{"id":2594,"date":"2021-10-04T05:31:00","date_gmt":"2021-10-04T05:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/?p=2594"},"modified":"2021-10-04T07:50:38","modified_gmt":"2021-10-04T07:50:38","slug":"quando-i-calzoncini-erano-piu-corti-e-cera-bellacomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/quando-i-calzoncini-erano-piu-corti-e-cera-bellacomo\/","title":{"rendered":"Quando i calzoncini erano pi\u00f9 corti e c&#8217;era Bellacomo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/stagione-1977-78.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2596\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/stagione-1977-78.jpeg\" alt=\"stagione 1977-78\" width=\"1280\" height=\"847\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/stagione-1977-78.jpeg 1280w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/stagione-1977-78-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/stagione-1977-78-1024x678.jpeg 1024w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/stagione-1977-78-624x413.jpeg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><em><strong>La &#8220;rosa&#8221; dell&#8217;Alessandria nella stagione 1977-&#8217;78.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Oggi vanno di moda: calzoni da gioco che raggiungono quasi il ginocchio e calzettoni tirati s\u00f9 quasi fossero delle vere e proprie autoreggenti. Risultato? Praticamente si fa fatica a vedere uno stralcio di pelle dei giocatori.<br \/>\nUn tempo, non troppo lontano, quando il calcio era ancora romantico e le maglie erano ancora di lana, i calzonicini da gioco erano corti e ti arrivavano al massimo sopra agli adduttori. Ecco allora che potevi trovarti giocatori dalla statura bassa che, in virt\u00f9 dei calzettoni non abbassati, ti sembrevano ancora pi\u00f9 piccoli. \u00c8 stato il caso di <strong>Gianfranco Bellacomo<\/strong>, classe 1957, ruolo centrocampista, che gioc\u00f2 nei <strong>Grigi<\/strong> nella stagione 1977-&#8217;78, collezionando tra canpionato e Coppa Italia 23 presenze.<br \/>\nNato a <strong>Lumezzane<\/strong>, calcisticamente era cresciuto nell&#8217;<strong>Asti<\/strong> in serie D, dove ritorn\u00f2 nel 1981 e vi rimase sino al 1986 per poi trafrerirsi nell&#8217;<strong>Albese<\/strong>.<br \/>\n<strong>Bellacomo<\/strong> indos\u00f2 anche le maglie dell&#8217;<strong>Omegna<\/strong>, del<strong> Pavia<\/strong> e del <strong>Chieri,<\/strong> dove chiuse la carriera.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/1724-bellacomo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2597 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/1724-bellacomo.jpg\" alt=\"1724-bellacomo\" width=\"113\" height=\"156\"><\/a><br \/>\nQuando la famiglia <strong>Sacco<\/strong> abbandon\u00f2 l&#8217;<strong>Alessandria<\/strong>, ebbe inizio la parentesi di <strong>Bruno Cavallo<\/strong>. L&#8217;industriale astigiano aveva conosciuto fasti importanti nell&#8217;ambito calcistico grazie alle sua abilit\u00e0 nell&#8217;individuare giovani calciatori sui quali puntare, facendoli giocare per poi venderli a prezzi interessanti godendo non poco delle plusvalenze. Quando qualche societ\u00e0 mostrava segni di difficolt\u00e0 economica arrivava lui: se ne impossessava con poche lire e cominciava la sua operativit\u00e0. Uno dei suoi grandi successi \u00e8 stato quello ottenuto con la <strong>Ma.Co.Bi Asti<\/strong> dove aveva scoperto e lanciato il talentuoso <strong>Giancarlo Antognoni<\/strong>, poi con il <strong>Taranto<\/strong>, il <strong>Teramo<\/strong> e il <strong>Mantova<\/strong>. <strong>Sacco<\/strong> gli regal\u00f2 in pratica i <strong>Grigi<\/strong> e cos\u00ec, uno per volta, ecco arrivare una processione incredibile di giovani sconosciuti: il portiere <strong>Lucetti<\/strong>, i terzini <strong>Contratto<\/strong> e <strong>Tonetto<\/strong>, l&#8217;ala <strong>Barozzi<\/strong>, la punta <strong>Baglini<\/strong> e tanti tanti altri, tra i quali proprio <strong>Bellacomo<\/strong>. Fu la stagione della scissione all&#8217;interno della C. La prima in classifica fu promossa in serie B, si attinse dalla seconda alla dodicesima squadra per formare la C1 mentre le ultime otto retrocessero in C2. I risultati iniziali furono deludenti. Le prestazioni insipide, la squadra faticava e cos\u00ec ben resto fu l&#8217;allenatore <strong>Trebbi<\/strong>, riconfermato in estate, a farne le spese. La tifoseria rimpianse Remo Sacco dopo averlo criticato in tutti i modi! <strong>Bruno Cavallo<\/strong> affid\u00f2 la sua &#8220;scolaresca&#8221; ad un professore di educazione fisica e buon affabulatore: <strong>Romano Matt\u00e8<\/strong> a cui chiese soltanto di mantenere in categoria una squadra che con soli 16 punti conquistati sino ad allora non pareva possederne le qualit\u00e0. Per fortuna sbocciarono giocatori importanti come <strong>Vagheggi<\/strong> e <strong>Contratto<\/strong> che contribuirono a conquistare sul filo di lana un posto nella nuova C1. Vanno citati anche alcuni giocatori di buon livello come <strong>Bongiorni<\/strong> e<strong> Piccotti<\/strong> che in futuro faranno bene.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/279-1977-78.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2599\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/279-1977-78.jpg\" alt=\"279-1977-78\" width=\"950\" height=\"645\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/279-1977-78.jpg 950w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/279-1977-78-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/279-1977-78-624x424.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/a><strong><em>Un undici grigio sempre nell&#8217;annata 1977-&#8217;78.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ma ritorniamo a <strong>Bellacomo<\/strong>. Lasciata l&#8217;<strong>Alessandria<\/strong>, gioc\u00f2 per due stagioni ad <strong>Omegna<\/strong> per poi approdare al <strong>Pavia<\/strong> nel campionato 1980-&#8217;81, un torneo indimenticabile per i colori grigi.<br \/>\nNell&#8217;estate tra il Tanaro e il Bormida si mosse qualcosa. Alcuni alessandrini riuscirono a compiere un mezzo miracolo. Senza molti quattrini, contando su credibilit\u00e0 e passione, tra vere o false cordate, riuscirono in quello che sulla carta pareva impossibile: rilevare da <strong>Cavallo<\/strong> la societ\u00e0. \u00c8 vero che <strong>Bruno Cavallo<\/strong> era ormai obbligato a lasciare, ma all&#8217;orizzonte non apparivano industriali potenti e vogliosi di rilevarne la posizione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Unione_Sportiva_Alessandria_Calcio_1978-1979.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2602\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Unione_Sportiva_Alessandria_Calcio_1978-1979.jpg\" alt=\"Unione_Sportiva_Alessandria_Calcio_1978-1979\" width=\"800\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Unione_Sportiva_Alessandria_Calcio_1978-1979.jpg 800w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Unione_Sportiva_Alessandria_Calcio_1978-1979-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Unione_Sportiva_Alessandria_Calcio_1978-1979-624x385.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><em><strong>L&#8217;Alessandria 1978-&#8217;79.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>E cos\u00ec un ristoratore, un panettiere, alcuni impiegati, un piccolo imprenditore riuscirono a coagularsi e ad impossessarsi dell&#8217;<strong>Alessandria Calcio<\/strong>. Le operazioni di mercato, a liste praticamente chiuse, vennero affidate ad <strong>Alfredo Quaglia<\/strong> che con pochissimi soldi e molta scaltrezza riusc\u00ec ad allestire una formazione di semisconosciuti affidati alla sapienza calcistica e alla personalit\u00e0 di <strong>Dino Ballacci<\/strong>, ancora in auge per quello che aveva fatto sette anni prima ad Alessandria. <strong>Carrarese<\/strong> e <strong>Rhodense<\/strong> imposero un&#8217;andatura sostenuta, ma i <strong>Grigi<\/strong> ne tennero incredibilmente il passo e con un girone di ritorno letteralmente strepitoso in cui non conobbero sconfitte e subiscono solo sette reti, conquistarono il primo posto a pari punti con la <strong>Rhodense<\/strong> e riassaporarono la gioia della C1. I tifosi ritornarono entusiasti al <strong>Moccagatta<\/strong> e vissero con la squadra alcuni momenti esaltanti come il pareggio di <strong>Carrara<\/strong> e la vittoria all&#8217;ultima giornata contro il <strong>Pavia<\/strong> che suggell\u00f2 la promozione. In quella gara, risolta all&#8217; 89&#8242; dal rigore di <strong>Primo Pasquali,<\/strong> sulla sponda pavese c&#8217;era proprio l&#8217;ex <strong>Bellacomo<\/strong>, cos\u00ec come all&#8217;andata, quando i<strong> Grigi<\/strong> vinsero ancora per 1-0 grazie a <strong>Colusso<\/strong>.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2601 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/index.jpg\" alt=\"index\" width=\"290\" height=\"174\"><\/a><\/p>\n<p><em><strong>I Grigi protagonisti della storica promozione al termine del campionato 1980-&#8217;81.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Le strade dell&#8217;<strong>Orso<\/strong> e del piccolo <strong>Bellacomo<\/strong> si incrociarono poi altre volte, quando il centrocampista bresciano difendeva i colori dell&#8217;<strong>Asti<\/strong>. Precisamente: 1982-&#8217;83 &#8211; C2 &#8211; <strong>Alessandria-Asti<\/strong> <strong>1-1<\/strong> (<strong>Marchese<\/strong> e <strong>Canzanese<\/strong>), <strong>Asti-Alessandria 0-0<\/strong>; 1985-&#8217;86 &#8211; ancora C2 \u2013 <strong>Asti<\/strong>-con doppio pareggio 0-0 tra <strong>Grigi<\/strong> e <strong>Galletti<\/strong>.<br \/>\nMa il <strong>Bellacomo<\/strong> in versione astigiana viene ricordato soprattutto per la stagione 1983-&#8217;84, clamorosamente amara per l&#8217;<strong>Alessandria<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/1915871_101776533174041_7139308_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-2603\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/1915871_101776533174041_7139308_n.jpg\" alt=\"1915871_101776533174041_7139308_n\" width=\"855\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/1915871_101776533174041_7139308_n.jpg 604w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/1915871_101776533174041_7139308_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><\/a><em><strong>L&#8217;Alessandria al completo per l&#8217;annata sportiva 1983-&#8217;84.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il gruppo di alessandrini che con tanta passione e con tanti sacrifici era riuscito a fa vivere dignitosamente il calcio locale, npass\u00f2 la mano. A rilevare le quote di maggioranza della societ\u00e0 furono i fratelli torinesi <strong>Giorgio e Gianmarco Calleri<\/strong>. Titolari della <strong>Mondialpol<\/strong>, societ\u00e0 di servizi di sicurezza dopo aver provato la stagione precedente con l&#8217;<strong>Ivrea<\/strong>, videro nell&#8217;<strong>Alessandria<\/strong> il giusto mezzo per provare a sfondare nel mondo del calcio Gli intendimenti furono da subito molto buoni ed ambiziosi. Arrivarono giocatori importanti come il portiere <strong>Carraro<\/strong>, il terzino <strong>Marangon<\/strong>, il centrocampista <strong>Salvadori<\/strong>, l&#8217;ex grigio <strong>Manueli,&nbsp;<\/strong> il libero <strong>Perego&nbsp;<\/strong>e giovani di belle speranze come <strong>Rastelli<\/strong> e <strong>Lorenzo<\/strong>. A questi si deve aggiungere la riconferma di <strong>Gregucci<\/strong>, <strong>Camolese<\/strong> e <strong>Scarrone<\/strong>. I risultati non arrivarono per\u00f2 subito e cos\u00ec, come spesso succede, a farne le spese fu l&#8217;allenatore <strong>Mirko Ferretti<\/strong> che &#8220;colpevole&#8221; di aver ottenuto due pareggi nelle prime due giornate venne esonerato. Sull&#8217;allontanamento del trainer ancora oggi i motivi sono poco chiari. Lo sostitu\u00ec un altro ex granata ed alessandrino di nascita: <strong>Natalino Fossati<\/strong>. Le cose non migliorarono di molto. Il <strong>Livorno<\/strong> di <strong>Renzo Melani<\/strong> e del portiere <strong>Grudina<\/strong> la fece da padrone, non perse una sola partita in campionato. I <strong>Grigi<\/strong> se la giocarono proprio con l&#8217;<strong>Asti<\/strong> di <strong>Bellacomo<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Asti_TSC.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2604\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Asti_TSC.jpg\" alt=\"Asti_TSC\" width=\"1280\" height=\"774\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Asti_TSC.jpg 1280w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Asti_TSC-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Asti_TSC-1024x619.jpg 1024w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Asti_TSC-624x377.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><em><strong>L&#8217;Asti nel campionato 1983-&#8217;84, promosso in C1.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L&#8217;improvviso fallimento del <strong>S. Elena Quartu<\/strong> diede il colpo di grazia alle speranze degli alessandrini. La Federazione escluse i sardi dal torneo cancellando tutti i risultati ottenuti sino a quel momento dalla formazione isolana. Tolse pertanto all&#8217;<strong>Alessandria<\/strong>, che aveva vinto, due punti cos\u00ec l&#8217;<strong>Asti<\/strong> la super\u00f2 in classifica. I <strong>Calleri<\/strong> provarono a tirar fuori il coniglio dal cilindro: congedarono <strong>Fossati<\/strong> e promossero quell&#8217;<strong>Antonio Colombo<\/strong> ormai ex-calciatore. Tredici punti nelle ultime otto partite non mutarono per\u00f2 la classifica. L&#8217;<strong>Alessandria<\/strong> giunge terza. Per la cronaca: <strong>Alessandria-Asti 1-1<\/strong> (<strong>Pillon<\/strong> e <strong>Cavagnetto<\/strong>) e <strong>Asti batte Alessandria 1-0<\/strong> (<strong>Venturini<\/strong> su rigore). <strong>Bellacomo<\/strong> ebbe cos\u00ec la sua rivincita nei confronti di chi al Moccagatta rideva per la sua statura giudicandolo un &#8220;mezzo giocatore&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Mario Bocchio<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La &#8220;rosa&#8221; dell&#8217;Alessandria nella stagione 1977-&#8217;78. Oggi vanno di moda: calzoni da gioco che raggiungono quasi il ginocchio e calzettoni tirati s\u00f9 quasi fossero delle vere e proprie autoreggenti. Risultato? Praticamente si fa fatica a vedere uno stralcio di pelle dei giocatori. 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