Archivio mensile:Marzo 2016

Riccardi, che la Lazio portò via ai Grigi

RiccardiGiocatori grigi in relax. In piedi Gastaldi, seduti Borelli, Costenaro e Riccardi.

 

Nell’estate del 1936 fu la Lazio, che dopo aver già sottratto Piola alla Pro Vercelli era allora in procinto di allestire una squadra che potesse puntare alla vittoria dello scudetto, a offrire alla squadra grigia la considerevole cifra di 400.000 lire per i tre promettenti centrocampisti Busani, Riccardi e Milano: i dirigenti grigi accettarono.Riccardi (2)

Giovanni Riccardi nacque ad Alessandria il 10 dicembre 1911. Centrocampista della cosiddetta “scuola alessandrina”, giocò con la maglia grigia del sodalizio piemontese per sei stagioni, ottenendo un sesto posto in serie A (esordì in un derby contro il Casale nel 1930nel 1931-’32 e la finale di Coppa Italia 1935-’36.

Riccardi (1)Formazione giovanile dell’Alessandria dei primissimi anni Trenta. In attacco Scagliotti, Riccardi e Gastaldi.

 

Tra i suoi pigmalioni, gli allenatori Franz Hansel e Rudolf Soutschek, che intuirono il suo potenziale offensivo. Nel 1936 esordì in Nazionale B e, pochi mesi dopo, fu acquistato dall’ambiziosa Lazio, come abbiamo già avuto modo di dire, assieme ai compagni di squadra Milano e Busani.

Riccardi (3)I Grigi nel campionato 1931-’32. In piedi da sinistra: il massaggiatore Assandro, il presidente On. Rocca, Cattaneo, Avalle, Cornara, Scagliotti, Riccardi, l’allenatore Savojardo. in centro: Grillo, Gandini, Lingua. Seduti: Fenoglio, Mosele, Borelli, un dirigente.

 

In maglia biancoceleste (sotto, nella foto tratta da www.laziowiki.org)  però non entusiasmò come previsto; nonostante il secondo posto che la squadra ottenne al termine del campionato 1936-’37, … Leggi >

Pro Patria e Alessandria, per non dimenticare Cecotti

Cecotti (1)Una formazione dell’Alessandria nel campionato 1986-’87. In piedi, da sinistra: Panizza, Falessi, Cornaglia, Cecotti e Beccari. Accosciati, sempra da sinistra: Ivan Ferretti, Vitaloni, Manueli, Briata, Petricone e Mocellin.

 

Strano destino: domenica allo stadio “Speroni” di Busto Arsizio si troveranno di fronte le ultime due squadre in cui ha militato il povero Andrea Cecotti. La Pro Patria e l’Alessandria.
Classe 1962 questo centrocampista mancino – all’occorrenza anche esterno difensivo – lasciò questa vita il 14 novembre del 1987, andando a infoltire quella lista di calciatori stroncati sul campo da un destino assurdo e ingiusto. Da Ferraris IV campione del mondo nel 1934, a Piermario Morosini, passando per Renato Curi, tanto per citare alcuni dei casi più eclatanti.

cecotti.cecotti.coloreCecotti con la maglia della Pro Patria. (Foto da www.bustocco.it).

 

Cecotti, friulano, crebbe calcisticamente nella Primavera dell’Udinese, guidata allora da Giovanni Galeone, dove si mise in evidenza per essere in grado di ricoprire il ruolo di centrocampista di fascia ma anche per la sua tecnica; andava spesso al tiro, rendendosi pericoloso sui calci piazzati. Ebbe per compagni di squadra Cossaro, Burelli, Cortiula, Miano, Da Dalt, Gerolin, Cinello, Dominissini, Luigi De Agostini e Pallanch. Fu sempre nella nella “rosa” bianconera che si aggiudicò lo scudetto del campionato Primavera 1980-‘81. Nel periodo delle giovanili a Udine, conseguì anche il diploma all’istituto professionale Ipsia.

playoff.foto3.pro8788La “rosa” della della Pro Patria, stagione 1987-’88:  fila centrale il secondo da destra è Cecotti. (Foto da www.bustocco.it).

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Quando l’Orso mangiò le Cavallette

archivio grigi 204--11-01-2013-16-49-17Alessandria-Grasshoppers,1929. Il portiere, per questo incontro, è Sarti III, in prestito dal Foggia e aspirante alla maglia nazionale. C’è anche Baloncieri, dal Torino.

 

Nel 1929, l’Alessandria ricevette il prestigioso invito del Grasshoppers, campione di Svizzera in carica, a disputare un incontro sul terreno del nuovo Letzigrund Stadion di Zurigo, il 28 aprile.index

Da “Il Piccolo” :

«Per l’importante incontro internazionale in terra elvetica l’Alessandria ha usufruito (anche per indisposizioni e impossibilità varie) dell’innesto di quattro atleti provenienti da altre squadre: il portiere Renato Sarti (III) dal Foggia, visionato da Augusto Rangone per la Nazionale e consigliato a Carcano per questa tournée (sarà il migliore in campo parando pure un rigore); Monzeglio dal Bologna; Albertoni dal Casale e soprattutto Baloncieri dal Torino, un gradito, anche se fuggevole ritorno tra i suoi ex-compagni.

Amichevole contro il GrasshoppersGrasshoppers-Alessandria: Banchero tenta di sfuggire al suo diretto guardiano.

 

L’Alessandria è apparsa perfetta in campo giocando una partita superba che le hanno fatto attribuire dalla stampa svizzera le più grandi lodi fino a considerarla una delle migliori squadre europee. Anche l’arbitro ha così commentato: voglio che si sappia che questa è stata “la più bella partita che io abbia mai diretto!”.

Stadion_Letzigrund_ZürichLo stadio Letzigrund di Zurigo come si presenta ai giorni nostri.

 

I goal sono stati segnati al 7’ del primo tempo da Banchero su passaggio di Baloncieri, che segna anche lui al 27’ su imbeccata di Cattaneo. Al 14’ della ripresa nuovamente Balon con un tiro imparabile. Al 20’ Sarti para un penalty Leggi >

Dania, la veloce ala volata in cielo

1950-51--14-04-2014-20-06-28L’Alessandria nel campionato 1950-’51, serie C.  In piedi da sinistra: Scarrone, Giraudo, Arezzi, Giorcelli, Mario Moccagatta (presidente), Albertelli, Cargnelli (allenatore), Guaschino. Accosciati: Gabbiani, Savoini, Pietruzzi, Dania, Soffrido.

 

 

Un’estrosa ala destra: così viene ricordato Dino Dania. Terzo lutto consecutivo per la grande famiglia dei Grigi.Dania

Classe 1928, era originario di Sale. Dopo aver giocato nelle giovanili dell’Alessandria, esordì in prima squadra con i Grigi nella stagione 1948-’49, nel corso della quale disputò due sole partite senza mai segnare nel campionato di serie B; giocò nella serie cadetta con la squadra piemontese anche nel corso della stagione 1949-‘50; il 25 dicembre 1949 alla diciassettesima giornata di campionato segnò il suo primo gol tra i professionisti, realizzando al 48′ la segnatura del momentaneo 3-1 nella partita che la sua squadra perse per 4-1 sul campo del Livorno. Dopo aver chiuso con un solo gol il girone di andata, nel ritorno segnò con maggiore continuità; il 28 maggio 1950 srealizzò anche la prima doppietta in carriera, ancora una volta contro il Livorno (2-1). Si ripetè tre settimane più tardi contro la Spal, nella partita del 18 giugno vinta per 5-0 dall’Alessandria.

1950-51--13-03-2016-14-26-45Ancora i Grigi nel Campionato 1950-’51. In piedi da sinistra: Gabbiani, Dania, Soffrido, Giraudo, Albertelli, Pietruzzi, Giorcelli. Accosciati: Savioni, Arezzi, Guaschino, Scarrone.

 

 

Alla fine le reti di Dania furono nove e le presenze: l’Alessandria chiuse il campionato al diciottesimo posto in classifica e retrocesse in serie CLeggi >

La giornata grigia di Sarti III: il «superbo portiere» che fece il gran rifiuto

a Zurigo--06-04-2014-20-46-29Alessandria-Grasshoppers, anno 1929. Baloncieri torna a vestire la maglia dei Grigi nell’amichevole giocata in occasione dell’inaugurazione dello stadio di Zurigo.

 

Il 20 novembre 1927, sotto una pioggia torrenziale, i grigi conquistarono la sesta vittoria in sei partite di campionato. A soccombere agli Orti fu il Brescia, sconfitto 4-1; la marcia dell’Orso verso la qualificazione al girone finale proseguiva senza intoppi. Quel giorno, il Commissario  tecnico Augusto Rangone non assistette alla gara; ne seguì un’altra, a centinaia di chilometri di distanza, e che non riguardava dirette concorrenti: niente Torino, Milano, Genova, Bologna. Rangone era a Foggia per assistere al derby tra la giovane formazione dauna ed un Bari un po’ diverso da quello che conosciamo oggi, e che aveva da poco abbandonato il romantico nome – «Liberty» – rivelatore delle sue origini inglesi. I quotidiani locali dell’epoca testimoniano la festosa accoglienza riservata al «cavaliere» da parte di «tutti gli sportivi foggiani», che per l’occasione tappezzarono il campo da gioco di «manifestini» con su scritto «W Rangone e il calcio pugliese».RANGONE
Per quale motivo il factotum grigio volle visionare una gara di Prima Divisione? «Per valutare la classe di alcuni giuocatori della nostra regione», spiegava con soddisfazione la «Gazzetta di Puglia», che vedeva azzurro: Rangone (nella foto a fianco), all’epoca, era anche Commissario unico della Nazionale italiana. In odore di convocazione era il ventenne Raffaele Costantino, il «reuccio di Bari», che però non poté giocare a causa di un “fattaccio” Leggi >