio che è forte rimpianto, tenerezza. Giancarlo Alessandrelli disputò con la Juve, una sola partita. Ad un certo punto, Dino Zoff disse: va bene, diamo un contentino al ragazzo. I bianconeri, ultima di campionato, 13 maggio 1979, in casa contro l’Avellino, stanno vincendo 3-0. Gol di Roberto Bettega e doppietta di Vinicio Verza.

Sergio Favot (6)Favot nella Primavera dell’Alessandria.

 

Ancora Pastorin: “Per Alessandrelli, dopo tanto attendere, è il momento che vale una vita professionale. Entra in campo con il cuore che gli batte forte. Così forte da non sentire nemmeno il boato dello stadio che accompagna il suo esordio. La porta gli sembra immensa, non come in allenamento, dove tutto sembra così naturale, così facile, così semplice. Tremano le gambe, tremano le mani. E gli irpini vanno a rete, tre volte. Pareggiano una partita che sembrava, ormai, Leggi >