Archivio mensile:Marzo 2015

La resurrezione con Renzo Melani

Foto 1L’Alessandria che ha ottenuto il 2° posto nel campionato di serie C2 1988-’89. In piedi, da sinistra: Lazzaroni, S. Ferretti, Meazza, Guerra, Manetti, Carrara, Lo Garzo, Guida, Riccarand. Seduti: Bartolini, Zamparutti, Ferrarese, l’allenatore “in seconda” Colombo, l’allenatore Melani, il massaggiatore Pescolla, Tardini, Casale. Accosciati: Briata, tortora, Zaffiri, Vescovo, Brilli e Montrone.

 

Sotto la guida tecnica dell’espertissimo fiorentino Renzo Melani avviene la resurrezione, anche se il tecnico fiorentino priva la tifoseria di quello che è un vero e proprio idolo, Ciccio Marescalco, ceduto in corso d’opera al Novara.
Difesa incrollabile, gioco essenziale ma concreto: sono queste le armi di un’Alessandria spietata. L’atto finale è un’autentica apoteosi: il piccolo stadio di Stradella trabocca di tifosi giunti da Alessandria con ogni mezzo.

Foto 2 Oltrepò-Alessandria, la partita decisiva per la promozione dei Grigi in serie C1: il rigore trasformato da Sergio Ferretti al 77’.

 

21 maggio 1989: il 3-1sull’Oltrepò si legge C1! Ci ricordiamo ancora una delle scene di giubilo, che pare come l’atto dell’esorcista davanti alla presenza diabolica: l’abbraccio di Casale a Ferretti mentre Briata esulta rivolto ai tifosi.

Foto 3Il 21 maggio 1989, con il 3-1 rifilato a Stradella all’Oltrepò, l’Alessandria ritorna in C1. La gioia di Briata, Casale e Sergio Ferretti.

Purtroppo l’anno seguente si ritorna nel solito incubo. Ma come è possibile? A sei giornate dal termine, con la squadra tecnicamente salva, Melani se ne va e le redini vengono affidate al solito Colombo, in un’alternativa costruita tutta in casa. Retrocessione. Solita Leggi >

Nona vittoria in trasferta e primato solitario

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Mister Luca D’Angelo intervenuto in sala stampa nel post-partita, ha dichiarato: “Abbiamo giocato un ottimo primo tempo avendo il predominio del gioco. Nella ripresa invece, siamo stati messi sotto dal Pordenone che ricercava seppur in dieci il pareggio ed abbiamo fatto fatica a risalire per cui abbiamo pensato a portare a casa i tre punti controllando la gara. Non ho visto l’episodio del fallo di Mezzavilla su Maracchi per cui non posso giudicare, ma conosco il mio giocatore e credo che sia stato fatto tutto in maniera involontaria. Temevo questa trasferta in quanto è una squadra totalmente diversa rispetto a quella incontrata all’andata. Usciamo dal ‘Bottecchia’ con tre punti pesanti.

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Così si ì invece espresso il tecnico del Pordenone Rossitto: Il pugno e non la gomitata di Mezavilla ha deciso la partita. Oltre che aver fatto male a Maracchi, e mi dispiace tanto, ha anche alterato i valori del campo; l’episodio ha deciso il match. Credo si sia trattato di un gesto antisportivo, bruttissimo. Comunque parliamo della partita e che oggi non abbiamo subito tiri in porta; le vere occasioni da gol le abbiamo create noi, ne ricordo almeno tre nitide. Peccato perchè in dieci abbiamo giocato veramente bene mentre loro hanno approfittato solo di un unico svarione da parte nostra. Ripeto, peccato, forse il pareggio sarebbe stato più giusto anche se a vederla meglio la vittoria poteva stare stretta anche a noi. Forse nel primo tempo eravamo Leggi >

I Grigi non superano la Torres ma restano primi

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L’Alessandria per continuare la marcia in classifica, la Torres per riscattare l’opaca prova contro la Giana Erminio e tenere lontana la zona play out: i presupposti per assistere a una partita gradevole c’erano tutti, ma le due squadre hanno, in parte, tradito le attese e hanno dato vita a una contesa povera di contenuti tecnici, che si è conclusa con una spartizione della posta in palio, decisamente più gratificante per i ragazzi di Mister Bucchi, anche se i Grigi conservano il primato, in coabitazione col Pavia, grazie al capitombolo del Novara sul campo del Como.

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Le due reti, che hanno fissato l’1 a 1 finale, sono state realizzate nella parte iniziale della gara: al 6′ Cerone (ex grigio con Vatta e Milani) ha sbloccato il risultato, trasformando un rigore concesso per un fallo di Nordi su Baraye, lanciato da Petermann.
Subito il contraccolpo psicologico, i padroni di casa hanno tardato a reagire, ma hanno trovato il jolly, al 18′, con una giocata personale di Iunco, abile a controllare un pallone al limite dell’area, girarsi e trafiggere Testa, apparso non esente da colpe nell’occasione, con un destro potente e fulminante.

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Da quel momento in poi, i rossoblù hanno badato soprattutto a contenere le iniziative degli avversari che, prima dell’intervallo, si sono resi pericolosi con due conclusioni di Vitofrancesco.
Il copione della gara non è cambiato nella ripresa, caratterizzata da una, seppur sterile, supremazia territoriale dei Grigi, i … Leggi >

Lorenzo: “Non fui responsabile di quel maledetto autogol”

Foto 2Teodoro Rino Lorenzo con la maglia grigia dell’Alessandria.

 

L’auto è invasa dalla musica, il dj mette in onda Storie di tutti i giorni di Riccardo Fogli. Dopo l’incontro, mentre ritorno ad Alessandria, mi metto a riflettere sulle parole e scopro che hanno una sorprendente analogia con la vicenda che vi stiamo per raccontare. Storie ferme sulle panchine in attesa di un lieto fine. Ed ancora: un giorno in più che se ne va, un orologio fermo da un’eternità … Ventisette anni è proprio quasi un’eternità e per Teodoro Rino Lorenzo le lancette della sua storia professionale e umana si sono fermate al trentesimo minuto di una partita giocata il 25 maggio 1986.
Da allora, questo uomo che nonostante giocasse al pallone ha voluto a tutti i costi laurearsi ed oggi è avvocato, non ha più avuto pace. Un tarlo gli rode dentro e ha finito per condizionagli la vita e anche quella delle persone più care che gli sono vicino, la moglie e i figli prima di tutto.
Quando ci siamo sentiti al telefono la sua voce era come disperata, ho percepito forte la richiesta di aiuto di chi vuole finalmente ristabilire la verità. E non ho potuto dire di no. Anche questo fa parte della storia centenaria dei Grigi.
A volte è sorprendente come nella vita delle persone certe date si ripetano a segnare eventi spiacevoli e drammatici.

Foto 3Stagione 1983-’84, l’Alessandria che sconfisse il Derthona in Coppa Italia. In piedi, da sinistra: Salvadori, Lorenzo, Leggi >

Battuta anche la Cremonese, per i Grigi bionici quinta vittoria dei fila

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Sono ancora l’Alessandria, il Novara e il Pavia in testa alla classifica del girone A di Lega Pro. I Grigi, grazie a un rigore di Rantier, hanno superato al “Moccagatta” una coriacea Cremonese. Che ha saputo peraltro rendersi pericolosa anche in inferiorità numerica. La squadra di Mister Giampaolo ha infatti tenuto testa ai più quotati avversari per quasi tutta la gara ed è andata vicina alla segnatura in più di un’occasione, anche dopo che è stato espulso Palermo al 35’.

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Nella ripresa buone occasioni per l’Alessandria, ma la Cremonese ha risposto colpo su colpo. Fino al 78’, quando un calcio di rigore trasformato da Rantier ha praticamente fatto calare il sipario sul match. Nell’occasione, per proteste, è stato allontanato anche il tecnico lombardo e nel recupero, per doppia ammonizione, è finito sotto la doccia anche Gambaretti. Contestato, da parte dei grigiorossi, l’arbitraggio.

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Guardando in profondità il match, è da notare come la Cremo abbia messo in difficoltà i Grigi che hanno fatto fatica a superare la linea difensiva avversaria. Al 18’ i Grigi reclamano un calcio di rigore per un tocco di mano nell’area della Cremonese. Nel primo tempo il pericolo più grande per l’Alessandria è arrivato da un tocco di Morero che ha costretto il portiere Nordi ad una parata impegnativa. Nel recupero sui piedi di Marconi è capitata una buona occasione ma Galli è stato bravo nell’anticipo.

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Nella ripresa Mister D’Angelo ha inserito Iunco per Leggi >