{"id":278,"date":"2014-08-29T08:47:43","date_gmt":"2014-08-29T08:47:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/?p=278"},"modified":"2015-08-02T14:08:10","modified_gmt":"2015-08-02T14:08:10","slug":"con-il-mantova-lultima-volta-ha-trionfato-il-miedo-escenico-del-moccagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/con-il-mantova-lultima-volta-ha-trionfato-il-miedo-escenico-del-moccagatta\/","title":{"rendered":"Con il Mantova l\u2019ultima volta ha trionfato il \u201cmiedo escenico\u201d del Moccagatta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-280\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova2.jpg\" alt=\"Mantova2\" width=\"1216\" height=\"1344\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova2.jpg 1216w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova2-271x300.jpg 271w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova2-926x1024.jpg 926w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova2-624x689.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1216px) 100vw, 1216px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Successo in rimonta per l\u2019<strong>Alessandria<\/strong> lo scorso mese di marzo. Lo stadio \u201cMoccagatta\u201d sa sempre creare quei profondi stimoli capaci di trasformare i giocatori in maglia grigia.<br \/>\nQuello che il grande <strong>Gianni Brera<\/strong> defin\u00ec il <strong>\u201cBernabeu dei poveri\u201d<\/strong>, ha fatto il miracolo. Giunge il tempo del <strong>\u201cmiedo escenico\u201d<\/strong>, letteralmente paura del palcoscenico. Proprio come accadeva nelle storiche rimonte del <strong>Real Madrid<\/strong> di <strong>Butrague\u00f1o &amp; C.<\/strong>. Proprio come \u00e8 successo alla luce dei riflettori al <strong>Mantova<\/strong>, sotto la furia dei <strong>Grigi<\/strong> nel secondo tempo furiosi e tremendi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-91.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-281\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-91.jpg\" alt=\"Foto 9\" width=\"800\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-91.jpg 800w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-91-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-91-624x397.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non solo <strong>Michele Valentini<\/strong> e <strong>Luigi Scott<\/strong>o, gli autori dei due goal, ma l\u2019intera squadra \u00e8 stata protagonista di quello che ormai era diventato il \u201cquarto d\u2019ora grigio\u201d, senza offendere <strong>Valentino Mazzola<\/strong> e il <strong>Grande Torino<\/strong>. Perch\u00e9 solo le grandi squadre, quelle con una storia vera, sono capaci di imprese che fanno sognare e commuovere. Allora vai via dallo stadio con il nodo in gola e l\u2019euforia per il domani.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-282 alignright\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-1.png\" alt=\"Foto 1\" width=\"273\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-1.png 273w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-1-193x300.png 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a><em>\u201cUna partita e un risultato fantastico. E\u2019 stato tutto perfetto stasera\u201d<\/em>, era stato commento del presidente <strong>Luca Di Masi<\/strong>. Giusto. Proprio una notte perfetta. A<strong>lessandria-Mantova 2-1<\/strong>.<br \/>\nNella massima divisione Alessandria e Mantova si sono incontrare solamente quattro volte: due sono i successi dei Grigi, uno dei virgiliani e un pari.<br \/>\nMa sono i singoli tabellini, per via dei risultati, a meritare attenzione. Il primo match, quello del 5 ottobre 1924 al <strong>Campo Mussolini<\/strong> di Mantova, si concluse 1-1: <strong>Agostinelli<\/strong> per i lombardi e <strong>Baloncieri<\/strong> per l\u2019Alessandria.<br \/>\nIl 1 febbraio 1925 invece, al <strong>Campo degli Orti<\/strong>, il <strong>\u201cPollaio\u201d<\/strong>, l\u2019Orso si impose per ben 6-1: doppiette di <strong>\u201cBalon\u201d<\/strong> Baloncieri e \u201c<strong>Ciaplen\u201d Cattaneo<\/strong> e centri di <strong>Gariglio<\/strong> e <strong>Ferrari<\/strong>. Ancora Agostinelli per i mantovani.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-283 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.png\" alt=\"Foto 2\" width=\"232\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.png 232w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2-214x300.png 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><br \/>\nIl Mantova si rifece il 25 ottobre 1925 in casa: 7-1. Doppietta del solito Agostinelli, goal di <strong>Prosperi II<\/strong> (Ildebrando) e addirittura quaterna del mediano <strong>Arnaldo Prosperi<\/strong>, noto anche come Prosperi III in quanto fratello di <strong>Dante Prosperi<\/strong> e Ildebrando Prosperi, anch\u2019essi calciatori. Per la compagine piemontese la rete della bandiera fu realizzata da <strong>Tritz<\/strong>.<br \/>\nMa i Grigi si rifecero con i dovuti interessi il 28 marzo 1926, sempre agli Orti, imponendosi per ben 9-0! <strong>Marchina<\/strong>, <strong>Avalle<\/strong>, Cattaneo, <strong>Banchero<\/strong> su rigore e cinquina di L\u0151rinc Tritz, attaccante di nazionalit\u00e0 ungherese.<br \/>\nLibero Marchina, alessandrino classe 1907, prevalentemente utilizzato nel ruolo di centrocampista interno, venne poi schierato come punta nel campionato di serie A 1931-&#8217;32 per una felice intuizione dell\u2019allenatore dei Grigi <strong>Karl St\u00fcrmer<\/strong>. In quella stagione segn\u00f2 21 reti in 30 gare, risultando terzo cannoniere del campionato dopo <strong>Angelo Schiavio<\/strong> e <strong>Pedro Petrone<\/strong>, alla pari con <strong>Giuseppe Meazza<\/strong>. In seguito un infortunio ne min\u00f2 la carriera; gioc\u00f2 a sprazzi nelle due stagioni successive e fu poi ceduto allo Spezia, in B, prima di chiudere nelle serie minori.<br \/>\nEdoardo Avalle, anche lui mandrogno, nato nel 1905, di ruolo centrocampista, era un giocatore eclettico schierato principalmente come mediano, ma fu spesso chiamato a ricoprire altri ruoli a centrocampo e in attacco. Esord\u00ec in campionato con la maglia dell\u2019Alessandria diciottenne nella stagione 1923-\u201824 e con i Grigi piemontesi visse la quasi totalit\u00e0 della sua carriera da calciatore. Con 270 gare ufficiali disputate \u00e8 ancora oggi il quarto calciatore pi\u00f9 presente in maglia grigia dopo <strong>Antonio Colombo<\/strong>, il compagno di squadra Renato Cattaneo e <strong>Mario Pietruzzi<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-284\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova1.jpg\" alt=\"Mantova1\" width=\"944\" height=\"1648\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova1.jpg 944w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova1-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova1-586x1024.jpg 586w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Mantova1-624x1089.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Bruno Nicol\u00e8<\/strong>, dopo i successi nella <strong>Juventus<\/strong> di <strong>Boniperti<\/strong>, <strong>Sivori<\/strong> e <strong>Charles<\/strong>, vest\u00ec le maglie di Mantova e <strong>Roma<\/strong>; nel 1964 con i giallorossi vinse la sua terza Coppa Italia, segnando il gol decisivo nella finale contro il Torino. Dopo una breve esperienza alla <strong>Sampdoria<\/strong> chiuse con l\u2019Alessandria, in B.<br \/>\nAlessandria e Mantova si sono poi incontrate tante volte in serie C, contribuendo a creare un\u2019accesa rivalit\u00e0 tra le due rispettive tifoserie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/image001.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-293\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/image001.png\" alt=\"image001\" width=\"1037\" height=\"641\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/image001.png 1037w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/image001-300x185.png 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/image001-1024x632.png 1024w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/image001-624x385.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1037px) 100vw, 1037px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A Mantova i Grigi colsero la certezza matematica della loro ultima promozione in B con quattro turni d\u2019anticipo, dopo il pareggio 1-1 allo <strong>stadio \u201cMartelli\u201d<\/strong>: autogol di <strong>Barbiero<\/strong> al 66\u2019 e pareggio di <strong>Dalle Vedove<\/strong> 5\u2019 dopo.<br \/>\nL\u2019intero ambiente non era per\u00f2 sereno e l\u2019allenatore <strong>Dino Ballacci<\/strong> venne esonerato addirittura prima della fine del campionato, tanto che proprio a Mantova and\u00f2 in tribuna perch\u00e9 i giocatori lo ritenevano ancora il loro allenatore. Poi stacc\u00f2 da Alessandria.<br \/>\nNel 1987-\u201888 l\u2019Alessandria ancora oggi a detta della critica, pratic\u00f2 un calcio splendido, ma aveva avversarie del calibro di <strong>Venezia<\/strong> e Mantova.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Grigi2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-287\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Grigi2.jpg\" alt=\"Grigi2\" width=\"944\" height=\"1648\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Grigi2.jpg 944w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Grigi2-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Grigi2-586x1024.jpg 586w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Grigi2-624x1089.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 1994 le attivit\u00e0 imprenditoriali del presidente <strong>Edoardo Vitale<\/strong> andarono in crisi e ne risentirono anche i giocatori in maglia grigia in maniera irreversibile: dopo i playout contro l\u2019<strong>Empoli<\/strong> l\u2019Alessandria retrocedette. Ritornato <strong>Gino Amisano<\/strong> al timone del club, i Grigi vennero ripescati in C1 perch\u00e9 proprio il Mantova diede forfait.<\/p>\n<p><strong>Il Piccolo Brasile<\/strong><\/p>\n<p>Non possiamo non spendere due parole anche su Mantova. Il campionato pi\u00f9 epico \u00e8 forse il 1958-\u201859, serie C, dove strapazza gli avversari guadagnandosi da un giornale di Lucca l\u2019appellativo di <strong>Piccolo Brasile<\/strong>. Finisce in modo ancora pi\u00f9 prosaico: la squadra approda in B dopo uno spareggio in campo neutro, a Genova, il 28 giugno 1959, contro il <strong>Siena<\/strong>, in dieci contro undici:1-0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-288 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-41.jpg\" alt=\"Foto 4\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/a>Dopo una stagione di assestamento in B, nel 1960-\u201861 il Mantova e <strong>Edmondo Fabbri<\/strong> compiono il capolavoro: secondo posto alle spalle del Venezia e prima, storica, promozione in A. Una citt\u00e0 ed una provincia intera sognano ad occhi aperti.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-289 alignright\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-51-150x150.jpg\" alt=\"Foto 5\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-51-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-51-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-51.jpg 330w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><br \/>\nA partire dal 1961-\u201862, in pieno boom economico, il Mantova disputa 12 campionati consecutivi tra serie A e serie B, 7 nella massima divisione e 5 tra i cadetti. In pratica, dalla favola del Piccolo Brasile \u00e8 nata una realt\u00e0 concreta e consolidata che getta una ventata di aria fresca nel mondo del calcio non soltanto nazionale. Prima sotto la presidenza di <strong>Giuseppe Nuvolari<\/strong>, succeduto ad A<strong>rnaldo Bellini<\/strong>, poi con <strong>Andrea Zenesini<\/strong>, la squadra biancorossa gioca ad armi pari con gli squadroni blasonati, togliendosi pure parecchie soddisfazioni. E soprattutto molti, partendo dal Mantova, spiccano il volo verso traguardi ulteriormente importanti: Fabbri, dopo una comoda salvezza alla prima stagione in serie A, passa direttamente alla panchina della Nazionale italiana, portandosi in azzurro il portiere <strong>William \u201cCarburo\u201d Negri<\/strong> (che vincer\u00e0 uno scudetto con la maglia del <strong>Bologna<\/strong>) e l\u2019oriundo <strong>Angelo Benedicto Sormani<\/strong>, il primo brasiliano della storia del Mantova.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-290 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-71-150x150.jpg\" alt=\"Foto 7\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Anche dietro la scrivania c\u2019\u00e8 chi fa strada: <strong>Italo Allodi<\/strong>, suzzarese, dopo aver fatto il secondo di Fabbri sceglie la carriera dirigenziale e passa nella <strong>grande Inter<\/strong> di <strong>Angelo Moratti<\/strong>. Il solco tracciato da Fabbri crea anche una specie di scuola allenatori, che dal campo passano alla guida tecnica con ottimi risultati: <strong>Giancarlo Cad\u00e8<\/strong> e <strong>Gustavo Giagnoni,<\/strong> gi\u00e0 protagonisti del Piccolo Brasile, riescono nell\u2019impresa di riportare il Mantova per due volte in serie A dopo altrettante retrocessioni. E\u2019 un Mantova che diverte e non fa sconti a nessuno: al debutto in serie A, nientemeno che a Torino contro la Juventus, il Mantova riesce ad imporre il pareggio alla formazione bianconera. Sul finire della stagione 1966-\u201867, i virgiliani fanno piangere l\u2019Inter battendola 1-0 e costringendola a lasciare sul terreno del \u201cMartelli\u201d uno scudetto che credeva di avere gi\u00e0 cucito sul petto a vantaggio della Juventus.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-291\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-6.jpg\" alt=\"Foto 6\" width=\"705\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-6.jpg 705w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-6-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-6-624x350.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 705px) 100vw, 705px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Anche il<strong> Santos<\/strong> di <strong>Pel\u00e8<\/strong> viene in amichevole a Mantova, ed i biancorossi sono invitati pure a tornei internazionali. Nell\u2019ultima, fugace apparizione in A, 1971-\u201972, i la squadra non riesce nell\u2019impresa di salvarsi ma espugna San Siro battendo il <strong>Milan<\/strong> di <strong>Rivera<\/strong>. L\u2019anno dopo sembra dover essere una stagione di intermezzo in B con il proposito di tornare subito tra le grandi: al contrario, sar\u00e0 l\u2019ultima in un campionato professionistico, con una retrocessione in C dalla quale il Mantova non sapr\u00e0 rialzarsi per oltre 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Mario Bocchio<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Successo in rimonta per l\u2019Alessandria lo scorso mese di marzo. Lo stadio \u201cMoccagatta\u201d sa sempre creare quei profondi stimoli capaci di trasformare i giocatori in maglia grigia. Quello che il grande Gianni Brera defin\u00ec il \u201cBernabeu dei poveri\u201d, ha fatto il miracolo. 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