Archivio mensile:marzo 2016

Lino Nobili, portiere stoico

NobiliLino Nobili premiato con medaglia d’oro per aver disputato 100 partite consecutive con l’Alessandria. La serie si interruppe a 128 per infortunio. Siamo a maggio del 1964.

 

Un altro “numero1”, Lino Nobili, è stato uno dei portieri più straordinari che i Grigi abbiano mai avuto, ma aveva un punto debole, il ginocchio, che gli causava spesso problemi, soprattutto negli ultimi anni della carriera. A volte era davvero stoico e giocava in condizioni precarie, ma in altre circostanze accentuava i suoi guai e si creava un alibi quando beccava un gol. Un siparietto simpatico accadde a Napoli nella partita del campionato di serie B 1964-‘65 che si disputò la mattina per permettere ai partenopei di festeggiare al pomeriggio la ricorrenza di Piedigrotta. L’Alessandria passò in svantaggio all’inizio della ripresa, poi pareggiò con Bettini. Ad un paio di minuti dal termine il brasiliano Canè prese palla e sparò un siluro da almeno 25 metri. Nobili si tuffò in ritardo, la palla diede l’illusione del gol ma scheggiò solo la traversa. Tuttavia il boato del pubblico di casa aveva tratto in inganno Nobili: credendo di essere stato battuto, si rotolò a terra in preda al dolore per far capire che il problema al ginocchio gli aveva impedito di salvare la porta.

Nobili (1)Napoli-Alessandria 1-1 nel 1963-’64: Nobili anticipa Fanello.

 

L’arbitro conosceva però l’estremo difensore dei Grigi e forse era a conoscenza di qualche “manfrina” studiata da Nobili. Così si avvicinò e lo rassicurò: “La palla Leggi >

L’Alessandria ha dimostrato di voler vincere

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Così Mister Angelo Gregucci dopo la vittoria contro il Pordenone, che non fa una piega, voluta e meritata.

“Ci sarà da combattere, fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Ma noi ci siamo. Abbiamo dimostrato di esserci, non l’avevo mai dubitato. La squadra lo ha dimostrato a tutti. Una vittoria fondamentale, il peso me lo dà anche il modo con cui la squadra ha esultato, in campo e negli spogliatoi. Questo è il segnale della solidità di questo gruppo. E dei valori. Sono molto utili, risultato e prestazione.I Grigi sono vivi, era importante dimostrarlo e noi lo abbiamo fatto L’Alessandria c’è. Pronta per un campionato che è molto difficile per tutti. Stiamo per scollinare, tutti possono vincere, soprattutto sono in tanti che vogliono vincere. Anche l’Alessandria, certo, credo che lo abbia dimostrato”.

Mario Bocchio

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Successo importante quello ottenuto dall’Alessandria contro il Pordenone. Importante per tutta una serie di fattori.

In primo luogo per la classifica, visto che la gara era una sorta di spareggio playoff. Considerata la sconfitta casalinga del Bassano in casa col Pavia per 4-1, i Grigi sono quarti a un solo punto dai Ramarri e a tre lunghezze dallo stesso Bassano.

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L’1-0 finale è poi importante per elevare il morale dei giocatori di Mister Gregucci, soprattutto dopo le note tensioni dopo la trasferta di Busto Arsizio. Infine, vale anche perché ottenuta tra le mura amiche, sul prato del “Moccagatta” che aveva finito per perdere quelle credenziali di palcoscenico in grado di condizionare gli avversari. Era infatti dal successo contro il Cuneo, agli inizi di gennaio, che in casa non maturavano i tre punti: solo pareggi e sconfitte, l’ultima delle quali contro la capolista Cittadella.

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La vittoria dell’Alessandria è stata meritata, ineccepibile. I Grigi si sono dimostrati più forti della formazione di Tedino, arrivata in Piemonte senza lo squalificato Pederzoli, a segno sabato scorso nel 2-1 al Padova, e l’infortunato De Agostini.

Guarda la sintesi video della partita (clicca qui)

Gregucci dal canto suo, ha dovuto fare a meno in difesa dello squalificato Morero, mentre in attacco si è affidato al tridente Marras-Marconi- Fischnaller.

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Il fantasista Massimo Loviso è entrato solo ad un quarto d’ora dalla fine, al posto di Vitofrancesco. Ma è stato quando… Leggi >

I Grigi in punta di matita

L’era dei fratelli Calleri e la serie C2 stregata

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Nel nostro spazio dedicato alla penna del disegnatore Carlo Dossola, siamo andati a ritrovare alcuni suoi lavori pubblicati settimanalmente su “Il Piccolo” relativamenteall’annata calcistica 1983-’84.

image004Gianmarco Calleri.

 

I Grigi erano stati rilevati dai fratelli Giorgio e Gianmarco Calleri, proprietari di un noto istituto di vigilanza privato. L’organico è giudicato competitivo, ma a compromettere tutto ci pensano gli avvicendamenti in panchina (Mirko Ferretti, Natalino Fossati e Toni Colombo) ed il fallimento della compagine sarda del Quartu Sant’Elena, cancellata dal campionato con conseguente rivoluzione della classifica. L’Alessandria è terza, scavalcata dall’Asti e deve perciò ancora disputare la C2, benché nella “rosa” figurino giovani di belle speranze quali Fratena, Sgarbossa, Marangon e Pagano amalgamati a elementi di esperienza dalle doti certamente superiori alla categoria: Salvadori, Manueli e Perego.

image006Giancarlo Camolese.

 

image008Renato Carraro.

 

image010Ezio Cavagnetto.

 

image012Nando Cerafogli.

 

image014Luciano Chiarugi, protagonista con la Massese al “Moccagatta”, costringendo i Grigi al pareggio.

 

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image020Natalino Fossati.

 

image018Antonio Colombo.

 

image022Eugenio Sgarbossa e Fabio Fratena.

 

image024Fabio Fratena.

 

image026Gigi Manueli.

 

image030Antonio Pistis.

 

image031Roberto Salvadori.

 

image033Pier Paolo Scarrone.

 

image035Eugenio Sgarbossa.

 Mario Bocchio

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Un “Bolide” per l’Alessandria

Bolide Coscia (2)Campionato 1947-’48, Alessandria-Juventus 1-3. In piedi da sinistra: Di Gennaro, Stradella, Della Frera, Frugali, Diamante, Lustha. Accosciati: Sotgiu, Pietruzzi, Soffrido, Tortarolo e Coscia.

 

Aristide Coscia crebbe nel folto vivaio dell’Alessandria come uno dei più «classici e pacati prodotti» della locale scuola calcistica, con doti di regia e spunti offensivi. Era soprannominato “Bolide” per la sua fisicità imponente e “Ridolini” per la somiglianza con l’attore Larry Semon.

Bolide Coscia (6)La “rosa” della Roma 1941-’42; Coscia è il secondo da destra, in prima fila.

 

A vent’anni passò alla Roma, con cui vinse lo scudetto; durante la Seconda guerra mondiale fu arruolato tra i Bersaglieri e, con i compagni di squadra Amadei, Pantó, Borsetti, Andreoli, Jacobini e Ippoliti, si fece fotografare indossando il berretto piumato dell’Arma nel giorno della vittoria del campionato (foto sotto).

Bolide Coscia (4)Nel 1953, durante la militanza alla Sampdoria, fu coinvolto assieme al calciatore Vittorio Mornese in un incidente stradale a Nizza Monferrato, senza riportare gravi conseguenze. L’anno successivo abbandonò l’attività agonistica; avendo disputato 370 partite in serie A, è attualmente tra i primi cento calciatori più presenti nel massimo campionato. Rimase poi nel mondo del calcio come allenatore e come osservatore. È morto nel 1979, all’età di 60 anni.

Bolide Coscia (1)Amichevole dei Grigi Cannes nel corso dell’annata 1946-’47. In formazione: Rampini, Lustha, Tortarolo, Rosso, Bertoni II, Rava, Armano, Bodoira, Pietruzzi, Stradella, Pietrasanta e Coscia.

 

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