Archivio mensile:ottobre 2014

Colusso è stato il primo calciatore professionista australiano in Europa continentale

Ballacci-e-Colusso-ad-AlessandriaRenato Colusso e Dino Ballacci.

 

La sfida tra Alessandria e Arezzo ci riporta alla mente tre personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia dell’Orso Grigio.
Squilla il telefono. Ci risponde, è Renato Colusso. “Che bello, ad Alessandria vi ricordate ancora di me”. E come potrebbe essere diversamente. Poi aggiunge un’inedita nota di colore: “Ma sapete quante multe ho preso nella vostra città per il mio modo indisciplinato di posteggiare l’automobile? Io non mi facevo alcun problema e la sistemavo dove mi capitava, infischiandomene di eventuali divieti, intanto ci pensavano poi i dirigenti dell’Alessandria a pagare le somme dovute”. A Rene (così è sempre stato conosciuto) non si è mai potuto dire di no, vista la sua classe.Foto-151
Ad Alessandria giunse un vero e proprio fuoriclasse che oggi sarebbe sicuramente protagonista in serie A o nella Premier League inglese.
Agli inizi degli anni Ottanta, quando Colusso venne in riva al Tanaro, venne scritto che anche i Grigi avevano il loro straniero, perché lui era nato in Australia, nel 1956 a Sydney e aveva addirittura giocato con la Nazionale maggiore, nel 1975 contro la Cina.
L’uomo del mistero del calcio australiano sembra ancora abbastanza in forma per giocare, e parla abbastanza intelligentemente come se fosse un allenatore. Però Rene Colusso sta facendo nessuna delle due professioni, preferendo andare in bicicletta in giro per le colline vicino a casa sua, ad Arezzo, e quando sente la necessità di andare a vedere … Leggi >

Coppa Italia, goleada grigia

Alessandria-Pavia

Riccardo Taddei e la sua immensa classe gelano il Pavia già al 6’, al 16’ Falconieri batte una punizione “Pirlo (dei giorni migliori)-style” e riapre la partita, un minuto dopo ancora Taddei. E per il Pavia la gara secca della seconda fase di Coppa Italia finisce qui. Dal 18’ in poi è solo Alessandria: passano Sirri, Scotto (con una cannonata mostruosa da centrocampo, autentico gol da classiche serate di coppe europee) e Valentini. Finisce 5-1 e per la compagine di Mister D’Angelo se ne riparla domenica in campionato con l’Arezzo, sempre al “Moccagatta”.

Alessandria-Pavia Coppa Italia_29_10_2014 (9)

I Grigi, reduci dalla figuraccia di sabato contro l’Albinoleffe, hanno affrontato una formazione, quella del Pavia, messa in campo da Maspero con una formula sperimentale, ben diversa da quella che in campionato era riuscita prima a rimontare e poi anche a mettere alla corde l’Orso. Tanta buona volontà non è servita: la coppia dei centrali decisamente insufficiente, il solo Falconieri in avanti ha cercato di fare del movimento per dimostrare di meritare un posto da titolare anche in campionato.
Questo Pavia non ha perciò certo rappresentato un valido banco di prova, pertanto gli eventuali progressi sotto il profilo del gioco della formazione grigia saranno da valutare in altre circostanze.

Alessandria-Pavia Coppa Italia_29_10_2014 (5)

Tuttavia ci è piaciuto l’impegno e l’approccio psicologico dei giocatori. Un plauso del tutto particolare per Scotto autore di una rete da antologia con una perfetta conclusione, come detto addirittura da centrocampo. Interessante il giovane GentileLeggi >

Avanti Savoia!: Mario Pietruzzi e gli altri due talenti cresciuti a Litta Parodi

Foto 6Quintetto d’attacco grigio del 1946 -’47: Armano, Pietruzzi, Lushta, Coscia e Rosso. L’autore è Cesare Bruno.

Litta Parodi è fatta di laboriosi agricoltori, di imprenditori, di onesti operai, di negozianti e di commercianti, a volte più scaltri degli altri ed intorno ai quali si è creato il mito dei “mandrogni” in tutto il territorio nazionale ed anche al di là dei confini italiani. Tanto che la vulgata popolare dice che quando Cristoforo Colombo toccò la terra del Nuovo Mondo, l’America, ad accoglierlo non c’erano gli spaventati e sorpresi indigeni, ma niente poco di meno che i mandrogni già intenti a fare affari. Qui, soprattutto attorno al club Savoia, nacque una vera e propria scuola calcistica. Il personaggio che salta subito in mente è Mario Pietruzzi, che lo scorso mese di giugno ha compiuto ben 96 anni.

Foto 4Pietruzzi con Fattori capitano dell’Inter. Siamo nel 1951-’52.

 
“Cavalluccio”,così era soprannominato, avrebbe potuto approdare ad altri clubs di maggior lignaggio, ma la sua scelta di vita è stata quella di rimanere fedele al vecchio Orso Grigio.
Pietruzzi è cresciuto nel Savoia e poi nelle giovanili del Crema a metà anni Trenta, esordì da professionista con la maglia dell’Alessandria nella stagione 1938-‘39, in serie B. Con i Grigi visse tutta la sua carriera da calciatore, ottenendo la promozione in A al termine del campionato 1945-‘46 e seguendo la squadra anche dopo la prima caduta in C, nel 1949-‘50. Disputò le ultime gare nella stagione del ritorno tra i cadetti (1952-‘53); … Leggi >

Il presidente Di Masi duro con l’allenatore e i giocatori: “Tutti in discussione”

Albinoleffe-Alessandria  (8)

Una delle più deludenti partite dell’Alessandria (con il look giallo) negli ultimi due anni. È questo il commento sintetico dopo la netta (e meritata) sconfitta di Bergamo contro l’Albinoleffe per 2-0. Quella andata in onda allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” è stata la recita dell’ uno-due di Momentè, che ha steso una squadra tatticamente mandata in campo in maniera del tutto sbagliata. Tanto che il presidente Luca Di Masi a fine gara è stato sin troppo esplicito con l’allenatore e i giocatori: “Tutti in discussione. Se avessimo messo in molte trasferte la grinta evidenziata con Novara e Pavia, adesso avremmo 5-6 punti in più”.

Albinoleffe-Alessandria  (9)

Al 51’ l’attaccante bergamasco è riuscito a concludere positivamente una sgroppata di trenta metri palla al piede (colpevole non solo direttamente Terigi, ma l’intera linea difensiva) e, due minuti dopo, lo stesso Momentè ha trafitto nuovamente Nordi con un sinistro teleguidato dal limite.
I Grigi, nonostante le sostituzioni operate da Mister D’Angelo, non sono stati in grado di reagire. Per l’Albinoleffe si è trattata della seconda, meritata, vittoria in campionato, mentre l’Alessandria ha interrotto una serie positiva che durava dalla seconda giornata, fatta comunque di troppi pareggi, che a ben guardare non portano lontano. L’Alessandria è dunque riuscita nella non facile impresa di far segnare all’Albinoleffe due reti. Quante i seriani ne avevano realizzate nelle precedenti nove gare di campionato.

Albinoleffe-Alessandria  (7)

Gi stessi hanno poi avuto altre due nitide occasioni realizzative. Dopo un inizio accettabile … Leggi >

Calciomercato d’epoca. Da sempre, per le “stelle”,… quotazioni alle stelle!

calcio3“Balòn” Baloncieri.

Un mercato particolare è certamente quello del calcio, e poiché lo sport principe ha sempre infiammato il cuore dei tifosi, è ovvio come il passaggio di un campione da una squadra all’altra polarizzi in modo enfatico l’attenzione. Tale attività di compravendita di “pedatori” ha avuto un crescendo rossiniano nel tempo, così come si è evoluto questo sport da semplice gioco – anche se esercitato da professionisti – a coagulo di interessi dai molteplici zeri.
Oggi, forse, stupiscono le enormi quotazioni, ieri di più la cessione di un personaggio, magari la “bandiera” della squadra. Anche l’Alessandria U.S., che ha goduto, come ben sappiamo, di antichi fasti, è stata protagonista, talvolta, di exploit di mercato.
Ma prima di addentrarci nella descrizione di quelle che furono le tre pietre miliari delle cessioni, non solo per il mondo grigio ma per tutto il football nazionale, vogliamo ricordare la stranezza del primo acquisto mandrogno, da cui scaturì la prima formazione. Il geom. Amilcare Savojardo (poi valente trainer e dirigente) fu acquistato dalla Vigor di Torino dietro la “corresponsione” di un posto di lavoro presso l’allora mitica Borsalino.
Per ritornare all’argomento, ricordiamo l’Alessandria U.S. comunque sempre protagonista: la vendita del campione Baloncieri (Balòn) ad uno dei mitici rivali, cioè il Torino (1925). Essa rappresenta la seconda eclatante operazione di mercato (la prima fu quella di Rosetta dalla Pro-Vercelli alla Juventus) che sancì il passaggio di un giocatore da una società di provincia ad un grande club. Cominciarono da … Leggi >