Archivio mensile:Aprile 2016

Gregucci e Loviso dopo il pari del “Druso”

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Solo un pareggio per l’Alessandria,  che non è riuscita a vincere a Bolzano contro l’ormai salvo Sudtirol. 

“Abbiamo costruito molto, occasioni importanti, che dobbiamo pero sfruttare meglio. I margini di miglioramento ci sono – insiste il tecnico Angelo Gregucci, così come ha riportato la collega Mimma Caligaris de “Il Piccolo” dalla sala stampa del “Druso” – , e anche importanti, lavoreremo molto sulla finalizzazione, dove la crescita deve essere davvero concreta. Perché non si può dire che la squadra non abbia provato a vincere, già nella primo tempo e poi nella ripresa, ma le letture delle situazioni, in fase offensiva, devo essere migliori, più lucide”.

Sull’1-1:  “Il Südtirol non mi ha sorpreso, è una squadra che ha messo in difficoltà molte squadre, quasi tutte, perché gioca a calcio e anche bene. Noi, però, l’abbiamo interpretata bene, dovevamo solo essere più incisivi e concreti nelle conclusioni. Portiamo a casa punto utile, e la testa va subito alla prossima partita, perché ormai siamo in dirittura d’arrivo, è il momento del ‘dentro o fuori”,

Playoff:  la sconfitta dell’Ancona  e, soprattutto, il ko casalingo del Padova, di fatto hanno praticamente consegnato la qualificazione ai Grigi: “Io non faccio questi calcoli, io penso solo alla mia squadra. Noi dobbiamo ottenere il massimo nei nostri impegni, i risultati degli altri non ci interessano. Badiamo solo a noi, a crescere in fase realizzativa. Perché anche oggi, nel dare e avere delle opportunità, noi siamo davanti al Südtirol  Nella Leggi >

I Grigi non sanno vincere a Bolzano

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Secondo risultato utile consecutivo per il Südtirol, che dopo la vittoria sul campo della Pro Patria impone il pareggio al Druso ad una “big” del campionato come l’Alessandria, nella terzultima giornata del campionato di Lega Pro.

L’1-1 finale è “griffato” da capitan Fink, che prima segna il momentaneo vantaggio biancorosso e poco dopo fa autogol con una sfortunatissima quanto fortuita deviazione.

Reduce dal ritrovato successo sul campo della Pro Patria – successo grazie al quale i biancorossi hanno interrotto un digiuno dalla vittoria che durava da cinque partite, nelle quali i ragazzi di Stroppa avevano raccolto appena tre punti – il Südtirol è di scena al Druso contro l’Alessandria, terza in classifica a pari punti (56) con il Pordenone ed in piena corsa per il raggiungimento dei playoff.

In questo finale di stagione l’obiettivo del Südtirol – attualmente decimo ma a soli due punti dal nono posto e a tre dall’ottavo – è invece quello di classificarsi fra le prime nove squadre, in maniera tale da garantirsi – perla quarta stagione di fila, quinta complessiva – la qualificazione alla Coppa Italia-Tim Cup.

In trasferta l’Alessandria ha conquistato quasi la metà dei punti complessivi, per effetto di uno score di 8 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte (27 punti su 56).

In casa il Südtirol non vince dal 6 marzo scorso, quando si impose per 1-0 sul Cuneo con gol-partita di Tulli al 90’. Al Druso i biancorossi hanno incamerato 20 dei 43 … Leggi >

Fischnaller è pronto a sfidare il suo passato

Fisch al MoccaManuel Fischnaller in maglia grigia al “Moccagatta”.

 

Nella sfida Südtirol-Alessandria, di domenica allo stadio “Druso” di Bolzano, sono  ben quattro i doppi ex.

servili-baumgarnter-club-100Andrea Servili quando venne premiato dal presidente Walter Baumgartner per aver disputato più di 100 presenze in maglia biancorossa. Andrea Servili è stato dal 2002 al 2008 il numero uno dell’Fc Südtirol con cui ha totalizzato 201 presenze ed è l’attuale preparatore dei portieri dell’Alessandria.

 

Per Andrea Servili 2 partite a Bolzano e 4 ad Alessandria.

Branca a Bolzano

marras-jubeltBranca (foto sopra) e Marras, entrambi con la maglia del Fc Südtirol.

 

Gli altri tre sono Simone Branca, Manuel Marras e Manuel Fischnaller. Quest’ultimo, ha raggiunto a quota sei Hannes Kiem e Servili, che erano i più presenti nella sfida.

“Non sarà per me una partita come le altre, ma non potrebbe essere altrimenti”: così lo stesso Fischnaller a poche ore dalla trasferta dei Grigi a Bolzano, il capoluogo altoatesino dove è mato nel 1991.

FischFischnaller quando era l’idolo dei tifosi a Bolzano.

 

“Nel Südtirol sono cresciuto e mi sono affermato; conosco i valori della società e delle persone che ci lavorano. Naturale che ci sia attesa ed emozione per la sfida di domenica ma poi in campo, se il mister mi sceglierà, passerà tutto in un momento –  ha dichiarato a Museo Grigio -. E sarà una gara tirata e avvincente. Loro vorranno dimostrare di esserci, ma noi non dobbiamo fermarci davanti a niente e nessuno”.

 

Sergio Giovanelli

Mario Leggi >

Al Toro lo scudetto revocato? Un atto di giustizia per Baloncieri

Balon (1)Milanese-Alessandria 1-3, campionato 1922-’23. Baloncieri cerca di sfuggire ad un difensore.

 

Il Toro vinse il primo scudetto della sua storia nel 1928, sbaragliando ogni avversario, mostrando un calcio devastante e offensivo. In realtà, però, per tutti i giocatori di quell’epoca lo scudetto fu il secondo sul campo, ma ci arriveremo.

Partiamo invece da un personaggio, Adolfo Baloncieri.

«Mezzala goleador di limpidissimo stile», veniva lodato da Gianni Brera per la «nevrile eleganza», il «genio» e l’«istinto goleadoristico». Lo stesso Brera lo definì «il più classico prodotto del calcio italiano negli anni ’20 e uno dei più classici di sempre».

Franco Ossola junior scrisse su di lui: «sapeva fare veramente di tutto: impostare, dettare i tempi dell’azione, scattare, dribblare, contrastare e andare, a volte meravigliosamente in gol». «Capace di dare nerbo non solo alla sua, ma anche all’altrui azione» è considerato da molti critici «il primo vero, autentico regista del nostro calcio». Per Antonio Ghirelli aveva «il senso della manovra, la percezione del movimento, l’intuito della posizione, la rapidità del tiro».

BalonAdolfo Baloncieri e Emilio Carli Moretti. Due colonne degli anni ’20: Baloncieri il re dell’attacco e Moretti (in realtà aveva un doppio cognome) pilastro della linea mediana.

 

Renato Casalbore sottolineò che, forte della sua esperienza di vita in Argentina, esportò nel nostro calcio elementi stilistici tipici dei giocatori sudamericani inediti nel gioco all’italiana, come il tocco elegante, il virtuosismo, l’arte della manovra. «Con la Leggi >

Quando l’immortale Maroso giocò nei Grigi

Grigi e Maroso1943-’44, va in scena il Torneo Ligure-Piemontese. Nella formazione grigia si riconoscono, in piedi da sinistra: Piana, Polo, Stradella, Foglia, Rossi. Accosciati: Vitto, Rosso, Fregosi, Maroso (curvo), Pietrasanta e Bigando.

 

Virgilio Romualdo Maroso era soprannominato Maldo. Nacque il 24 Luglio del 1925 a Crosara di Marostica in provincia di Vicenza. Era ritenuto,a ragione il terzino più forte del mondo. Aveva fantasia, grande stile, sapeva beffarsi dell’avversario con le finte,bravo in acrobazia, intelligente tatticamente e poi molto, molto corretto sul campo.

Arrivò a Torino da bambino, al seguito della famiglia che aveva dovuto lasciare il paese per motivi di lavoro. A scoprirlo fu Mario Sperone, che rimase abbagliato dal talento di quel giovane ragazzo e lo segnalò immediatamente al presidente del Torino  Ferruccio Novo.grtorino (2)

Novo acconsentì all’acquisto del giocatore, facendosi trascinare dall’entusiasmo di Sperone, che sollecitava l’ingaggio per sbaragliare una concorrenza che a suo avviso si sarebbe fatta presto agguerrita. Il presidente chiese quanto costasse, ma sobbalzò nell’udire che il costo di un ragazzino di 15 anni fosse di ben 100 lire – una cifra assai elevata all’epoca – e quindi non diede il benestare. Sperone non volle insistere, ma poi ritornò alla carica più che convinto della bontà del giocatore. Novo a quel punto volle fidarsi e versò al Doglia le 100 lire richieste per l’acquisto di Maroso, che iniziò la sua trafila nel settore giovanile del Torino.

Quando venne mandato all’Alessandria nel 1944 per il  cosiddetto campionato Alta-Italia Maroso per poco … Leggi >