Archivio mensile:Gennaio 2016

L’Alessandria dei miracoli tiene e il sogno continua

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Nella gara d’andata della prima semifinale di Tim Cup i Grigi escono sconfitti ma solo 1-0 contro il Milan. Il ritorno pertanto, sarà tutto da giocare a San Siro. In fondo, da sempre, il pallone è rotondo. Guai se non fosse così. Ha deciso il match un rigore di Mario Balotelli siglato alla fine del primo tempo, ma viziato pochi istanti prima da un fallo non fischiato a favore dell’Alessandria a centrocampo.

Rigore

Allo Stadio Olimpico di Torino ci sono più di 20mila  spettatori, la Curva Maratona per una notte diventa il cuore pulsante del tifo grigio. Un susseguirsi di brividi. Apriamo più volte gli occhi: è tutto vero. Gli ultrà milanisti invece, sono pochi e non espongono striscioni e bandiere: continua la protesta contro la società.

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Il tecnico dell’Alessandria Angelo Gregucci , manda in campo i suoi con il 4-3-3 con tridente d’attacco formato da Marras, Marconi e Fischnaller. In casa rossonera, Sinisa Mihajlovic, invece, punta sul 4-4-2: coppia d’attacco formata da Balotelli e Luiz Adriano. In mediana c’è Josè Mauri che fa coppia con Poli.

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La prima frazione di gioco termina sullo 0 a 1 per il Milan: dopo aver sprecato più di un’occasione per passare in vantaggio con Balotelli, l’attaccante rossonero, al minuto 43′ trasforma un calcio di rigore guadagnato da Antonelli.

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Il secondo tempo si apre con il Milan che cerca di fare possesso palla e addormenta la partita. Gregucci fa entrare … Leggi >

Stanotte saranno in tanti ad essere dalla parte dell’Alessandria

Il corsivo di Mario Bocchio

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Di grigio in questi giorni, c’è solo un glorioso e meraviglioso colore. Quello delle maglie di questo club, unico al mondo.
Tutto il resto è luce, attesa, frenesia e mobilitazione per il grande evento. Hanno calcolato che per Alessandria-Milan – semifinale di Tim Cup allo stadio Olimpico di Torino – ci sarà un alessandrino su cinque residenti nella città che respinse Federico Barbarossa.
Per narrare questa cavalcata dai contorni disneyani è d’obbligo lasciar cadere le difese, le diffidenze, permettendo al dolce sussurro della favola che si fa Storia – con la “s” maiuscola – di cullarci come nei confronti di una straniante ninna nanna. Un’operazione assai difficile per chi, vaccinato ormai da una società anaffettiva e vittima della scaltrezza, presenta gli anticorpi a tutto ciò che sembra lindo, genuino e quasi bambinesco.
È necessario farsi abbacinare dalla traiettoria imperfetta di un pallone svirgolato in un campo di provincia, dalla fierezza commovente di una comunità stretta attorno ai propri eroi che sono ritornati.
Sulla carta l’esito finale sembra già scritto, ma a questo punto dobbiamo crederci. Guai a non farlo! Che cos’abbiamo infatti da perdere? Nulla. Semmai, abbiamo tutto da guadagnare. È invece il Milan che ha tutto da perdere. Una figuraccia sarebbe l’amaro suggello di una stagione fallimentare. Mihajlovic – che ormai ha imparato a convivere quotidianamente con le più svariate tensioni -, lo sa bene.
A Mister Gregucci e ai suoi splendidi ragazzi, chiediamo solo di rimanere in partita per poi rendere ancora Leggi >

Corsi e ricorsi. A volte la storia ti gioca brutti tiri

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Pensate un po’ che combinazione: oggi – 26 gennaio 2015 – si gioca la semifinale di Tim Cup tra l’Alessandria e il Milan.
Ebbene, il giorno 26 gennaio 1936 allo stadio “Littorio” di Alessandria i Grigi sconfissero proprio il Milan con il clamoroso risultato di 6-1. Molto attenta la collega Mimma Caligaris de “Il Piccolo” a farlo notare.

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AnniTrenta (2)Alcune fasi delle sfide tra Alessandria e Milan negli anni Trenta.

 

Il campionato 1935-‘36 si presentò con la stessa fisionomia degli ultimi disputati, soprattutto perché emigrarono altrove giocatori del valore di Mosele e Fenoglio. Per fortuna la campagna acquisti condotta con vera sagacia e acume tecnico, portò nei nuovi acquisti Ceresa e Busani due pedine che risulteranno preziosissime. L’inizio del torneo per i colori grigi non fu certo dei più confortanti: subito sconfitti nella prima giornata a Milano dai rossoneri allenati da Baloncieri, incapparono poi in un pareggio casalingo alla seconda giornata contro la modesta Sampierdarenese per capitolare ancora, la domenica successiva, a Palermo. Per fortuna la ripresa non si fece attendere troppo e anzi Fiorentina, Roma, Palermo, Genoa, Bari, Lazio e Juventus lascirono le penne sul terreno del “Littorio” così come il Milan, che fu appunto sconfitto con un sonoro e rotondo 6-1 con due reti dell’esordiente Svageli.

AnniTrentaAncora un’istantanea di epici scontri tra l’Orso Grigio e il Diavolo.

 

Al termine dell’accanito torneo l’undici mandrogno si classificò all’ottavo posto (una posizione contesa nientemeno che da Milan, Napoli e Genoa Leggi >

Altafini non ha dubbi e tiferà per l’Alessandria

Jose-Altafini-MilanAltafini a San Siro con la maglia del Milan.

 

Josè Altafini ha giocato sette campionati con la maglia del Milan, altrettanti con quella del Napoli e quattro con la Juventus, vincendo scudetti e Coppa Campioni.
Diede i primi calci nell’Esporte Clube XV de Novembro, una squadra minore della sua città natale di Piracicaba. Nella sede del club era affissa una foto del Grande Torino e, notando la somiglianza del ragazzo con il compianto Valentino Mazzola, gli venne attribuito il nome d’arte di “Mazzola” (con una sola “z”), spesso citato anche con due “z”.

al-milan 1958-59Alessandria-Milan 1-2, campionato 1958-’59. I rossoneri vinsero con due goals proprio di Altafini.

 

Insieme all’immenso Pelè ha esordito nella Seleção brasiliana, riuscendo anche a laurearsi campione del mondo in Svezia nel 1958. Poi optò per la Nazionale azzurra, divenendo – in virtù delle origini italiane – a tutti gli effetti un oriundo.
Nella storia delle sfide tra l’Alessandria e il Milan, Altafini con 9 goals figura nella classifica dei capocannonieri di sempre, preceduto solo da Renato Cattaneo – che ne ha messi a segno 10 – precedendo Elvio Banchero con 6.

milan-al 58-59 Milan-Alessandria 5-1. Siamo sempre nella stagione 1958-’59 e Altafini realizzò ancora una doppietta.

 

Risponde alla nostra telefonata. Dall’altro capo del telefono quella cadenza di sempre, che ormai abbiamo quasi imparato a memoria.

 Allora Josè, che cosa ricordi delle tue partite contro l’Alessandria?

“Eravamo alla prima giornata di campionato del 1959, tre reti dell’ala Leggi >

Storia del tifo milanista: aneddoti, amicizie e rivalità

Curva-sud-MilanLa Curva Sud di San Siro, cuore pulsante del tifo rossonero.

 

Martedì sera i Grigi affronteranno in casa (si fa per dire, visto che si giocherà all’Olimpico di Torino) il Milan. In questi giorni si parla molto di Gianni Rivera e di tutti gli altri giocatori che hanno vestito entrambe le casacche, ma quello che molti non sanno è che di fronte a noi, in Curva Primavera, avremo i “discendenti” del primo movimento ultras italiano.
Pensare a com’era la Curva Sud di Milano fino a qualche anno fa e paragonarla a quella attuale fa salire tanta tristezza: i (concedetemi) pessimi risultati del “club più titolato al mondo” degli ultimi anni, uniti alla profonda crisi del movimento ultras italiano, hanno reso silenzioso e triste il settore fino a pochi anni fa più caldo di San Siro.
La storia degli ultras rossoneri è lunghissima e ricca di aneddoti più o meno chiari: dal 1968 il Milan ha sempre avuto al suo seguito un gruppo più o meno grosso di tifosi più che innamorati di quei due colori, disposti a tutto per seguire la squadra in Italia, in Europa e anche nel mondo (per la Coppa Intercontinentale).
Si è deciso di riportare qui di seguito una breve storia in pillole dei vari gruppi che hanno animato, e in alcuni casi animano tutt’ora, la Curva Sud. Nelle righe che seguiranno non troverete notizie di scontri e/o di trasferte di massa, o di litigi interni alla curva.

phoca_thumb_l_milan barcellona 2013-2014_01Il Leggi >