Archivio mensile:Ottobre 2016

Gonzalez ha donato la sua maglia alla collezione di “Museo Grigio”

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Stagione da record, stagione con una simile partenza che nessuno onestamente se la sarebbe aspettata… Tutte partite vinte e una sola pareggiata, un grande gruppo e un grande Mister… e anche un giocatore che per ora ha fatto la differenza: Pablo Gonzalez. El Cartero – il postino – ha regalato a Museo Grigio la sua maglia rossa usata nel secondo tempo ad Olbia, e proprio con questa casacca ha realizzato la doppietta.

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Quest’anno l’Alessandria – come più volte in passato -, ha scelto per la seconda maglia il colore rosso, rosso e grigio.

Vediamo le caratteristiche della maglia dell’ Acerbis, molto bella con questa croce grigia sul petto e lo stemma della squadra ricamato sul cuore. Sponsor Gls stampato sul davanti, e bordi sia del collo che delle maniche grigi.

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Sul retro oltre alla faccia piccola dell’Orso ricamata, il nome di Gonzalez, il suo numero 18 e lo sponsor Ascom in bianco sono applicati sul tessuto. La taglia che usa Pablo è la L. Sulle braccia che differenziano la maglia da gara rispetto a quelle dello store, ci sono le due toppe. Sulla manica destra la toppa dell’Unicef e l’altra della LegaPro su quella sinistra.

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Ogni giocatore ha in dotazione due maglie a partita – una per il primo tempo e una per la ripresa – praticamente identiche, se non per leggere differenze dovute alla distanza tra i numeri, la vicinanza tra nome e numero e il punto di applicazione … Leggi >

I Grigi hanno stabilito un record personale niente affatto trascurabile

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In questi giorni si parla molto del fatto che l’Alessandria è la squadra imbattuta con il miglior punteggio in Europa ed altre particolarità.

I Grigi nel passato hanno stabilito un record personale niente affatto trascurabile.

Bisogna andare indietro negli anni. Siamo nel campionato 1970-’71, quello della sfida con la Reggiana: all’ultima giornata i Grigi, ormai matematicamente secondi, persero al Moccagatta l’ultima partita con la Triestina alla disperata ricerca dei punti salvezza. I rossoalabardati ottennero una vittoria inutile, perché scesero comunque in D. Nella stagione successiva, con Mario David al posto di Sergio Manente in panchina, l’Alessandria esordì con un 4-1 all’Imperia poi infilò una serie di risultati positivi tanto da finire la stagione imbattuta in casa.

record-1Campionato 1970-’71 serie C. In piedi da sinistra: Paparelli, Colombo, Sassaroli, Paesanti, Magri, De Luca. Accosciati: Di Pucchio, Lorenzetti, Ciceri, Mantellato, Berta.

 

Nel 1972-’73, Pippo Marchioro come allenatore, la cosa si sdoppia. Nasce la Coppa Italia semiprofessionisti (che i Grigi vinsero) che comporta sei partite in casa. Ma i risultati non cambiano: 25 partite al Moccagatta e 25 risultati utili.

record-2Stagione 1971-’72. In piedi da sinistra: Maldera II, Zambianchi, Ciceri, Magri, Nimis, Sassaroli. Accosciati: Paesanti, Lorenzetti, Di Pucchio, Colombo, Vanzini.

 

A riprova che i record contano fino ad un certo punto, arriviamo al 1973-’74, l’anno di Ballacci.  I Grigi vincono il campionato, ma perdono ben tre volte in casaa marzo in Coppa contro la Solbiatese e le ultime due Leggi >

Il calcio a Siena, dalle origini al doloroso fallimento

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Fondata nel 1904 dalla scissione della “Società Sportiva Mens Sana in Corpore Sano” nella nuova “Società Studio e Divertimento”, si dedica principalmente alla podistica, alla palestra e al ciclismo. E’ solo nel 1908 che arriva il calcio a Siena e viene fondata la “Società Sportiva Robur”.

Il popolo senese si innamora subito alla nuova realtà calcistica locale, e nel 1920 partecipa al primo campionato regionale toscano concludendo subito con una vittoria.

societa_sportiva_robur_1927-1928La SS Robur del 1928-’29, con la maglia a quarti bianconeri in uso tra gli anni venti e trenta del Novecento, e poi ripresa all’inizio del terzo millennio dalla nuova Robur Siena.

 

Negli anni ’30 la compagine senese si dimostra una delle realtà calcistiche più avanzate della Toscana, e nel 1933-’34 disputa il suo primo campionato in serie C cambiando il nome societario in “Associazione Calcio Siena”.

associazione_calcio_siena_1934-1935Il Siena dell’annata 1934-‘35, vittorioso nelle fasi finali di Prima divisione e promosso in serie B.

 

Il debutto in serie B avviene il 15 settembre 1935, ma si tratterà di un campionato vissuto sempre negli ultimi posti della classifica seguito da un inevitabile ritorno in serie C dopo la bellissima quanto ormai inutile vittoria per 4-0 contro l’Atalanta.

Dopo due stagioni militate in serie C , il Siena festeggia il suo ritorno nella categoria superiore al termine della stagione 193-’38, rimanendovi fino all’interruzione dei campionati dovuta all’entrata in guerra dell’Italia nei conflitti della Seconda guerra mondiale.siena_calcio_1_bandiera_animata

L’8 dicembre 1938 viene inaugurato lo stadio Leggi >

Diritti di base come un tetto sopra la testa o la libertà dentro uno stadio

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Sabato 15 e domenica 16 ottobre c’è stato un confronto, nel “profondo nord” Italia, intorno al romanzo Fuoco ai mediocri, edito dalla  Red Star Press – Hellnation Libri.

La presentazione ha avuto luogo prima a Torino, presso la libreria AUT di via Sant’Ottavio e poi in Alessandria, al covo dei Mandrogni, enclave di un gruppo di supporters grigi impegnati anche nel sociale.

Gli incontri sono stati entrambi interessanti, anche se articolati in maniera diversa.

Nella città granata l’incontro è stato introdotto dall’autore della prefazione Domenico Mungo, autoctono ma ultras viola, con un intervento sulle sottoculture da parte di Oscar Giammarinaro, voce de Gli Statuto. In un sabato pomeriggio dal retrogusto meridionale, tra un clima primaverile e la quiete post-pranzo di una mangiata da trattoria barese.

Nonostante lo scritto in questione sia testimonianza fedele di una realtà metropolitana del sud Italia, molti sono stati i punti rispetto ai quali si è discusso con l’intento di comprendere quali siano i nuovi modi di cavalcare il disagio, per scongiurare gli effetti soporiferi delle tattiche messe in campo dal Sistema.

Al di là delle lunghe parentesi munghiane che accompagnano il mondo del tifo e dei movimenti antisistemici da oltre quindici anni, le parole sono volate anche ad Alessandria, dove i sabato sera passano veloci tra serate trash all’Officina e scazzottate da bevuta al pub; e senza l’impressione di scivolare lungo i vialoni bui dell’accademia spicciola dei tuttologi da tastiera.

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Il libro non è Leggi >

Alla scoperta del pianeta degli Ultras senesi

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Il movimento ultras a Siena ha i suoi inizi a metà anni ’70, con la nascita di Boys e delle Brigate Bianconere. Nascono successivamente gli Ultras e i Fighters Black & White, che unendosi assieme alle Brigate Bianconere in un unico gruppo al centro della gradinata (pur mantenendo gli striscioni fino al 1981) dettano la linea alla curva senese alla fine degli anni ’70. Da questa fusione nel ’79 nascono gli Ultras Fighters, che mantengono il monopolio della curva negli anni ’80, conoscendo l’apice nel 1985-’86, ma i ripetuti scontri con le tifoserie ospiti e la polizia portano a provvedimenti sempre più duri che di fatto tagliano le gambe al gruppo.

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Inizia così il declino, con l’uscita di scena delle Falange d’Assalto (gruppo di estrema destra che già aveva cambiato nome in “Robur Ghibellina”) e dei Mods. Gli Ultras Fighters vengono affiancati dai giovani dell’Armata Ghibellina, ma da lì in poi la disorganizzazione regna sovrana.

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Nel 1991, sfruttando un’ improvvisa ma illusoria impennata della squadra, si cerca di dare uno scossone fondando la Gioventù Ghibellina, con gli U.F.S. che diventano un gruppo minore composto da ex-veterani. Ricominciano però ad arrivare i soliti pessimi risultati della squadra e gli attriti con la dirigenza allontanano il pubblico dallo stadio e con esso anche la Gioventù e tutti gli altri gruppi minori. Per ben due anni non esiste forma di tifo, ma solo una continua protesta, che porta nel 1993 i ragazzi più giovani Leggi >