{"id":337,"date":"2014-09-09T13:15:02","date_gmt":"2014-09-09T13:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/?p=337"},"modified":"2015-08-02T14:07:06","modified_gmt":"2015-08-02T14:07:06","slug":"parli-di-alessandria-e-novara-e-non-puoi-non-ricordare-il-quadrilatero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/parli-di-alessandria-e-novara-e-non-puoi-non-ricordare-il-quadrilatero\/","title":{"rendered":"Parli di Alessandria e Novara e non puoi non ricordare il quadrilatero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-339\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-1.jpg\" alt=\"Foto 1\" width=\"794\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-1.jpg 794w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-1-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-1-624x326.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per parlare del significato della sfida tra <strong>Alessandria<\/strong> e <strong>Novara<\/strong>, non si pu\u00f2 non ricordare lo storico <strong>quadrilatero piemontes<\/strong>e.<br \/>\nDopo l\u2019epopea del <strong>Genoa<\/strong> e la scuola britannica di <strong>Spensley<\/strong>, esso fu la migliore espressione del calcio dell\u2019inizio secolo XX. Per molti giovani del Piemonte orientale la memoria scolastica del quadrilatero del calcio avrebbe oscurato quello storico, il famoso sistema difensivo austriaco delle fortezze di Peschiera del Garda, Mantova, Legnago e Verona i cui vertici erano compresi tra Mincio, Po e Adige, fortino dal 1815 al 1866 che fece argine inespugnabile alle azioni degli eroi risorgimentali garantendo i rifornimenti nel lombardo-veneto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara1-001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-340\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara1-001.jpg\" alt=\"Novara1 001\" width=\"2704\" height=\"1472\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara1-001.jpg 2704w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara1-001-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara1-001-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara1-001-624x339.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 2704px) 100vw, 2704px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Unendo i quattro poli tra <strong>Alessandria<\/strong>, <strong>Casale<\/strong>, <strong>Novara<\/strong> e <strong>Pro Vercelli<\/strong> fu formato, dai cantori del calcio dei pionieri, il secondo quadrilatero che, pur storicamente meno nobile di quello austro-ungarico, fu altrettanto leggendario e difficile da espugnare per gli avversari sportivi. Non a caso il giornalista e disegnatore <strong>Carlo Bergoglio<\/strong> (il famoso <strong>Carlin<\/strong>) alla fine degli anni Venti diede forma come simboli delle squadre, come accadeva in quel tempo, di metafore zoomorfiche; con l\u2019eccezione del Novara, attribu\u00ec ai vercellesi l\u2019appellativo di <strong>Leoni<\/strong>, l\u2019 <strong>Orso grigio<\/strong> il simbolo dell\u2019Alessandria e il ringhioso <strong>Cinghiale<\/strong> l\u2019emblema del Casale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-341\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-2.jpg\" alt=\"Foto 2\" width=\"864\" height=\"613\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-2.jpg 864w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-2-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-2-624x442.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 864px) 100vw, 864px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ancora oggi le storie delle quattro squadre piemontesi sono una miniera di eventi, personaggi e aneddoti che meritano di essere raccontati. Cercare di ripercorrere per sommi capi, con molte lacune ma tanta passione un\u2019epopea come quella del quadrilatero non \u00e8 stato difficile. Sono storie vere, non favole o leggende, realizzate attraverso l\u2019impegno di giovani calciatori.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-342\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara31.jpg\" alt=\"Novara3(1)\" width=\"1248\" height=\"1696\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara31.jpg 1248w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara31-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara31-753x1024.jpg 753w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Novara31-624x848.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1248px) 100vw, 1248px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Corsa, sudore, palloni di cuoio legati con lo spago, terreni impolverati, pubblico a bordo campo, trasferte in bicicletta, formano la miscela \u201cmagica\u201d che ha contribuito all\u2019<strong>epopea della provincia<\/strong> che fino all\u2019avvento definitivo dei grandi club metropolitani, ha potuto vincere e divertire.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-343\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-3.jpg\" alt=\"Foto 3\" width=\"858\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-3.jpg 858w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-3-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-3-624x380.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 858px) 100vw, 858px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il movimento calcistico del Piemonte orientale fu \u201cfucina\u201d di campioni del calcio nazionale tra i quali, <strong>Milano<\/strong>, <strong>Ara<\/strong>, <strong>Ardissone<\/strong>, <strong>Rosetta<\/strong>, <strong>Piola<\/strong>, <strong>Caligaris<\/strong>, <strong>Barbesino<\/strong>, <strong>Monzeglio<\/strong>, <strong>Baloncieri<\/strong>, <strong>Banchero<\/strong>,<strong> Ferrari<\/strong>, <strong>Rava<\/strong>, <strong>Bertolini<\/strong>, <strong>Meneghetti<\/strong>, <strong>Reynaudi<\/strong>. In particolare le sfide incrociate tra le quattro rivali restano un momento di grande rivalit\u00e0 sportiva e popolare ancora oggi molto sentito. Il derby alessandrino tra <strong>Grigi<\/strong> e <strong>Nerostellat<\/strong>i \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 acceso ancora oggi e la sfida tra <strong>Pro Vercelli<\/strong> e <strong>Novara<\/strong>, classica, \u00e8 ritornata, dopo decenni, nel campionato di serie B 2012-\u201813. Un evento per le due citt\u00e0. Solo coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno in quelle realt\u00e0, dentro una storia familiare e collettiva, possono comprendere quali emozioni possano suscitare l\u2019ingresso in campo dei colori delle rispettive squadre, le vittorie e le sconfitte dei propri ragazzi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-345\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-4.jpg\" alt=\"Foto 4\" width=\"488\" height=\"690\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-4.jpg 488w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-4-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Gianni Brera<\/strong>, maestro di giornalismo, descrisse le radici storiche delle sfide del quadrilatero: <em>\u201cVercelli e Casale fanno parte del cosiddetto quadrilatero pedatorio piemontese, che comprende anche Novara ed Alessandria. La regione \u00e8 di ethos composito\u2026 Per quando si riferisce al nerbo e alla bellezza (in senso morfologico) siamo al miglior livello italiano, ma non stupisce che il calcio tecnicamente pi\u00f9 valido si giochi ad Alessandria, dove l\u2019ibridazione etnica \u00e8 pi\u00f9 recente, e anche a occhio nudo \u00e8 possibile rilevare una maggior aitanza della gente comune. Per essere composito, l\u2019etnos del quadrilatero giustifica avversioni municipali che la dicono lunga sul carattere di questi padani. Il calcio offre magnifici pretesti a faide collettive e ricorrenti. Scendere sul campo di questa o di quella citt\u00e0 significa essere pronti a qualsiasi conseguenza, non escluso il ricovero in ospedale\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-346\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-5.jpg\" alt=\"Foto 5\" width=\"882\" height=\"665\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-5.jpg 882w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-5-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-5-624x470.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 882px) 100vw, 882px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le quattro squadre si sono trovate nella medesima competizione solamente in tre occasioni (1945-\u201846, 1977-\u201878, 1986-\u201887), per\u00f2 innumerevoli sono le stagioni in cui si incontravano almeno in tre.<br \/>\nNel torneo misto B-C Alta Italia 1945-\u201946, che vide il ritorno in A dei Grigi, l\u2019Alessandria pareggi\u00f2 0-0 a Novara e vinse 2-0 in casa, con reti di <strong>Frugali<\/strong> e <strong>Rampini<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-347\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-6.jpg\" alt=\"Foto 6\" width=\"928\" height=\"1312\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-6.jpg 928w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-6-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-6-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-6-624x882.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 928px) 100vw, 928px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il campionato di serie C 1977-\u201978 fu particolarmente travagliato per l\u2019Alessandria del presidente <strong>Bruno Cavallo<\/strong>. Dopo la sconfitta per 1-0 a Novara (gol di <strong>Zanotti<\/strong>) venne esonerato l\u2019allenatore <strong>Mario Trebbi<\/strong>, sostituito da <strong>Romano Matt\u00e8<\/strong>. Gli <strong>Azzurri novaresi<\/strong> vinsero anche al ritorno al <strong>Moccagatta<\/strong> per 4-2 grazie alle doppiette di <strong>Piccinetti<\/strong> e <strong>Vriz<\/strong>, mentre per i Grigi realizz\u00f2 due gol <strong>Alessandro Ferraris<\/strong>. L\u2019Orso riusc\u00ec a strappare all\u2019ultima giornata, sul campo della capolista Udinese, il punto decisivo per la permanenza in terza serie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-348\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-7.jpg\" alt=\"Foto 7\" width=\"944\" height=\"1648\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-7.jpg 944w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-7-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-7-586x1024.jpg 586w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-7-624x1089.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 1986-\u201887 l\u2019Alessandria disput\u00f2 il sesto campionato di serie C2 della sua storia. La societ\u00e0 visse la stagione pi\u00f9 travagliata della sua storia, fino a quel momento: s\u2019iscrisse al campionato in ritardo con una rosa poco competitiva e non stipendiata e solo a gennaio inoltrato, dopo mesi di trattative, fu ceduta da <strong>Domenico Bertoneri<\/strong> a una cordata capitanata da <strong>Gino Amisano<\/strong>.<br \/>\nIl 18 ottobre in casa, con il rigore di <strong>Mocellin<\/strong> e la rete di <strong>Torti<\/strong> all\u201983\u2019 i Grigi batterono 2-0 il Novara. Stesso risultato, ma questa volta successo novarese, al ritorno il 15 febbraio: doppietta di <strong>Balacich<\/strong>, con un centro realizzato dagli undici metri.<br \/>\nNella lunga storia di questo scontro diretto, non possiamo per\u00f2 non ricordare il successo alessandrino a Novara il 18 novembre 1923 per 2-1: doppietta di <strong>Baloncieri<\/strong> e gol di <strong>Marucco<\/strong>.<br \/>\nSempre con una rete del mitico <strong>\u201cBalon\u201d<\/strong>, l\u2019Orso riusc\u00ec ad imporsi per 1-0 anche nel match casalingo dell\u20198 marzo 1925.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-349\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-8.jpg\" alt=\"Foto 8\" width=\"960\" height=\"1312\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-8.jpg 960w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-8-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-8-749x1024.jpg 749w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Foto-8-624x852.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il 27 settembre 1936 le cronache ci riservano il netto successo novarese in riva al Tanaro per 3-1. Nell\u2019ordine: l\u2019alessandrino <strong>Robotti<\/strong> su rigore al 46\u2019, poi <strong>Romano<\/strong> al 51\u2019, <strong>Bellini<\/strong> al 59\u2019 e ancora <strong>Romano<\/strong> all\u201989\u2019.<br \/>\nInfine, possiamo considerare storico, oltre che pirotecnico, il successo alessandrino a Novara il 31 gennaio 1937: 4-3. Doppietta di <strong>Robotti<\/strong>, <strong>Massiglia<\/strong> e <strong>Vecchi<\/strong> per i mandrogni, due reti di <strong>Rizzotti<\/strong> e <strong>Torri<\/strong> per gli Azzurri.<br \/>\nNel 1927, dopo un deludente campionato, la salvezza dalla retrocessione in Prima divisione per i Grigi arriv\u00f2 solamente dopo una serie di spareggi vinta contro <strong>Pisa<\/strong>, <strong>Legnano<\/strong> e appunto <strong>Novara<\/strong>. Per l\u2019Alessandria arriv\u00f2 per\u00f2 il primo trofeo, vinto con in campo i futuri campioni del mondo <strong>Giovanni Ferrari<\/strong> e <strong>Luigi Bertolini<\/strong> e con <strong>Carlo Carcano<\/strong> in panchina: la <strong>Coppa Coni<\/strong>, una sorta di Coppa Italia ante litteram, conquistata dopo una doppia finale contro i cugini del <strong>Casale<\/strong> (1-1 a Casale Monferrato e 2-1 ad Alessandria).<br \/>\nL\u2019ultima sfida, in ordine di tempo, \u00e8 quella dell\u20198 febbraio 2010 in notturna, una serata fredda, con la neve ammucchiata ai bordi del campo. Prima dell\u2019inizio della partita venne inaugurata ufficialmente la nuova <strong>curva Nord<\/strong> dello stadio Moccagatta. Vinse il Novara per 3-1. Era la squadra lanciata dalla C2 alla serie A in un\u2019unica volata.<br \/>\nGuardando invece alle singole storie dei giocatori, spicca quella di <strong>Pietro Rava<\/strong> di Cassine, uno degli unici quattro calciatori italiani, insieme ad <strong>Alfredo Foni<\/strong>, <strong>Sergio Bertoni<\/strong> e U<strong>go Locatelli<\/strong>, ad aver vinto sia la <strong>Coppa del Mondo<\/strong> che la medaglia d\u2019oro ai <strong>Giochi olimpici<\/strong>.<br \/>\nCrebbe nella <strong>Juventus<\/strong>, e in maglia bianconera pass\u00f2 gran parte della sua carriera. Esord\u00ec in A il 3 novembre 1935, nella partita del campionato 1935-\u201836 tra la <strong>Fiorentina<\/strong> ed i bianconeri, terminata 1-1. Al termine della stagione fu chiamato da <strong>Vittorio Pozzo<\/strong> a partecipare ai Giochi olimpici di <strong>Berlino<\/strong>, dove debutt\u00f2 in Nazionale il 3 agosto 1936 contro gli <strong>Stati Uniti<\/strong> (venne anche espulso, ma non squalificato per le gare successive) per poi disputare tutte le altre tre partite del torneo, compresa la vittoriosa finale del 15 agosto all\u2019<strong>Olympiastadion<\/strong> per 2-1 contro l\u2019<strong>Austria<\/strong>. Nel 1937 esord\u00ec nella Nazionale maggiore. Fu titolare nella squadra che vinse i Mondiali del 1938. In maglia azzurra disput\u00f2 30 partite (due da capitano) tra il 1936 e il 1946, perdendone una soltanto, nel 1939, contro la <strong>Svizzera<\/strong>. Dopo la Seconda guerra mondiale, disput\u00f2 nell\u2019 <strong>Alessandria<\/strong> il campionato 1946-\u201847, ottenendo anche una nuova convocazione in Nazionale a Milano, il 1 dicembre 1946, (successo per 3-2 sull\u2019Austria) per poi ritornare alla Juventus nel 1947. A 34 anni vinse il suo primo ed unico scudetto, nella stagione 1949-\u201850: in quell\u2019anno collezion\u00f2 6 presenze. Con i bianconeri arriv\u00f2 a disputare 321 gare; chiuse la carriera con la maglia del <strong>Novara<\/strong>, nel 1951.<br \/>\n<em>\u201cIl presidente <strong>Gino Amisano<\/strong> mi fece ritornare ad Alessandria ma poi un uomo troppo pieno di s\u00e9 come <strong>Renzo Melani<\/strong> mi mand\u00f2 via, al <strong>Novara<\/strong>, proprio alla vigilia della promozione in C1 al termine del campionato 1988-\u201889. E io rimasi molto male e molto deluso\u201d<\/em>, l\u2019ammissione \u00e8 di <strong>\u201cCicciogol\u201d Marescalco<\/strong>, ancora oggi idolo indiscusso di pi\u00f9 di una generazione di tifosi grigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Mario Bocchio<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per parlare del significato della sfida tra Alessandria e Novara, non si pu\u00f2 non ricordare lo storico quadrilatero piemontese. Dopo l\u2019epopea del Genoa e la scuola britannica di Spensley, esso fu la migliore espressione del calcio dell\u2019inizio secolo XX. 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