Archivio mensile:Novembre 2014

Unione Grigionera a Cantalupo

Foto Unione Grigionera (4)

In questo video vi proponiamo le le interviste fatte da Gianmaria Zanier nel corso dell’inaugurazione della nuova sede dell’Unione Grigionera a Cantalupo.

Foto Unione Grigionera (5)

Tanti i temi approfonditi insieme al presidente Luca Di Masi, al direttore sportivo Giuseppe Magalini e ai giocatori Terigi e Pappaianni: l’attaccamento ai colori grigi, l’auspicio di essere sempre più numerosi allo stadio Moccagatta, il carattere che deve sempre contraddistinguere la squadra nel corso di tutti novanta minuti di gioco (più recupero), il valore aggiunto rappresentato dalla Coppa Italia e tantissimi altri argomenti … Buona visione!

La redazione

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La metamorfosi di Elio Vanara, da attaccante a terzino

Foto 7 Elio Vanara supera i difensori nell’incontro casalingo dei Grigi contro il Brescia nel campionato di serie B 1962-’63.

 

Con la stagione 1959-‘60 si concluse la permanenza in serie A dell’Alessandria. Ultima apparizione della stagione calcistica, prima del breve risposo estivo, fu la Coppa delle Alpi, manifestazione che era solita vedere in campo squadre italiane e svizzere di A e B, L’Alessandria affrontò al primo turno al “Moccagatta” lo Chaux de Fond e sugli spalti, forse per la delusione patita dalla retrocessione, vi furono solo 1.500 spettatori. Al di là del risultato, che vide i Grigi soccombere per 2-0, l’incontro ebbe una precisa connotazione, forse casuale: segnò l’ultima apparizione in maglia grigia di Gianni Rivera e contemporaneamente l’esordio di Elio Vanara.

 

Foto 8Genoa-Milan: Vanara contrasta Gianni Rivera. Due alessandrini in serie A.

 

 

 

 

Nato a Fubine, classe 1944, Vanara crebbe nelle giovanili grigie anche lui sotto la guida di Cornara e si mise già in evidenza nel torneo internazionale disputato con gli juniores a Montpellier nel 1959. Iniziò la carriera come terzino e venne poi spostato all’ala destra nella partita d’esordio. I giudizi della stampa furono più che positivi sulla prestazione fornita in campo dal quindicenne calciatore alessandrino e identificarono il lui il futuro del calcio “mandrogno” proponendolo come successore di Rivera. Ancora in evidenza nelle partite della Coppa Italia 1960, Vanara si fece notare per una bella rete segnata contro il Milan. Un infortunio di Oldani gli aprì le … Leggi >

I Grigi ritornano “in continente” con il 2-0 a proprio favore

Torres-Alessandria (7)

Il presidente della Torres Domenico Capitani: “Abbiamo perso contro una grande squadra, una delle favorite del campionato”. Partiamo così dalla fine, dalla conferenza stampa, per spiegare il film del match Torres-Alessandria 0-2. Dopo la brutta sconfitta contro l’Albinoleffe due settimane fa il tecnico Luca D’Angelo era nel mirino della critica. Con tre vittorie consecutive (due in campionato ed una in Coppa Italia), i Grigi hanno così riproposto con forza le proprie ambizioni, proprio le stesse a cui faceva cenno il patròn dei sardi.

Torres-Alessandria (5)

Già nel primo tempo la partita è stata tutta in salita per la formazione rossoblù, finita sotto di due gol. L’Alessandria ha segnato al 12′ con Taddei e al 30′ con Mezavilla. Sassaresi sfortunati al 44′: Maiorino ha colpito la traversa. Mister D’Angelo ha mandato in campo dal primo minuto Luigi Scotto, sassarese di nascita due estati fa in procinto di trasferirsi proprio alla Torres ma poi acquistato dai Grigi. Taddei a supporto di Marconi e Scotto, sulle fasce Vitofrancesco e Mora, al centro Obodo e Mezavilla. In difesa Sosa-Sirri-Sabato, i soli tre di ruolo a disposizione. Oltre a Taddei, ormai una costante fissa in positivo, nella trasferta in Sardegna ha bene impressionato Mezavilla, che ha giocato con grande sostanza e senza sbavature.

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La cronaca delle reti

Al 12′ Alessandria in vantaggio: Obodo apre sulla destra per Taddei, il quale a pochi passi dall’area di rigore incrocia di destro sul palo … Leggi >

Scoprì il calciatore Rivera e allenò Barazzutti

Enrico_Reposi,_Giuseppe_Cornara,_un_amico

Giuseppe Cornara, classe 1908, nato a Gamalero, è stato un calciatore e tennista italiano. Era un attaccante dai piedi buoni, particolarmente forte di testa.
Esordì come calciatore nell’Alessandria, prima di giocare per due anni nel Taranto, durante il servizio di leva. Vanta 60 presenze e 18 reti in serie A con i Grigi, con il Casale e la Sampierdarenese, prima di chiudere la carriera, in B alla Pro Vercelli.

RiveraÈ ricordato principalmente per essere un calciatore, fu anche un esperto tennista.
Infatti dopo il ritiro, negli anni della maturità divenne talent-scout: fondò nel 1957 il Centro addestramento giovani calciatori dell’Alessandria, tra le prime scuola calcio italiane. Fu infatti lui a seguire la crescita di Gianni Rivera nelle giovanili del club piemontese. Nel 1958 gli fu conferito il premio Seminatore d’Oro per il suo lavoro con i giovani.

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Allenò anche i tennisti Corrado Barazzutti e Roberto Lombardi.
Se n’è andato nel 1996, a 87 anni.

Mario BocchioLeggi >

Addio a Pietruzzi, combattente d’altri tempi

Pietruzzi contro NapoliLa grinta di Pietruzzi durante la memorabile sfida Alessandria-Napoli 5-0.

 

L’ultima bandiera di quelle che furono le Grandi Alessandrie se n’è andata per sempre. Addio, Mario Pietruzzi!
Non tutte le battaglie possono essere vinte: l’importante però, è combatterle. Il “Cavalluccio” lo sapeva bene e ha deciso di lottare senza arrendersi, fino alla fine, alla veneranda età di 96 anni, almeno gli ultimi cinque a lottare ad armi impari contro un nemico che sai già in partenza detenere una percentuale elevatissima, quasi totale, di vittoria: il declino fisico. Puoi solo fregarlo, ingannarlo, ritardare la sua avanzata. Puoi solo scegliere di vivere fino all’ultimo nel senso letterale della parola, e non di limitarti a “sopravvivere”. Poi però, quando quelle gambe che hanno percorso in lungo e in largo quasi tutti gli stadi d’Italia e quei muscoli che hanno saputo sfangare quel Moccagatta diventato famoso per il pantano, non funzionano più, è veramente giunta la fine.

Pietruzzi 1Pietruzzi prima di un incontro a Torino contro la Juventus.

Il calcio è stato la vita di Pietruzzi. Il più bel gol realizzato? Non ci sono dubbi, quello alla Juventus, che lasciò di stucco Sentimenti IV, 23 febbraio 1947. Il capolavoro di un’intera carriera? Battere il Grande Torino di Valentino Mazzola per 2-0. Emozioni e brividi che ti rimangono per sempre dentro.
I ricordi. Sono proprio i ricordi di un’intera militanza dedicata ai Grigi ad aver dato a Pietruzzi la forza di andare avanti, perché lui in fondo ha vissuto il … Leggi >