{"id":14659,"date":"2021-08-25T09:53:00","date_gmt":"2021-08-25T09:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/?p=14659"},"modified":"2021-08-25T11:40:59","modified_gmt":"2021-08-25T11:40:59","slug":"il-pisa-la-leggenda-anconetani-e-perfino-un-cane-come-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/il-pisa-la-leggenda-anconetani-e-perfino-un-cane-come-presidente\/","title":{"rendered":"La leggenda Anconetani, poi un cane come presidente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/72-anconetani-romeo-sale-campo-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-14662\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/72-anconetani-romeo-sale-campo-.jpg\" alt=\"\" width=\"826\" height=\"546\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/72-anconetani-romeo-sale-campo-.jpg 620w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/72-anconetani-romeo-sale-campo--300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Il presidente Romeo Anconetani<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Arena Garibald<\/strong>i, domenica, poco dopo l\u2019ora di pranzo. In attesa che inizi la partita, ovvero la parte meno interessante della giornata allo stadio, <strong>i tifosi del Pisa<\/strong> ingannano il tempo cantando in coro. Il lettore filologo perdoner\u00e0 se non riportiamo il testo della canzone; al di l\u00e0 del fatto che spesso i testi dei cori da stadio sono di valore letterario discutibile, ci\u00f2 che succede immediatamente dopo \u00e8 talmente sublime da obliterare qualunque altro particolare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14664\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82.jpg\" alt=\"\" width=\"1195\" height=\"605\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82.jpg 1195w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82-768x389.jpg 768w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82-1024x518.jpg 1024w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/filadelfia82-624x316.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1195px) 100vw, 1195px\" \/><\/a><em><strong>I tifosi del Pisa al &#8220;Comunale&#8221; di Torino nel 1982, nella trasferta dei nerazzurri contro i granata<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Capita infatti che il direttore del coro, <strong>un capo tifoso del Pisa noto come \u00abBavone\u00bb<\/strong>, ravvisi una qualche mancanza di impeto nell\u2019accompagnamento ritmico al canto, il quale (come in ogni composizione da stadio che si rispetti) \u00e8 dato da battiti di mani. Dopo aver ottenuto l\u2019attenzione dei coristi con un rutto pi\u00f9 sonoro del solito, <strong>il direttore invita i professori d\u2019orchestra a seguire la ritmica con una precisa indicazione tecnica (<\/strong><em>\u00abRagazzi, battete tutti le mano\u00bb<\/em>) seguita, come di prammatica, da una robusta invocazione alla Madonna, visto che d\u2019altronde \u00e8 domenica. Dal foyer, uno degli strumentisti di ripieno fa notare al direttore una vistosa imperfezione nell\u2019invito, dicendo a pieni decibel: <em>\u00abBavone, \u00e8 plurale\u00bb<\/em>. E Bavone, senza scomporsi, accetta l\u2019annotazione e la trasmette al resto degli esecutori: <em>\u00ab\u00c8 vero. Avanti ragazzi, battete tutti le mane, forza!\u00bb.<\/em> E gi\u00f9 moccoli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/gunther2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-14665\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/gunther2.png\" alt=\"\" width=\"825\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/gunther2.png 610w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/gunther2-300x128.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La voce stentorea da stadio \u2013 quella che riesce a sovrastare agilmente il rumore della partita, i borborigmi degli spettatori e il fischio dell\u2019arbitro \u2013 <strong>\u00e8 uno dei motivi principali per andare allo stadio a vedere il Pisa.<\/strong> Uno, ma non il solo: perch\u00e9 <strong>il Pisa Sporting Club<\/strong> di peculiarit\u00e0 che lo rendono un club unico al mondo ne ha avute parecchie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-e-Kieft.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-14666\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-e-Kieft.jpg\" alt=\"\" width=\"816\" height=\"688\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-e-Kieft.jpg 600w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-e-Kieft-300x253.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px\" \/><\/a><span class=\"st\"><strong><em>Klaus Berggreen e &#8220;Wim&#8221; Kieft <\/em><\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Spesso, ad esempio, in una curva ci sono parecchi animali, anche se sotto le mentite spoglie del bipede; ma <strong>un\u2019unica squadra di calcio in Europa ha avuto un autentico animale come presidente.<\/strong> Nel 2002, infatti, il Pisa Calcio vide la presentazione di Gunther IV, nuovo presidente nonch\u00e9 proprietario della societ\u00e0. Il nome del presidente gi\u00e0 suggerisce qualcosa: infatti, <strong>Gunther IV era un cane<\/strong>. Un bel cane, a essere sinceri. Un pastore tedesco che si diceva vivesse a Miami, nella ex villa di Madonna. Il feeling non durer\u00e0 troppo: gi\u00e0 nel 2003 il cane e il padrone, Maurizio Mian, vireranno i loro interessi e <strong>lasceranno il Pisa Calcio in pasto ad altri tipi di bestie<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Mannini-in-volo-plastico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-14667\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Mannini-in-volo-plastico.jpg\" alt=\"\" width=\"826\" height=\"618\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Mannini-in-volo-plastico.jpg 604w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Mannini-in-volo-plastico-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px\" \/><\/a><em><strong>Spettacolare volo plastico del portiere Alessandro Mannini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Meglio, molto meglio, occuparci del periodo glorioso della squadra della citt\u00e0, <strong>quando il Pisa militava in Serie A, sognava l\u2019Europa e acquistava campioni<\/strong>. Anche qui, sotto la guida di un presidente pi\u00f9 unico che raro: <strong>Romeo Anconetani<\/strong>, che a dispetto del nome veniva da Trieste, e a dispetto di tutti port\u00f2 una squadra di provincia ai vertici del calcio italiano.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Romeo Anconetani - Il Presidentissimo\" width=\"1080\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7s5l1PI9dAo?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Romeo_Anconetani_-_Parliamo_con_Romeo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14668\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Romeo_Anconetani_-_Parliamo_con_Romeo.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Romeo_Anconetani_-_Parliamo_con_Romeo.jpg 960w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Romeo_Anconetani_-_Parliamo_con_Romeo-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Romeo_Anconetani_-_Parliamo_con_Romeo-768x506.jpg 768w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Romeo_Anconetani_-_Parliamo_con_Romeo-624x411.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><strong><em>Anconetani tra gli anni 1980 e 1990, durante una puntata della trasmissione tv &#8220;Parliamo con Romeo&#8221; a lui dedicata<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Al tempo di quello che molti considerano l\u2019unico vero presidente del Pisa, la voce stentorea ufficiale dell\u2019Arena era un altro tachicefalo, <strong>il buon Cristiano Militello,<\/strong> non ancora noto a livello nazionale, ma gi\u00e0 conosciuto e atteso in curva per le sue geniali incursioni vocali nel corso del match. Memorabile, in tal senso, il tormentone che accompagn\u00f2 <strong>Ivano Bordon<\/strong> <strong>nel corso di un Pisa-Inter di Coppa Italia<\/strong>, durante il quale il portiere di riserva della Nazionale, ma titolare dei nerazzurri milanesi da vari lustri, par\u00f2 il parabile, l\u2019imparabile e l\u2019impensabile. A un certo punto, una voce (stentorea, ovviamente) incominci\u00f2, a intervalli regolari, a chiamare dalla curva Nord: <em>\u00abIvaaaanooo&#8230;\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14669\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen.jpg\" alt=\"\" width=\"1162\" height=\"1779\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen.jpg 1162w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-768x1176.jpg 768w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-669x1024.jpg 669w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Berggreen-624x955.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1162px) 100vw, 1162px\" \/><\/a><strong><em>Berggreen con la maglia strappata del Pisa, nella partita della Serie A 1985-\u201886 contro la Juventus<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Intervalli regolari, metronomici, al termine dei quali immancabilmente la voce riappariva, instancabile: <em>\u00abIvaaaanooo&#8230;\u00bb.<\/em> Dopo quaranta minuti, quasi al termine della partita, Bordon venne punto dal sospetto che l\u2019Ivano in questione non fosse in curva, ma in campo, e si volt\u00f2. E la voce, con perfetta scelta di tempo, complet\u00f2 il messaggio: <em>\u00abHai sempre fatto c\u00e0a! Ma proprio oggi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Pisa-Milan-1-3-Dunga-tra-Van-Basten-e-Ancelotti-e1434622405987.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14670\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Pisa-Milan-1-3-Dunga-tra-Van-Basten-e-Ancelotti-e1434622405987.jpg\" alt=\"\" width=\"815\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Pisa-Milan-1-3-Dunga-tra-Van-Basten-e-Ancelotti-e1434622405987.jpg 815w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Pisa-Milan-1-3-Dunga-tra-Van-Basten-e-Ancelotti-e1434622405987-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Pisa-Milan-1-3-Dunga-tra-Van-Basten-e-Ancelotti-e1434622405987-768x565.jpg 768w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Pisa-Milan-1-3-Dunga-tra-Van-Basten-e-Ancelotti-e1434622405987-624x459.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 815px) 100vw, 815px\" \/><\/a><em><strong>Il brasiliano Dunga<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Presidente all\u2019epoca, come detto, <strong>il mai dimenticato Romeo<\/strong>. <strong>Uomo vulcanico, tirannico, lunatico, scaramantico.<\/strong> Tutto il necessario per essere odiosi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Klaus Berggreen &quot;Solo per la maglia&quot;\" width=\"1080\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/AnBA_Ao_C3E?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>In realt\u00e0, dai tifosi (ovvero coloro che lo vivevano abbastanza da lontano) <strong>Romeo era amatissimo proprio perch\u00e9 umano<\/strong>. Umano come noi, e come noi preda delle sue superstizioni, che vinceva <strong>scaricando in campo pacchi e pacchi di sale: prima di una partita<\/strong> col Lecce, arriv\u00f2 a 26 chili, e prima di una partita col Milan arriv\u00f2 al punto di prenotare tutte le stanze dell\u2019albergo che avrebbe occupato la squadra lombarda la sera prima per condire adeguatamente tutti i pavimenti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Serie_A_1988-89_-_Pisa_vs_Milan_-_Mario_Been_e_Marco_van_Basten.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14698\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Serie_A_1988-89_-_Pisa_vs_Milan_-_Mario_Been_e_Marco_van_Basten.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"728\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Serie_A_1988-89_-_Pisa_vs_Milan_-_Mario_Been_e_Marco_van_Basten.jpg 940w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Serie_A_1988-89_-_Pisa_vs_Milan_-_Mario_Been_e_Marco_van_Basten-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Serie_A_1988-89_-_Pisa_vs_Milan_-_Mario_Been_e_Marco_van_Basten-768x595.jpg 768w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Serie_A_1988-89_-_Pisa_vs_Milan_-_Mario_Been_e_Marco_van_Basten-624x483.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/a><span class=\"mw-mmv-title\"><em><strong>Been (a sinistra) al Pisa nel 1989, mentre discute con il milanista e connazionale van Basten<\/strong><\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Oppure assistendo alla partita in panchina, immobile, con le dita incrociate per tutti e novanta i minuti. <strong>Ma, soprattutto, amato per quanto ci capiva di calcio<\/strong>.<\/p>\n<p>Quanto questa competenza fosse vera o presunta, non sappiamo giudicarlo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/20150117144208Diego_Simeone_Pisa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14671\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/20150117144208Diego_Simeone_Pisa.jpg\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"962\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/20150117144208Diego_Simeone_Pisa.jpg 340w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/20150117144208Diego_Simeone_Pisa-256x300.jpg 256w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/a><strong><em>Diego Simeone con la maglia del Pisa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Romeo \u00e8 passato effettivamente alla storia come u<strong>n vero e proprio talent scout<\/strong>, grazie ai campioni presi quando erano ancora cuccioli, come avvenne letteralmente per<strong> Carlos Caetano Bledorn Verri, detto per l\u2019appunto \u00abDunga\u00bb<\/strong> (il nome brasiliano del nano senza barba di Walt Disney). Appurato che il Cucciolo in tacchetti di tenerezza ne ispirava non troppa, bisogna riconoscere che in quel caso Romeo pesc\u00f2 un gran giocatore.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Chamot.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14672 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Chamot.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"325\" \/><\/a><\/p>\n<p>E nel Pisa Sporting Club hanno militato stranieri di ogni tipo, dai veri campioni ai bidoni pi\u00f9 assoluti. Tra i veri campioni il baffuto<strong> Klaus Berggreen,<\/strong> il brevilineo <strong>Mario Been<\/strong>, e il nostro preferito, l\u2019altissimo e sgraziatissimo <strong>Willem Kief<\/strong>t. Anche se, all\u2019inizio, l\u2019olandese non convinse proprio tutti: \u00e8 storicamente accertabile come <strong>il pennellone di Amsterdam,<\/strong> arrivato con in tasca il titolo di <strong>Scarpa d\u2019Oro europea<\/strong>, nella prima parte della stagione fece indubitabilmente senso. Poi, quando la fiducia del tifoso stava pericolosamente per concludersi e l\u2019attaccante numero 9 era ormai divenuto \u00abSkieft\u00bb, <a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Incocciati.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14674 alignright\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Incocciati.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"300\" \/><\/a>l\u2019olandese in una partita casalinga contro il Catania si invent\u00f2 un gol in rovesciata talmente magnifico e inaspettato da provocare reazioni di ogni tipo, dall\u2019esultanza all\u2019infarto (non scherziamo). Da l\u00ec in poi, mantenne.<\/p>\n<p>Ma parlare dei campioni, pur se emozionante, non \u00e8 certo divertente quanto ricordare la lunga sequenza di <strong>ignoranti del pallone che hanno vestito il nerazzurro<\/strong>. Fuori classifica, ovviamente, <strong>il famoso Caraballo<\/strong>, di gente che al pallone dava del costoro l\u2019Arena ne ha vista non poca. Il nostro favorito rimane a tutt\u2019oggi <strong>Paul Elliott <em>(foto sotto)<\/em><\/strong> difensore inglese statuario sia nel fisico che nelle capacit\u00e0 psicomotorie, unico uomo al mondo in grado di cacciare il pallone fuori dallo stadio di suola.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Paul_Elliott_-_Pisa_SC_1988-89.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14675 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Paul_Elliott_-_Pisa_SC_1988-89.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"299\" \/><\/a><strong>Non male anche Francis Severeyns<\/strong>, arrivato pure lui con il titolo di capocannoniere del campionato belga, e che affianc\u00f2 <strong>Lamberto Piovanelli<\/strong> nella stagione 1988-\u201889. I due erano letteralmente l\u2019uno l\u2019opposto dell\u2019altro: <strong>Piovanelli,<\/strong> goffo e legnoso, in grado di segnare con qualsiasi parte del corpo tranne i piedi (leggendaria una sua rete di pube, ci sembra contro l\u2019Udinese), e che per\u00f2 faceva carrettate di gol, e <strong>il belga tecnico, aggraziato e rapido, e che non segnava manco da dentro la porta.<\/strong> Perch\u00e9 il bello \u00e8 questo: Severeyns era davvero un ottimo giocatore, che purtroppo a Pisa non dette il meglio di s\u00e9, riuscendo dove nemmeno i pi\u00f9 estremisti fra i pessimisti avrebbero ipotizzato. <strong>L\u2019attaccante belga <em>(foto sotto, in allenamento)<\/em>, in ventisei partite, non centr\u00f2 la porta nemmeno una volta:<\/strong> zero reti, che fornirono un gran numero di valide ragioni per rispedirlo a fine anno in Belgio, dove riprese orgogliosamente a segnare, chiudendo poi la carriera nella compagine del Cappellen.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francis_Severeyns.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14676 alignright\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Francis_Severeyns.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"467\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Vero che Anconetani di bidoni ne dribbl\u00f2 parecchi: come Hugo Maradona,<\/strong> che venne offerto al Pisa e snobbato dal buon Romeo prima di andare ad Ascoli a dimostrare che la genetica non \u00e8 tutto nella vita; o come I<strong>vica \u0160urjak<\/strong>, caso curioso di attaccante che con la maglia dell\u2019Udinese riusc\u00ec nella non facile impresa di prendere pi\u00f9 traverse che reti. Per\u00f2, non sarebbe giusto non ricordare in che modo <strong>il Pisa prese il giocatore in assoluto pi\u00f9 forte e talentuoso della propria storia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Era l\u2019ultimo giorno di mercato del 1990<\/strong>, e il Pisa non aveva ancora completato la rosa, quando dall\u2019Argentina arriv\u00f2 un fax con un elenco di giocatori non ancora ventenni. Informazioni a dir poco laconiche: foto, ruolo, altezza, peso. Un po\u2019 poco, per capire il talento di un giocatore, ma non certo per uno come Romeo. Il quale, dopo aver esaminato il fax, disse con piglio deciso: <strong><em>\u00abQuetto qui e quetto qua. Soprattutto quetto qua. Mi garba, ha la faccia decisa\u00bb<\/em><\/strong>. <em>\u00abQuetto qui\u00bb<\/em> e <em>\u00abquetto qua\u00bb<\/em> <strong>erano Jos\u00e9 Antonio Chamot e soprattutto Diego Pablo Simeone<\/strong>, che dopo il Pisa vestir\u00e0 le maglie di Atletico Madrid, Inter e Lazio, e della Nazionale argentina. Della quale diverr\u00e0 anche capitano ai Mondiali del 1998. Gli stessi in cui il capitano del Brasile \u00e8 Carlos Caetano Bledorn Verri, detto \u00abDunga\u00bb<strong>. Due ex giocatori del Pisa, con al braccio la fascia delle due nazionali pi\u00f9 prestigiose del mondo.<\/strong> A volte, ci vuole competenza; a volte, un po\u2019 di culo non guasta.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Mario Bocchio<\/strong><\/em><\/p>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em><strong>Info: Marco Malvaldi racconta il Pisa calcio, &#8220;Corriere della Sera&#8221;.<\/strong><\/em><\/h6>\n<h1>Articoli correlati<\/h1>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/?p=14679\">\u00abCaraballo, mejo perdilo \u2019he trovallo\u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente Romeo Anconetani Arena Garibaldi, domenica, poco dopo l\u2019ora di pranzo. 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