Archivio mensile:febbraio 2015

Sarri tecnico rivelazione che ama Fante, Bukowski e i giocatori italiani

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Maurizio Sarri è l’allenatore dell’Empoli, una squadra che sa sempre stupire. “Mi occupavo per il Montepaschi di transazioni fra grandi istituti: 15 anni fa. Ho lavorato a Londra, in Germania, Svizzera e Lussemburgo. Poi ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso – racconta Sarri– . Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come se fosse una colpa aver fatto altro”.
Prima di passare tra i professionisti compie un miracolo sulla panchina del Sansovino, portandolo in tre anni dall’Eccellenza alla C2, con la vittoria della Coppa Italia di serie D. L’avventura tra i professionisti (Sangiovannese e Pescara) iniziò nel migliore dei modi, poi affrontò un periodo difficile: venne esonerato diverse volte (Arezzo, Verona e Perugia) e non riconfermato dopo essere subentrato in corsa (Grosseto). Nel 2007 ebbe una breve esperienza ad Avellino. SarriGrigi (1)Il rapporto con gli irpini durò pochi mesi, visto che Sarri si dimise a fine agosto senza cominciare il campionato di serie B, ritenendo di non poter lavorare in una situazione priva di programmazione e organizzazione. L’allenatore si riscattò alla guida dell’Alessandria in Prima divisione, ma non riuscì a vincere i play-off di qualificazione per la B, nonostante la squadra si fosse praticamente autogestita, viste le condizioni economiche disastrate del presidente Veltroni, lo stesso che lo aveva chiamato dopo aver lavorato con lui al Sansovino. Dopo … Leggi >

Alessandria-Cremonese amarcord

In vista del match del “Moccagatta” tra Alessandria e Cremonese, www.museogrigio.it vi proponie una serie di fotografie e di filmati che riassumono la storia delle sfide tra Grigi e Grigiorossi.

Foto 5Alessandria-Cremonese (2-3), 26 gennaio 1926. La formazione dell’Alessandria, partendo da sinistra: Capra II, Simoka, Banchero I, Morando, Tritz, Cattaneo, Avalle, Papa II, Viviano, Costa, Lauro.

Foto 6Alessandria-Cremonese, 1925. Partita amichevole, che finì 2-1.

 

Foto 7Alessandria-Cremonese (2-1), 20 marzo 1927. Il portiere Mandelli para un tiro alessandrino.

 

Foto 8Sempre Alessandria-Cremonese (2-1), torneo 1926-’27. Mandelli, numero uno cremonese, respinge su un colpo di testa alessandrino.

 

Foto 9Alessandria-Cremonese (2-1), campionato 1926-’27. Corner sotto la porta lombarda.

 

Foto 10Biglietto della partita Alessandria-Cremonese della stagione 1971-’72.

 

La redazione

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Anche il Südtirol deve arrendersi a questo super Orso!

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È vero, l’Alessandria ha assestato un altro colpo da grande squadra. “Qualunque risultato società, squadra, tifosi, la città intera, tutti insieme possiamo raggiungerlo: ha ragione il presidente Luca Di Masi dopo l’exploit di Bolzano. “Sarà ancora lunga – sottolinea il patròn – faticoso e difficilissimo, ma questa Alessandria, tutta, lotterà fino alla fine, con i denti, con il cuore, con la tecnica e con la tattica”.

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Nel match clou della ventiseiesima giornata del campionato di Lega Pro, il Südtirol deve dunque arrendersi alla capolista Alessandria 2-1.


In un pomeriggio umido e a tratti piovoso, su un campo solo leggermente allentato, l’inizio di match è di marca grigia, con l’Alessandria – in tenuta tradizionale con i calzoncini neri – che prova ad impossessarsi del pallino del gioco, ma il primo affondo è del Südtirol, segnatamente al 5’, quando Marras si produce in una percussione centrale per poi aprire a sinistra per Branca, sul cui cross Sabato respinge la minaccia, non senza qualche affanno.

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Guadagna metri di campo la formazione biancorossa, costringendo l’Alessandria sulla difensiva, con Bertoni che al 14’ ci prova dalla distanza, ma senza fortuna.
Gioca con ordine e piglio autoritario il Südtirol, ma al 17’ su palla persa dai biancorossi l’Alessandria sviluppa un contropiede che favorisce la conclusione di Marconi, respinta lateralmente da Melgrati, poi l’azione ospite sfuma.
Al 18’ si infortuna Fink, e prima i biancorossi rimangono momentaneamente in … Leggi >

“Mi dà profondamente fastidio essere considerato un allenatore da serie D”

alessandria_-_biellese_65Salvatore Iacolino con il presidente Gianni Bianchi, un sodalizio vincente per la resurrezione dei Grigi.

 

Non tradisce il suo aplomb pacato, un’educazione che pare sconfinare nella timidezza. Ma Salvatore Iacolino precisa subito di avere due personalità: “deciso, quando necessario anche duro nello spogliatoio, ma in campo e all’esterno non mi va mai di fare scenate”.
Sarà stato sicuramente l’esser cresciuto all’insegna dello stile Juventus, quando ancora si poteva parlare proprio di stile, i tempi di Boniperti per intenderci.Foto 3

Iacolino in serie A con la Juventus.

 

 

 

 

 

Che giocatore è stato Iacolino?

“Un buon calciatore, con un livello tecnico sopra la media. Ho giocato un anno in serie A, 7 in B e 3 in C. Forse in cuor mio ho il rincrescimento di aver potuto fare qualcosa di più”.
Parlare del suo passato con le scarpe bullonate ai piedi, per Iacolino vuole dire non poter non ricordare Corrado Viciani, il mago della Ternana. Con lui si parlò per la prima volta di calcio totale, altro che l’Olanda oppure il Torino di Gigi Radice. “È vero, Viciani fu un innovatore che già nel 1971 aveva anticipato i tempi, capendo prima di ogni altro cosa sarebbe stato il calcio di oggi. Ci predicava la zona con passaggi corti e continui, proprio come fa il Barcellona.Foto 4

Iacolino durante la nostra intervista.

 

 

 

 

 

 

Ad Alessandria Iacolino è ricordato per essere stato il tecnico della resurrezioneLeggi >

L’Alessandria di nuovo in alto: tre gol al Lumezzane

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L’Alessandria è di nuovo prima in classifica, con Pavia e Novara (che hanno pareggiato 3-3) e il Bassano è dietro di un punto.
Per il Lumezzane la sconfitta ad Alessandria era da mettere in preventivo, visto il ruolino di marcia dei Grigi che venivano da due vittorie di fila, compreso il successo proprio contro il Pavia.
Nella notte di San Valentino l’Alessandria ha giocato molto bene per almeno 75 minuti, allentando un po’ la presa solo negli ultimo quarto d’ora.

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“Più che comprensibile: perché tutti hanno speso molto, per il lungo elenco di diffidati che, anche inconsciamente, faceva evitare i contatti per non rimediare un giallo, e in questo siamo stati bravi, per tutta la gara, e anche perché – ha spiegato Mister D’Angelo con il risultato al sicuro al 20’ della ripresa l’adrenalina, altissima per buona parte della partita, è un pochino scesa”.

Il gol di Cavalli visto dalla Curva Nord.
La formazione alessandrina è ritornata al 3-5-2. “Perché mi è sembrato l’atteggiamento tattico più corretto contro un avversario schierato con il 4-3-3. Chiedendo grande spinta ai due esterni e Vitofrancesco e Mora hanno messo in area una quantità enorme di palloni. Credo di essere uno dei pochi fautori del 3-5-2 – ha insistito il tecnico alessandrino – che, per noi, è un po’ come quando si torna a casa: la certezza di un piatto di pasta fatta bene, dalla mamma, c’è sempre. Però, sia chiaro, ci riesce Leggi >