Archivio mensile:dicembre 2015

Il derby “cattivo” ai raggi x

AlessandriaCasale (3)Casale-Alessandria 5-0, 1927-’28. La clamorosa sconfitta con i Nerostellati nel girone finale pregiudica la vittoria dello scudetto ai Grigi.

 

Il Casale Football Club nacque nel 1909 a causa della storica rivalità esistente con Vercelli. Ai casalesi non andava giù il fatto che la Pro dominasse la scena calcistica nazionale per cui fondarono la società per contrastare i “nemici”. Il nero della maglia è in contrapposizione al bianco dei vercellesi e la stella è il portafortuna perchè allora per superare la Pro Vercelli ci voleva anche un bel po’ di fortuna.

AlessandriaCasale (2)Alessandria-Casale 5-1, 6 maggio 1928. Nel gruppo, i giocatori Ferrari, Curti, Cattaneo, Bertolini, Chierico, Marchina, Banchero, Gandini, Viviano.

 

Al di là della leggenda, l’inizio del Casale fu folgorante; nel 1914 era campione d’Italia. Uno scudetto mai più ripetuto e nemmeno avvicinato, ma tanto basta per lasciare il nome del Casale negli albi d’oro del calcio. In pochi anni la rivalità principale si sposta a … sud. Non è più la Pro Vercelli il vero avversario ma l’Alessandria; con i Grigi daranno vita a numerosi incontri infuocati non solo sul campo ma anche sugli spalti. I nerostellati, che la matita di Carlin Bergoglio fece diventare cinghiali, ebbero momenti di profonda crisi arrivando a giocare per molti anni in Serie D. Dopo il fallimento del 2013 la nuova società casalese sta cercando faticosamente di risalire.

AlessandriaCasale (1)Alessandria e Casale in una caricatura di Carlin del 1927.

I derbies

Il primo derby della storia si gioca il 9 novembre … Leggi >

Qui Alessandria. Gregucci e Ferrarese: “I Grigi dovevano regnare sovrani in provincia e noi cercavamo di vendere cara la pelle”

pro piacenzaAngelo Gregucci oggi, allenatore del Grigi.

 

Di Angelo Gregucci sappiamo praticamente tutto, il suo passato calcistico e anche il suo presente in panchina, dove è capace di entrare in profondità nello spirito e nell’anima dei suoi giocatori, motivandoli sempre alla battaglia sul prato. D’altronde uno dei suoi maestri, come ci ha confessato, è stato Mircea Lucescu.
Sa pertanto benissimo cosa significhi la maglia grigia: “Prima di tutto è la storia. Poi è anche la mia giovinezza, rappresenta i miei ricordi migliori da giovane. Sono consapevole che l’Alessandria Calcio è un’intera città, la tradizione calcistica, per cui sento la responsabilità di rinverdire un passato ormai sin troppo lontano”.

Lo storico derby con il Casale si materializza come lo spettro dei combattenti che hanno dato vita allo scontro.

“Alla mia epoca sì che era una partita molto particolare, io la sentivo molto, come d’altronde mi esaltavo pure per le sfide contro il Derthona, squadre che lottavano in serie C con orgoglio. In quella mia gioventù che ho ricordato prima, ci sono molte sfide, non solo una. Noi abbiamo sempre avuto rispetto per i Nerostellati, erano sempre partite molto combattute, a volte non bellissime, con i Grigi che dovevano regnare sovrani in provincia e noi cercavamo di vendere cara la pelle”.Gregucci

Uno dei momenti più densi di pathos era entrare ad esempio al “Moccagatta” esaurito…

“Vero, ma bisogna anche aggiornare la tabella dei tempi. Non c’era la tv, per cui dovevi vedere e assaporare la gara solo Leggi >

Addio a Gambarini, centravanti che giocò anche come terzino

1872-gambaIn questi giorni natalizi è venuto a mancare Mario Gambarini, classe 1939, ex giocatore dell’Alessandria.
Attaccante, giocò anche nel ruolo di terzino, oltre che di libero.
Vestì 26 volte la maglia grigia nella stagione 1962-’63 in serie B: esordì il 16 settembre 1962 in occasione di Alessandria-Lazio 2-2. I biancocelesti andarono in vantaggio al 43’ con Longoni, pareggiò al 52’ Oldani su rigore, Grigi in avanti al 69’ proprio con Gambarini e rete del definito pareggio al 72’ firmata da Bernasconi.
In quel campionato – il quindicesimo dell’Alessandria nella serie cadetta -, i Grigi erano presieduti dall’indimenticabile Amedeo Ruggiero, segretario l’altrettanto famoso Piero Zorzoli, mentre sulla panchina si alternarono l’ex campione del mondo Pietro Rava – poi dal 22 aprile ‘63 – Angelo Franzosi.

image001Una formazione dei Grigi nel campionato 1962-’63.

 

La squadra al termine della campagna estiva di calciomercato risultò indebolita soprattutto perché dopo due centravanti del calibro di Fanello e Cappellaro, l’assunzione del pressoché sconosciuto Gambarini, un alessandrino che aveva acquisito una certa fama a livello di campionato minori, non parve risolvere assolutamente quello che era pur sempre il problema più spinoso di qualsiasi compagine. Per la verità il giocatore alessandrino si diede un gran daffare e qualche rete riuscì anche a metterla a segno, ma dimostrò di non essere assolutamente il giocatore che faceva il caso della compagine grigia e così a sempre più spesso venne preferito il giovane Taccola, che … Leggi >

Una vigilia di Natale tutta grigia

Auguri natalizi al bar dello stadio_24_12_2015 (34)Il momento del brindisi insieme all’ex portiere del Casale Dario Trombin, il secondo partendo da sinistra.

 

Anche quest’anno – sabato 24 dicembre – si è tenuta la “Bicchierata di Natale”– L’appuntamento al Bar dello Stadio “Moccagatta” di Alessandria ha visto Museo Grigio protagonista di due distinti momenti.
Il primo è stata la consegna al Bar dello Stadio della replica della storica maglia grigia del campionato 1945-’46 – culminata con il ritorno dei Grigi in serie A – che l’Alessandria Calcio ha riprodotto con la collaborazione di Museo Grigio.

Auguri natalizi al bar dello stadio_24_12_2015 (47)Lele Bellingeri, presidente di Museo Grigio, consegna la maglia a Massimo Barbierato, titolare del Bar dello Stadio.

 

Il secondo ha visto la proiezione del docu-video che racconta il derby tra Alessandria e Casale, un minuzioso lavoro curato da Mario Bocchio e Sergio Giovanelli, regia e montaggio di Federico Lazzarin e Gianmaria Zanier. Nel video ci sono anche le interviste ad ex giocatori che furono protagonisti in quelle ormai lontane battaglie: Angelo Gregucci, Maurizio Ferrarese, Attilio Fait (lo storico capitano nero stellato, il “nemico numero uno”) e Dario Trombin.

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Auguri natalizi al bar dello stadio_24_12_2015 (18)La proiezione del video, alla quala hanno assistito Dario Trombin e lo storico casalese Giancarlo Ramezzana.

 

Proprio l’ex portiere del Casale è stato gradito ospite al Bar dello Stadio, dove ha incontrato i personaggi storici del tifo alessandrino, come “Audi”. Ha riso di buon gusto Trombin, da vero guascone qual è sempre stato: “Beh, incominciamo a dire che sono felicemente sposato da Leggi >

Qui Casale. Parlano il “nemico numero uno” e il portiere che provocò il “Mocca”

Attilio Fait oggi (1)Attilio Fait oggi.

 

Di anni ne sono passati, ma lui ha sempre quello sguardo da lottatore che lo ha fatto diventare il nemico numero uno per il popolo grigio. Stiamo parlando di Attilio Fait, lo storico capitano del Casale.
Ha ancora i baffi di un tempo, che nello sforzo del gesto atletico lo facevano sembrare ancora di più un duro, proprio come nella tradizione dei film western.
Classe 1950, detiene il record di presenze in maglia nero stellata, 327 ma ci sono da calcolare anche quelle con la Junior, che poi si fuse con lo stesso Casale.
“Dodici anni di Casale sono tanti, così come numerosissimi sono i ricordi legati a ogni stagione, soprattutto alle sfide con l’Alessandria – esordisce lo storico leader nell’aprire l’album dei ricordi -. Erano partite nelle quali trovavi più stimoli, soprattutto perché giocavi davanti ad un pubblico numerosissimo. Odio per i Grigi? No, direi solo una accesa rivalità e da parte nostra c’era un grande rispetto per gli avversari in maglia grigia. Una volta diventato allenatore, io ho addirittura lavorato nelle giovanili dell’Alessandria”.Fait calciatore
Fu soprattutto con il tecnico Guido Vincenzi che Fait trascorse quattro anni indimenticabili, con la famosa partita con l’Udinese che pose fine all’imbattibilità di una squadra che non perdeva da circa due anni.
“Ma ripeto, le sfide con l’Alessandria non solo fanno parte del patrimonio personale di chi vi ha preso parte, ma dal mio punto di vista anche dell’intero patrimonio del calcio italiano. Io Leggi >