Archivio mensile:Settembre 2014

Al Pavia è legata una storica promozione

Foto 2Il tifo alessandrino, in Torretta, in occasione della sfida-promozione vinta 1-0 contro il Pavia nel 1981.

Dopo le travagliate gestioni dell’astigiano Bruno Cavallo, lo stesso che nell’Astimacobi scoprì e lanciò Giancarlo Antognoni ma che portò l’Alessandria addirittura per la prima volta in C2, una folata di passione che fece illudere la piazza in una rinascita è datata campionato 1980-‘81. Cambia la presidenza, arriva Sandroni e la squadra viene assemblata da Alfredo Quaglia che in richiama in panchina niente poco di meno che Dino Ballacci. Fra gli obiettivi primari comunque non c’è la risalita in C1, ma come spesso capita nel calcio, è il campo a sovvertire i pronostici. La squadra, sin dalle prime gare, dimostra di poter lottare per la promozione, con Zerbio che diventa sempre più l’uomo-chiave.

Foto 3Alessandria-Pavia 1-0 nel 1980 -’81: le formazioni sono appena scese in campo.

Alla penultima giornata lo scontro diretto contro la Carrarese è drammatico. Sotto la cappa di un caldo asfissiante il forte portiere Adriano Zanier para un rigore e alla fine i Grigi riescono a pareggiare 1-1. Resta solo più da battere il Pavia, le cui rispettive tifoserie non si soffrono troppo, nell’ultima partita, proprio per evitare l’ennesimo spareggio. L’impresa si concretizza all’ 89’, grazie al rigore realizzato dal mastodontico Primo Pasquali, per tutti “Pasqualone”. Ancora una volta ci si è affidati ai poteri taumaturgici dello stadio ed ancora una volta il “Mocca” ha fatto il miracolo, grazie a quel costante … Leggi >

Ultras Grigi: un’avvincente storia di autentica passione (prima parte)

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Siamo lieti di offrire alla tifoseria grigia un’interessante storia a puntate degli Ultras, curata da Gianmaria Zanier.

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Ultras Grigi

Se i giocatori che indossano la blasonata maglia grigia scrivono la storia sul campo, è anche grazie a persone come gli storici capi e le generazioni di tifosi che li hanno seguiti, se il Moccagatta è diventato uno stadio famoso non solo in Italia.
Come nascono gli Ultras Grigi e in che modo gli anni Settanta hanno influenzato la nascita del movimento Ultras nella nostra città?

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Alessandria città come ha vissuto la nascita di questo movimento giovanile?
La Curva Nord è sempre stata apolitica, gente di destra e di sinistra divisi dalle idee ma uniti per amore di una fede: i Grigi.
Tifo all’inglese o all’italiana, quale stile piace di più?
Come sono nate le prime rivalità storiche e le amicizie della tifoseria grigia?
I ricordi più belli e quelli più brutti in campo e sugli spalti?
Cosa è diventata la Gradinata Nord oggi?
Sono solo alcuni interrogativi e alcune considerazioni contenute nella nostra videostoria, ideata e pubblicata in occasione della ricorrenza dei 40 anni degli Ultras. Buona visione!

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Una vittoria da dedicare agli Ultras

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La quarta giornata di campionato coincide con la seconda vittoria per i Grigi, vittoriosi per 2-0 in casa della matricola Giana Erminio (la gara si è però giocata a Monza), nonostante una gran mole di gioco macinata per gran parte dei 90′ a parte dell’undici lombardo e il costante incitamento dei tifosi, grandi e piccoli, che non hanno mai smesso di incoraggiare il team di Gorgonzola. All’8′ è il gol dell’Alessandria a gelare la squadra di Albè: con un disimpegno di Obodo, che mette in mezzo, Sanchez respinge ma non trattiene e Guazzo tira sulla traversa interna e la palla rimbalza in gol. Al 10′ ancora Guazzo protagonista con un tiro al volo dai 25 metri, che esce di poco fuori sul primo palo. L’Alessandria alza il pressing, ma la Giana non demorde e cerca la profondità. Al 14′ Biraghi dai 30 metri prova il tiro e manda fuori di un metro.

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Al 19′ gran giocata della Giana con Marotta, che in una mischia in area riesce a disimpegnarsi e a calciare, ma la palla esce di un soffio alla sinistra del portiere. I lombardi si affacciano costantemente nell’area grigia, ma l’Alessandria di Mister D’Angelo è attenta a chiudere tutti gli spazi. Al 38′ è Spiranelli al tiro, dopo essere sceso sulla fascia ed essere penetrato a centro area, ma la palla finisce ancora fuori di poco. La Giana sta macinando una gran mole di gioco, costringendo l’Orso a chiudersi (bene) nella propria (tana) … Leggi >

Primo pareggio per i Grigi: Alessandria-Novara 1-1

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La seconda gara stagionale ufficiale disputata in notturna al Moccagatta (dopo la splendida serata di San Lorenzo in Coppa Italia, contro la Salernitana) è terminata con un pareggio che, “tirando le somme, lascia un po’ di rammarico”, come ha giustamente sottolineato Mister Luca D’Angelo nell’immediato dopogara in sala-stampa. Se la parte iniziale del primo tempo ha mostrato due squadre molto accorte, particolarmente attente a non lasciare spazio all’offensiva dell’avversario (i Grigi hanno iniziato con un ritmo molto alto, ma la squadra di Mister Toscano ha lasciato intravedere delle individualità da categoria superiore, su tutti l’esile ma tecnicamente dotato Vagenin Gustavo e Gonzalez, non più giovanissimo ma sempre molto temibile ), sono stati gli ultimi minuti della prima frazione di gara a tenere banco. Al 37′, un disimpegno errato di Sirri permette a Vagenin Gustavo di superare il centrocampo e sfornare un assist perfetto di esterno per il tiro al volo di Gonzalez (bravissimo Nordi a respingere di piede), mentre cinque minuti dopo è il difensore novarese Pesce a commettere un’ingenuità ancora più grande, atterrando l’accorrente Spighi.

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Dopo le consuete proteste di rito (compresa anche quella dei giocatori grigi, in particolare di un infuocatissimo Terigi, affinché il giocatore biancoazzurro fosse espulso e non solo ammonito), è Guazzo a sistemare la palla sul dischetto: rigore tirato abbastanza male, centralmente, anche se Tozzo è bravo ad indovinare l’angolo. Come spesso succede, dopo il gol sbagliato arriva la rete subìta, al primo minuto di recupero: un tiro di … Leggi >

Parli di Alessandria e Novara e non puoi non ricordare il quadrilatero

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Per parlare del significato della sfida tra Alessandria e Novara, non si può non ricordare lo storico quadrilatero piemontese.
Dopo l’epopea del Genoa e la scuola britannica di Spensley, esso fu la migliore espressione del calcio dell’inizio secolo XX. Per molti giovani del Piemonte orientale la memoria scolastica del quadrilatero del calcio avrebbe oscurato quello storico, il famoso sistema difensivo austriaco delle fortezze di Peschiera del Garda, Mantova, Legnago e Verona i cui vertici erano compresi tra Mincio, Po e Adige, fortino dal 1815 al 1866 che fece argine inespugnabile alle azioni degli eroi risorgimentali garantendo i rifornimenti nel lombardo-veneto.

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Unendo i quattro poli tra Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli fu formato, dai cantori del calcio dei pionieri, il secondo quadrilatero che, pur storicamente meno nobile di quello austro-ungarico, fu altrettanto leggendario e difficile da espugnare per gli avversari sportivi. Non a caso il giornalista e disegnatore Carlo Bergoglio (il famoso Carlin) alla fine degli anni Venti diede forma come simboli delle squadre, come accadeva in quel tempo, di metafore zoomorfiche; con l’eccezione del Novara, attribuì ai vercellesi l’appellativo di Leoni, l’ Orso grigio il simbolo dell’Alessandria e il ringhioso Cinghiale l’emblema del Casale.

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Ancora oggi le storie delle quattro squadre piemontesi sono una miniera di eventi, personaggi e aneddoti che meritano di essere raccontati. Cercare di ripercorrere per sommi capi, con molte lacune ma tanta passione un’epopea come quella del quadrilatero non è stato difficile. Sono storie vere, non favole o … Leggi >