Archivio della categoria: I Grigi in Nazionale

La leggenda del Quadrilatero rivive nelle maglie di Museo Grigio

Le sfide del Quadrilatero

“Erano quattro cittadine tranquille ma che la fantasia immaginava come cinte da mura merlate e le colubrine puntate dall’alto delle torri. Fra Vercelli e Casale, Novara e Alessandria i tifosi sciamavano su biciclette e carrozzelle. Il pittoresco dialetto provinciale condiva le loro invettive già alle porte della città rivale, gli avversari li attendevano. Che pugni, Madonna mia”. Ettore Berra, giornalista vercellese con un passato nelle Bianche Casacche, l’aria dei derby piemontesi la conosceva bene. Partite maschie, di pallone più che di calcio.

I Bianchi della Pro, i Nerostellati del Casale, i Grigi dell’Alessandria e gli Azzurri del Novara all’inizio del secolo scorso comandavano il calcio, vincendo scudetti e dettando legge. La legge del cosiddetto Quadrilatero piemontese. Una sentenza. Storie, sorrisi, vittorie e imprese riassunte in queste quattro maglie originali, tutte degli anni Settanta, entrate a fare parte della collezione di Museo Grigio grazie al nostro esperto Ciro Cassaneti. Maglie dal sapore antico ma dal retrogusto quanto mai attuale.  Oggi in serie C manca il Casale, ma in questo campionato si respira ugualmente uno spaccato romantico del calcio che fu.

Le quattro maglie degli anni Settanta della collezione di Museo Grigio

Pro Vercelli, Casale, Novara ed Alessandria sono state un blocco granitico ed imbattibile di quel ventennio di calcio italiano. I sette scudetti dei Bianchi, quello storico dei Nerostellati, il miracolo della Novese, le scuole calcistiche di Alessandria e Novara … Leggi >

Grigi a cinque cerchi

Il Grigio Gabriel Cleur nella Nazionale olimpica dell’Australia

Blu, Nero, Rosso, Giallo, Verde (e Bianco): sono i colori del vessillo Olimpico, che sventola ogni quattro anni durante la disputa dei Giochi. A questi bisogna aggiungere un angolino di grigio. Si, perché l’Alessandria, con il suo colore di maglia unico al mondo ha scritto qualche riga nel grande libro della storia del calcio ai Giochi Olimpici.

La Nazionale italiana ad Amsterdam nel 1928, il Direttore tecnico era l’alessandrino Rangone

Il pallone è stato quasi sempre presente nel programma della massima manifestazione sportiva. Con la sola esclusione del 1896 (la prima edizione di Atene) e del 1932 (a causa del contrasto sorto tra CIO e FIFA dopo l’istituzione del campionato mondiale) si è sempre giocato a calcio. La presenza degli alessandrini alle Olimpiadi comincia nel 1924 a Parigi quando, per la prima volta salì alla ribalta l’Uruguay, la cui Nazionale era destinata a dominare due Olimpiadi ed il primo mondiale. Nella formazione azzurra, guidata da Vittorio Pozzo, giocò anche il grande Adolfo Baloncieri, leader della squadra grigia.

Adolfo Baloncieri

L’Italia superò le qualificazioni battendo la Spagna 1-0 (grazie ad un’autorete), poi agli ottavi ebbe la meglio sul Lussemburgo per 2-0 (Baloncieri segnò il primo gol), ma nei quarti di finale caddero contro la Svizzera che vinse 2-1.  Gli elvetici raggiunsero la finale dove vennero maltrattati dagli uruguayani che trionfarono con 3 gol a 0. Quattro anni più tardi, ad Amsterdam, la rappresentativa mandrogna fu molto più numerosa.

Innanzitutto il selezionatore dell’Italia … Leggi >

Quella volta che gli Azzurri sconfissero i francesi al “Moccagatta”

Italia B-Francia AlessandriaLa Nazionale B italiana in posa al “Moccagatta” prima della sfida internazionale contro i francesi.

 

Il 19 aprile 1931, l’Italia B affrontò e sconfisse 2-0 la selezione del Sud-est della Francia al “Moccagatta” di Alessandria.

In quella formazione erano presenti due giocatori grigi,Edoardo Avalle e Renato Cattaneo, autore di una rete.

Abbiamo ricostruito qulla partita, grazie a quanto scrisse allora su “La Stampa” Luigi Cavallero, il giornalista che sarebbe poi morto con il Grande Torino nella tragedia di Superga.

azione di gioco

Una fase della partita.

 

Gli Azzurri della Nazionale B hanno vendicato la sconfitta di Marsiglia, ma anche nel secondo incontro con la Rappresentativa del Sud-Est della Francia il loro compito non è stato facile. Si era tutti un po’ convinti, specialmente dopo la resa della squadra francese a Bologna di fronte alla nostra squadra A, che gli ospiti non dovessero rappresentare un pericolo per i nostri cadétti, ed invece abbiamo dovuto ricrederci in pieno. La squadra francese si è battuta a lungo da pari a pari con la nostra rappresentativa

Gli Azzurri – ieri in maglia bianca – non sono riusciti a ritrovare il loro giuoco fatto di armoniche azioni e per tutto il primo tempo e per buona parte della ripresa si sono battuti in modo inconcludente, senza che la squadra desse mai l’impressione di funzionare a dovere.

Una cattiva giornata della nostra squadra era quanto occorreva ai francesi per resistere brillantemente. Cosi, come abbiamo detto, si è giunti all’ultimo quarto d’ora di giuoco Leggi >

Nel 1931 i Grigi affrontarono la Nazionale B davanti ai propri tifosi

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L’Italia B di calcio fu la seconda squadra della Nazionale che occasionalmente operò da supporto e sviluppo per la prima squadra. Nel tempo, la formazione ha affrontato le squadre di altre nazioni e giocato partite contro altre formazioni B delle rispettive Nazionali. Fin dalla creazione della squadra nel 1927, sono state giocate 135 partite ufficiali.

La squadra B esordì ad Esch-sur-Alzette, battendo 5-1 la Nazionale A del Lussemburgo. Per delibera del Consiglio federale della Federazione dalla stagione 1967-‘68, la Nazionale B venne sostituita a tutti gli effetti dalla Nazionale Under-23.

Siamo andati a rispolverare un grande avvenimento del 1931, la partita che si giocò ad Alessandria tra la Nazionale B e i Grigi, terminata 2-1 per gli Azzurri. Abbiamo ricostruito quella giornata in base a quanto pubblicato da “La Stampa” il 18 aprile 1931.

Una folla enorme si è data convegno sul Campo del Littorio, gremendo le tribune a gli spalti, per assistere alla seduta di allenamento della squadra azzurra che domenica dovrà affrontare la compagine francese. All’invito erano presenti tutti i cadetti convocati, compreso il portiere Cavanna, ancora indisposto ma già in via di guarigione. Il segretario della Federazione Maestro Zanetti, giunto in Alessandria a mezzogiorno, dopo aver conferito con i gerarchi e dirigenti sportivi locali si è recato sul campo ove si è intrattenuto con i giocatori, impartendo ordini e disposizioni per la partita di domenica. L’attesa per detto incontro si è fatta veramente morbosa e si può ben affermare che mai Leggi >

Quando Cattaneo segnò il «gol dello zoppo»

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Un altro grande giocatore alessandrino degli anni Trenta, è stato Renato Cattaneo. Era un’ala destra veloce e tecnica, un attaccante tanto estroso che fu soprannominato bonariamente dagli sportivi “Ciaplen”, termine dialettale che indica il sasso piatto che rimbalza sull’acqua. Rimase per anni fedele al colori grigi. Lo troviamo in squadra già nel campionato di Prima Divisione 1922-‘23, con tre presenze ed una rete segnata; con l’Alessandria giocò fino al 1939: sedici anni, con 319 partite disputate e 146 reti realizzate, sempre determinanti per le vittorie dell’Alessandria.

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Chiamato da Vittorio Pozzo, allora Commissario tecnico della Nazionale, a vestire la maglia azzurra, disputò là prima partita in Nazionale A (nella formazione B aveva già esordito il 6 aprile 1930 a Genova contro il Lussemburgo, foto sopra) al Comunale di Bologna contro la Francia Infortunatosi, e quindi menomato, segnò egualmente uno dei cinque gol con cui l’Italia surclassò i transalpini: la sua rete rimase celebre come “il gol dello zoppo”.

Ogni giocatore ha almeno una “bestia nera” e il portiere juventino Combi aveva Cattaneo. Ciaplen (1)Nei numerosi incontri con la Juventus, “Ciaplen” realizzò moltissime reti, anche due in una sola partita, come il 18 settembre 1932. CiaplenUn episodio, in particolare, merita di essere citato. Il 17 settembre 1933 ad Alessandria i Grigi incontrano i bianconeri e li battono per due ad uno (reti alessandrine di Riccardi e del solito Cattaneo, per … Leggi >