{"id":13743,"date":"2022-02-01T11:48:00","date_gmt":"2022-02-01T11:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/?p=13743"},"modified":"2022-02-01T16:24:56","modified_gmt":"2022-02-01T16:24:56","slug":"dellomo-il-dribblomane-che-gioco-solo-cinque-partite-nei-grigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/dellomo-il-dribblomane-che-gioco-solo-cinque-partite-nei-grigi\/","title":{"rendered":"Dell&#8217;Omo, il dribblomane che gioc\u00f2 solo cinque partite nei Grigi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CarloDellOmodarme.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13746\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CarloDellOmodarme.jpg\" alt=\"\" width=\"838\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CarloDellOmodarme.jpg 579w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CarloDellOmodarme-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un cognome pi\u00f9 adatto a <strong>un condottiero di ventura<\/strong> che a un pedatore. Stiamo parlando di <strong>Carlo Dell&#8217;Omodarme,<\/strong> spezzino, classe 1938, ruolo <strong>centrocampista<\/strong>, arrivato ad Alessandria in occasione del campionato di serie A 1957-&#8217;58, proveniente dal Parma.<\/p>\n<p><strong>Nei Grigi gioc\u00f2 solo cinque partite<\/strong>, tutte in Coppa Italia: fece l&#8217;esordio a Genova, in S<strong>ampdoria-Alessandria 2-1<\/strong>. Venne poi ceduto al <strong>Como, <\/strong>per poi approdare alla<strong> Spal.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/index.jpg2_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13747 alignleft\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/index.jpg2_.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"309\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Maggio 1963:<\/strong> il campionato non ha pi\u00f9 nulla da dire,<strong> l\u2019ha vinto l\u2019Inter di Moratti, Herrera e, da poco tempo, anche di un giovincello dal nome famoso: Mazzola<\/strong> e il ricordo vola a Superga, lontana ma sempre presente. La Juventus si \u00e8 arresa per ultima alla superiorit\u00e0 dei rivali meneghini; \u00e8 seconda, le ultime tre giornate sono pura formalit\u00e0. In casa bianconera si comincia prestissimo a pensare ai rinforzi, l\u2019Inter non pu\u00f2 vincere sempre, si pensa, basta trovare qualche pedina buona. E i primi acquisti sono con il botto, la concorrenza \u00e8 battuta sul tempo: <strong>Adolfo Gori,<\/strong> terzino e <strong>Giampaolo Menichelli,<\/strong> ala sono il meglio che il mercato offra: per il romanista c\u2019\u00e8 stato un grande tira e molla, i tifosi della capitale non volevano sentire ragioni, Menico doveva rimanere a Rom<\/p>\n<p>Di ali, per\u00f2, ne sono arrivate due: <strong>Dell\u2019Omodarme torna all\u2019ovile<\/strong> dopo sei anni di peregrinazioni in mezza Italia calcistica. Da ragazzino aveva giocato nella Primavera e nella De Martino con i colori bianconeri e, a Torino, ritorna oramai consacrato; a<strong> Ferrara i suoi dribbling trascinano la gente allo stadio<\/strong> pi\u00f9 della genuina classe di Massei.<br \/>\n<strong>Dell\u2019Omo<\/strong> fa parlare di s\u00e9 molto prima che inizi il campionato: quella stagione bianconera deve disputare la Coppa delle Alpi, in Svizzera, e <strong>l\u2019undici di Amaral, forte dei tre nuovi acquisti<\/strong>, prende la cosa sul serio. Segna tanti goal al Basilea e al Grasshoppers, <strong>anche Dell\u2019Omo ci mette lo zampino<\/strong> e, in finale, l\u2019Atalanta di Domenghini sanziona la freschezza di una Juventus che lievita.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/index.jpg1_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13748\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/index.jpg1_.jpg\" alt=\"\" width=\"827\" height=\"493\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il campionato che va a iniziare, non \u00e8 determinante solo per Dell\u2019Omo, ma <strong>anche per l\u2019allenatore Amaral, che predica uno spregiudicatissimo 4-2-4. Dell\u2019Omo comincia alla grande la nuova stagione,<\/strong> al Comunale la gente applaude <strong>la doppietta di Sivori<em> (disegno sopra, insieme proprio a Dell&#8217;Omo)<\/em> alla Spal<\/strong>, ma anche<strong> il golletto del nostro<\/strong> non passa inosservato: veramente <strong>\u00e8 difficile che un tipo come Dell\u2019Omo<\/strong> passi inosservato; nel bene o nel male,<strong> il suo dribbling fa colpo<\/strong>, anche se, spesso, ritarda il gioco, ma a volte il terzino non sa pi\u00f9 come raccapezzarsi.<br \/>\n<strong>Monzeglio, subentrato ad Amaral, non gradisce molto questo tipo un po\u2019 pazzo<\/strong> che tiene la palla come se fosse solo sua, e gli preferisce <strong>Stacchini;<\/strong> \u00e8 un campionato balordo, due infortuni impediscono a Carlo di smentire il suo allenatore: la Juventus, intanto, va a singhiozzo, strapazza l\u2019Inter campione e poi si fa annichilire dalla matricola Messina.<br \/>\n<strong>L\u2019anno dopo molte cose cambiano, \u00e8 arrivato Heriberto Herrera, Nen\u00e8 non \u00e8 pi\u00f9 centravanti, ora c\u2019\u00e8 Combin<\/strong>, grande, grosso e bravo, per\u00f2 per nulla fortunato; <strong>Dell\u2019Omodarme aspetta con pazienza il suo turno,<\/strong> ora dribbla un po\u2019 meno e passa un po\u2019 di pi\u00f9 la palla, Heriberto non lesina complimenti e lo lancia in squadra alla prima occasione, <strong>centravanti al posto di Combin con il perone rotto.<a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13749 alignright\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/index.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"375\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>E Dell\u2019Omo piano piano emerge<\/strong>, il pubblico si diverte, dei sette palloni infilati al Genoa <strong>uno porta la sua firma<\/strong>, ma non durer\u00e0 molto. <strong>Anche il suo secondo campionato in bianconero sar\u00e0 un mezzo fiasco,<\/strong> una manciata di presenze e qualche sparuto goal qua e l\u00e0, non pu\u00f2 certo bastare a dargli soddisfazione.<br \/>\nDurante l\u2019estate si prepara con scrupolo, <strong>non pu\u00f2 fallire anche la terza volta, e a Villar si capisce subito che Dell\u2019Omo far\u00e0 qualcosa di buono<\/strong>; \u00e8 gi\u00e0 in forma a ferragosto, quando gli altri ancora sgobbano per cacciare i chili superflui, e <strong>a settembre il posto di titolare non glielo leva pi\u00f9 nessuno<\/strong>. Nella conquista della Coppa Italia, che la Juventus strappa alla pluri blasonata Inter, in una calda serata del settembre romano,<strong> c\u2019\u00e8 anche il gran gioco di Dell\u2019Omodarme, che disputa una partita capolavoro<\/strong>, giocando prima all\u2019attacco e poi a protezione del centrocampo, contro l\u2019assalto disperato dei neroazzurri.<br \/>\n<strong>E in campionato, ci si deve arrendere all\u2019evidenza dei fatti; la Juventus ha trovato un\u2019ala destra di ruolo che molti le invidiano<\/strong>; a novembre scende al Comunale la capolista Fiorentina a difendere il primato e perde seccamente, 3-0 per la Juventus.<br \/>\n<em>\u00abIl primo giocatore bianconero a mettere in crisi l\u2019apparato difensivo dei viola<\/em> \u2013 scriveva il giorno dopo <strong>Giglio Panza<\/strong> su <em>\u201cTuttosport\u201d<\/em> \u2013<em> fu l\u2019ala destra Dell\u2019Omodarme; questo modesto e sovente criticato giocatore \u00e8 in forma esplosiva. Ha letteralmente distrutto Castelletti in forma decorosissima, ha giocato con discernimento sia che fosse a destra oppure a sinistra o sul centro. I tre goal portano tutti la sua traccia, servizi impeccabili al termine di impressionanti sgroppate\u00bb<\/em>.<br \/>\n<strong>La domenica dopo c\u2019\u00e8 il derby e la Juventus vince di slancio; \u00e8 il suo momento magico<\/strong>, certo che c\u2019entra in questo la ritrovata vena di <strong>Dell\u2019Omo-Garrincha<\/strong>, ci mancherebbe altro, suo \u00e8 il goal che chiude la questione con i cugini granata. Dopo due anni d\u00ec insipienza, <strong>Dell\u2019Omodarme si \u00e8 fatto finalmente valere,<\/strong> ma la forma non \u00e8 tanto facile a mantenersi, c\u2019\u00e8 anche di mezzo uno stiramento, sicch\u00e9<strong> il finale di torneo lo ritrova a navigare tra le riserve<\/strong>; non \u00e8 colpa sua se la concorrenza \u00e8 forte, il quinto posto finale grida vendetta, la Juventus ha concluso al galoppo distruggendo il Milan.<br \/>\n<strong>E Dell\u2019Omo? Avr\u00e0 modo di rifarsi? No, nella Juventus che fa tredici scudetti, per Dell\u2019Omodarme non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto<\/strong> neppure tra le riserve, se ne \u00e8 ritornato alla Spal amareggiato e deluso. La Juventus \u00e8 gi\u00e0 un ricordo o poco pi\u00f9; come i suoi dribbling.<\/p>\n<p><strong>Mazza<\/strong> <strong>lo riporta a Ferrara.<\/strong> Nella citt\u00e0 estense lo spezzino trova di nuovo lo smalto di un tempo ma, nell&#8217;estate del 1967, in un banale contrasto durante un&#8217;amichevole con lo Spartak Mosca <strong>si infortuna seriamente<\/strong> e per lui c&#8217;\u00e8 solo la possibilit\u00e0 di giocare una unica partita di campionato, <strong>l&#8217;ultima finora disputata dalla Spal in serie A<\/strong>, in occasione della sconfitta interna contro la Juventus del 12 maggio 1968.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Lancers-72-Home-Carlo-DellOmodarme-Olympique-8-6-1972.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-13750\" src=\"http:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Lancers-72-Home-Carlo-DellOmodarme-Olympique-8-6-1972.jpg\" alt=\"\" width=\"818\" height=\"775\" srcset=\"https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Lancers-72-Home-Carlo-DellOmodarme-Olympique-8-6-1972.jpg 718w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Lancers-72-Home-Carlo-DellOmodarme-Olympique-8-6-1972-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.museogrigio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Lancers-72-Home-Carlo-DellOmodarme-Olympique-8-6-1972-624x591.jpg 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;anno dopo \u00e8 ancora alla Spal, lasciando poi il calcio professionistico a 31 anni. Torna a giocare <strong>con i dilettanti della Sarzanese<\/strong> nella stagione 1969-&#8217;70 in serie D e successivamente con la squadra del <strong>Cuoiopelli<\/strong> di Santa Croce sull&#8217;Arno nel 1971 in Promozione fungendo anche da allenatore in sostituzione dell&#8217;esonerato Roberto Balestri. <strong>Si far\u00e0 tentare, sollecitato dal suo amico ed ex compagno di squadra Adolfo Gori<\/strong>, dall&#8217;avventura del <strong>calcio miliardario americano con il Rochester Lancers<\/strong> di New York, rinunciando dopo una stagione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Mario Bocchio<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un cognome pi\u00f9 adatto a un condottiero di ventura che a un pedatore. Stiamo parlando di Carlo Dell&#8217;Omodarme, spezzino, classe 1938, ruolo centrocampista, arrivato ad Alessandria in occasione del campionato di serie A 1957-&#8217;58, proveniente dal Parma. 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